Cura del tumore al polmone: le terapie

Cura del tumore al polmone: le terapie per trattare questa patologia sono comunemente chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Esistono poi anche altri trattamenti usati per il carcinoma polmonare sia a piccole cellule (microcitoma) sia a non a piccole cellule (adenocarcinoma).

Inoltre la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia possono essere applicati in monoterapia o con una terapia combinata. La scelta della combinazione dei trattamenti dipende da più fattori. Questi sono la tipologia di tumore, la sede, la gravità, il grado di diffusione e il generale stato di salute del paziente.

Il tumore al polmone è una neoplasia multifattoriale molto diffusa. Infatti IARC, in “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“, conferma come questa tipologia di cancro sia una delle prime cause di morte negli Stati industrializzati. Rappresenta, infatti, il 15% di tutte le diagnosi di tumore negli uomini e il 12% nelle donne.

Tra le principali cause del cancro del polmone vi è anche l’amianto. Infatti, ogni anno, circa 70.000 decessi in tutto il mondo sono causati dal tumore polmonare, causato esclusivamente dalle esposizioni a polveri e fibre di asbesto.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto –e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, tutelano tutte le vittima di patologie asbesto correlate, come il mesotelioma e il tumore al polmone. Per combattere i danni provocati dall’esposizione ad amianto, oltre ad effettuare la bonifica dei siti contaminati, bisogna avviare una diagnosi precoce e agire in maniera tempestiva, con le terapie più appropriate. Grazie all’azione dell’ONA, i pazienti possono richiedere la tutela medica e legale, anche in caso si sia vittima del dovere o della malasanità.

 

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Chirurgia come cura del tumore al polmone

Tra le cure per il tumore al polmone, l’intervento chirurgico rappresenta il trattamento più usato in caso di carcinoma polmonare non a piccole cellule, senza metastasi in altre sedi (adenocarcinoma polmonare senza metastasi). Perciò si sottopone alla chirurgia chi ha la malattia allo stadio iniziale. Infatti per tumore al polmone intervento chirurgico potrebbe non essere praticabile in caso di diffusione extra-polmonare, della vicinanza del tumore alla trachea o in caso si soffra di altre condizioni patologiche importanti.

Prima di eseguire l’intervento tumore al polmone, si devono eseguire test di funzionalità polmonare. Gli esami determinano se la quota polmone restante dopo l’intervento può essere sufficiente ad assicurare un adeguato apporto di ossigeno e una corretta funzione respiratoria. Nel caso in cui i risultati indichino che l’asportazione del tumore può compromettere la funzione polmonare, l’intervento non è praticabile.

Dopo i controlli, si può intervenire con la chirurgia, optando per diversi tipi di operazione polmoni tumore:

  • resezione a cuneo, che esporta una parte del polmone e si utilizza quando il tumore non è esteso;
  • lobectomia, in cui si esporta un lobo o una parte di esso;
  • pneumonectomia, dove il polmone viene asportato interamente, dato che il tumore si è esteso sull’intera superficie.

Una neoplasia, che si sviluppa in un altro organo, può poi diffondersi ai polmoni. In questo caso viene asportata a livello polmonare solo dopo la rimozione del tumore primitivo del polmone. Questa procedura si consiglia raramente. Inoltre gli esami eseguiti devono dimostrare l’assenza del carcinoma in sedi extra-polmonari.

Chirurgia in associazione con altre terapie

Un approccio di chirurgia radicale è il metodo di cura che garantisce maggiormente per tumore al polmone guarigione completa e un miglioramento della prognosi. Tuttavia alla cura chirurgica si affiancano spesso altri trattamenti post-chirurgici.

Infatti, il sottoporsi al trattamento chirurgico non implica necessariamente la guarigione della malattia. Per questo spesso i paziente vengono anche sottoposti alla chemioterapia adiuvante polmone o integrativa. Questa può contribuire ad aumentare il tasso di tumore al polmone sopravvivenza. Solitamente si pratica in tutti i casi di carcinoma, eccetto quelli che presentano dimensioni minime.

A volte, invece, la chemioterapia tumore al polmone può essere somministrata prima dell’intervento chirurgico. In questo caso la chemioterapia è definita terapia neoadiuvante. Il fine è quello di ridurre le dimensioni del tumore prima dell’intervento.

Radioterapia: terapie per il carcinoma polmonare

Come terapia tumore polmone, la radioterapia mirata al polmone trova impiego nel trattamento del carcinoma polmonare sia non a piccole cellule sia a piccole cellule. Viene solitamente somministrata ai pazienti che:

  • rifiutano il trattamento chirurgico;
  • non possono sottoporsi all’intervento per la coesistenza di una patologia grave, come una forma severa di coronaropatia;
  • tumore al polmone con metastasi alle strutture adiacenti, come i linfonodi.

Nonostante la radioterapia sia uno degli approcci terapeutici usati nell’ambito del trattamento del tumore polmonare, in alcuni pazienti può limitare solo parzialmente la massa tumorale. Può, invece, riuscire a rallentare la progressione e la diffusione della malattia.

La sopravvivenza tumore polmone aumenta se la radioterapia polmone viene effettuata in combinazione alla chemioterapia. Per esempio le vittime del microcitoma, che rispondono bene alla chemioterapia, potrebbero trarre beneficio dalla radioterapia encefalica per prevenire le metastasi cerebrali.

Inoltre, se il carcinoma si è già diffuso in regione encefalica, la radioterapia cerebrale è comunemente usata per ridurre i sintomi come cefalea, stato confusionale e crisi convulsive. Infine è anche utile per il controllo delle complicanze del carcinoma polmonare.

Un recente studio, “Markers Useful in Monitoring Radiation-Induced Lung Injury in Lung Cancer Patients: A Review“, riporta come la radioterapia deve affrontare alcune restrizioni legate alla radioresistenza e alla tossicità del trattamento, che si manifestano nel danno polmonare indotto da radiazioni (RILI). Infatti circa il 30-40% dei pazienti con cancro del polmone svilupperà RILI, che, insieme alla recidiva locale e alle metastasi, rappresenta una sfida sostanziale per la gestione efficace del trattamento del cancro del polmone. I dati indicano l’urgente necessità di cercare nuovi biomarcatori precisi della risposta individuale e del rischio di effetti collaterali nel corso della radioterapia.

 

Assistenza medica e tutela legale

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    Chemioterapia: cura del tumore al polmone

    La chemioterapia trova impiego nel trattamento dell’adenocarcinoma e, soprattutto, del microcitoma. Infatti questo approccio terapeutico ha effetti anche sul carcinoma polmonare a piccole cellule, che è una forma tumorale aggressiva. Inoltre spesso si è già diffusa in altre sedi al momento della diagnosi.

    La chemioterapia antineoplastica utilizza farmaci antitumorali che vanno ad interferire con la riproduzione delle cellule tumorali. Le cellule tumorali, infatti, si replicano molto più velocemente rispetto alle altre cellule. I farmaci chemioterapici vanno ad eliminare le cellule tumorali mentre compiono la divisione. Proprio per questo motivo sono efficaci soprattutto contro i tumori che hanno una veloce crescita.

    Alcuni farmaci utilizzati come cura del tumore al polmone chemioterapia sono Alectinib, Brigatinib, Carboplatino, Ceritinib, Cisplatino, Etoposide, Gemcitabina, Osimertinib, Nintedanib, Pemetrexed, Taxolo, Taxotere, Trametinib, Vinorelbina.

    La chemioterapia può prolungare la sopravvivenza anche in pazienti che presentano il tumore al polmone in stadio avanzato. Senza trattamento, tumore ai polmoni sopravvivenza in media è soltanto di 6-12 settimane. Mentre, grazie alla chemioterapia, è stato visto che, in soggetti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con metastasi in altre sedi dell’organismo, la sopravvivenza media aumenta a 9 mesi.

    Terapie mirate per la cura del tumore al polmone

    Alcuni soggetti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule sopravvivono per un periodo di tempo significativamente superiore, se trattati con chemioterapia, radioterapia o alcune delle terapie mirate di recente generazione. Le terapie mirate utilizzano i farmaci come agenti biologici. Questi colpiscono specificamente i tumori polmonari.

    Studi recenti, infatti, hanno identificato la presenza di proteine all’interno delle cellule cancerogene e nei vasi che nutrono le cellule cancerogene stesse. Queste proteine possono essere coinvolte nella regolazione e nella promozione della proliferazione tumorale e delle metastasi. Quindi sono stati sviluppati farmaci che agiscono sull’alterata espressione proteica. Riescono, così, potenzialmente, a eliminare le cellule cancerogene o a inibirne la proliferazione. Si tratta di Bevacizumab, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Crizotinib, Vemurafenib e Dabrafenib.

    Esistono poi dei farmaci immunoterapici, che consentono al sistema immunitario del paziente di combattere il cancro. per esempio sono Nivolumab,  Pembrolizumab, Durvalumab, Ipilimumab e Atezolizumab, Questi sono farmaci che possono essere usati al posto dei medicinali chemioterapici d’uso comune, in combinazione con essi o dopo la mancata risposta alla chemioterapia convenzionale.

    Cura del tumore al polmone: assistenza medica e legale

    L’ONA offre assistenza medica gratuita per ottenere una diagnosi precoce e la sorveglianza sanitaria. Inoltre fornisce assistenza legale gratuita per tutelare i diritti delle vittime di patologie asbesto correlate, tra cui il tumore al polmone.

    Grazie ad un pool di avvocati, diretti dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, le vittime vengono guidate in tutte le fasi dell’iter legale, al fine di ottenere il risarcimento dei danni e il riconoscimento di tutti i diritti e benefici previsti. L’ONA si occupa di tutelare legalmente anche tutte le vittime di malasanità, assicurando la responsabilità medica.