Un nuovo studio ha dimostrato come la schizofrenia si rifletta direttamente nella struttura del cervello, mostrando variazioni significative tra i pazienti. Questa scoperta apre la strada a una medicina di precisione, capace di personalizzare le cure sulla base delle anomalie neurobiologiche di ciascun individuo
Schizofrenia e la mappa delle anomalie

La schizofrenia è una delle condizioni psichiatriche più complesse e sfuggenti. Per decenni, gli studiosi hanno cercato di comprenderne le cause e di individuare le basi neurobiologiche della malattia, spesso con risultati contrastanti. Le sue manifestazioni variano notevolmente da un individuo all’altro. Alcuni pazienti sperimentano allucinazioni e deliri, mentre altri sviluppano gravi deficit cognitivi, che compromettono la loro capacità di pensare in modo logico, di ricordare e di prendere decisioni. Questa eterogeneità ha reso difficile sia la diagnosi sia il trattamento, portando la psichiatria a interrogarsi sulla possibilità che esistano più tipi di schizofrenia, ciascuno con caratteristiche proprie.
Uno studio, condotto dall’Università di Zurigo e pubblicato sull’American Journal of Psychiatry, ha dimostrato come le differenze nei sintomi si riflettano direttamente nella struttura del cervello. L’analisi, basata su un vasto campione di oltre 6.000 individui provenienti da 22 Paesi, ha rivelato che la schizofrenia non si manifesta in modo uniforme, ma segue traiettorie neurobiologiche specifiche per ogni paziente. Questo risultato segna un punto di svolta nella comprensione della malattia e suggerisce che il futuro della psichiatria potrebbe essere nella personalizzazione delle terapie sulla base del profilo cerebrale di ciascun paziente. Ma entriamo nel vivo della quesitone.
Le molteplici facce della schizofrenia: un disturbo, molte malattie
L’idea di una schizofrenia unica e monolitica sta rapidamente cedendo il passo a una visione più sfaccettata del disturbo. Gli autori dello studio, guidati dal dottor Wolfgang Omlor, sostengono che i pazienti schizofrenici presentano anomalie cerebrali che variano notevolmente tra loro. Alcuni mostrano alterazioni pronunciate nelle aree responsabili dell’elaborazione delle percezioni sensoriali, il che potrebbe spiegare la comparsa di allucinazioni visive e uditive. Altri, invece, manifestano deficit strutturali nella corteccia prefrontale, una regione coinvolta nei processi decisionali e nella pianificazione, suggerendo che questi pazienti siano più inclini a sviluppare problemi cognitivi e disorganizzazione del pensiero.
Questa scoperta ha un’importanza cruciale: se la schizofrenia non è un’unica malattia, ma una sindrome che si declina in diverse forme, allora i trattamenti attuali, spesso generalizzati, potrebbero non essere efficaci per tutti i pazienti. La ricerca suggerisce che sia necessario adottare un approccio più mirato, che tenga conto delle specifiche alterazioni cerebrali di ciascun individuo.
Una mappa delle anomalie cerebrali
Per ottenere questi risultati, il team di ricerca ha analizzato le immagini cerebrali di migliaia di pazienti attraverso il progetto internazionale ENIGMA, un’iniziativa che raccoglie dati di neuroimaging da tutto il mondo. L’obiettivo era individuare quali aree del cervello mostrano le maggiori variazioni tra i pazienti schizofrenici e quali, invece, presentano un alto grado di uniformità.
L’analisi ha rivelato che la variabilità è particolarmente elevata in alcune aree corticali legate alla percezione, alla memoria e alle funzioni esecutive. Tuttavia, è emersa una scoperta sorprendente: la corteccia prefrontale mediale, una regione chiave per l’integrazione tra emozioni e pensiero, presenta un’anomalia comune a tutti i pazienti schizofrenici. Questa uniformità suggerisce che proprio questa struttura possa giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia.
Ma cosa implica questa scoperta? Secondo i ricercatori, la stabilità delle alterazioni in questa regione potrebbe indicare che la schizofrenia abbia radici profonde nello sviluppo cerebrale precoce. Infatti, la conformazione delle pieghe cerebrali – il cosiddetto pattern di girificazione – si forma nei primi anni di vita e rimane relativamente invariata nel corso del tempo. Il fatto che i pazienti schizofrenici presentino una girificazione anomala nella corteccia prefrontale mediale suggerisce che la malattia possa essere il risultato di un’interruzione nei normali processi di sviluppo cerebrale in età infantile.
Verso una psichiatria di precisione
L’impatto di queste scoperte è potenzialmente rivoluzionario. Se la schizofrenia si manifesta in modi così diversi a livello cerebrale, allora trattare tutti i pazienti con gli stessi farmaci potrebbe essere inefficace o addirittura controproducente. Gli autori dello studio sottolineano la necessità di adottare un approccio di medicina di precisione, basato sulla personalizzazione delle terapie in funzione delle specifiche alterazioni cerebrali di ciascun paziente.
In altre parole, in futuro i trattamenti potrebbero essere calibrati in base ai profili neurobiologici individuali. Un paziente con anomalie nelle aree percettive potrebbe trarre beneficio da farmaci che modulano le allucinazioni, mentre un individuo con deficit cognitivi potrebbe necessitare di interventi farmacologici o riabilitativi mirati a potenziare le funzioni esecutive.
Oltre ai farmaci, anche le terapie non farmacologiche potrebbero essere adattate in base alla conformazione cerebrale del paziente. Tecniche come la stimolazione magnetica transcranica, che modula l’attività delle diverse regioni cerebrali, potrebbero essere utilizzate in modo più mirato, andando ad agire sulle specifiche aree disfunzionali.
Una nuova era per la ricerca sulla schizofrenia
Le implicazioni di questo studio vanno ben oltre la semplice comprensione delle basi neurobiologiche della schizofrenia. Questi risultati aprono la strada a una nuova era della ricerca psichiatrica, in cui la diagnosi e il trattamento delle malattie mentali potrebbero essere basati su dati scientifici sempre più precisi e personalizzati.
Per troppo tempo, la psichiatria si è basata su descrizioni cliniche e tentativi empirici di trattamento. Oggi, grazie ai progressi della neuroimaging e della genetica, possiamo iniziare a svelare i meccanismi cerebrali alla base dei disturbi mentali e utilizzare queste conoscenze per sviluppare interventi più efficaci. La schizofrenia, una delle malattie psichiatriche più debilitanti e misteriose, potrebbe presto essere trattata non più con un approccio unico, ma con strategie su misura per ogni paziente.
La scienza ha ancora molta strada da fare, ma questa ricerca segna un passo fondamentale verso un futuro in cui la schizofrenia non sarà più un enigma insormontabile, ma una condizione comprensibile e curabile con strumenti sempre più precisi e sofisticati.
Fonti
Omlor, W. et al. Estimating Multimodal Structural Brain Variability in Schizophrenia Spectrum Disorders: A Worldwide ENIGMA Study. American Journal of Psychiatry (2025).
University of Zurich, Schizophrenia is reflected in the brain structure, study shows.
ENIGMA Consortium, Imaging and genetics research in schizophrenia.