Prevenzione

La prevenzione, volta ha impedire o quanto meno ad arginare eventi pericolosi, per l’uomo e per l’ambiente che lo circonda, si possono qui riassumere suddividendola in tre branche di fondamentale importanza.

Cosa vuol dire prevenzione?

La prevenzione consiste nell’applicazione di una serie di misure, interventi o comportamenti volti ad impedire o quantomeno arginare, il manifestarsi di eventi pericolosi per la salute, come malattie e infortuni.

Prevenzione primaria:

Per “prevenzione primaria” si intende ogni attività focalizzata sui “pericoli”, sull’adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia, selezionando e trattando le condizioni di rischio.

Prevenzione secondaria:

La prevenzione secondaria riguarda individui clinicamente sani che presentano un danno biologico in atto, con lo scopo di guarire prima che la lesione evolva in patologia conclamata.

Pericolo, rischio, impatto:

Gli agenti e le condizioni ambientali che possono intaccare la salute dei soggetti esposti si possono valutare attraverso tre criteri:

  • Per il pericolo che rappresentano;
  • Per il rischio che comportano;
  • Per l’impatto che producono sullo stato di salute della popolazione.

Il pericolo

Poiché il pericolo riguarda la potenziale nocività, la prevenzione si deve necessariamente focalizzare su di esso. Tra le tante spiegazioni del concetto di pericolo, ricordiamo quella individuata nel D.Lgs 81/2008, all’art.2, n.1, lett.r, che lo definisce come: “proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni”, dove per fattore s’intende una sostanza, un attrezzo, un metodo di lavoro, eccetera.

Il rischio

Il rischio è ciò che aumenta in maniera statisticamente significativa la probabilità di sviluppare una certa patologia. E’ la probabilità che un agente patogeno possa manifestarsi nei soggetti esposti e si può calcolare attraverso la cosiddetta “incidenza cumulativa”, ovvero la proporzione tra il numero di nuovi casi di malattia verificatasi in un determinato intervallo di tempo e la popolazione all’inizio del periodo considerato.

La stima dell’impatto sulla Salute

Si tratta di una combinazione di procedure, metodi e strumenti con i quali si possono stimare gli effetti potenziali sulla salute di una popolazione. Essa ha importanza nella Sanità pubblica perché stima il carico aggiuntivo di malattia che grava sulla popolazione esposta al tipo di agente considerato. La stima d’impatto serve a definire le priorità degli interventi.

Importanza della prevenzione primaria e secondaria per gli esposti ad amianto

Nel caso dell’amianto, la legge 257/1992 che ne ha bandito estrazione, importazione, commercio, lavorazione e impiego, attualmente non può garantire i rischi da esposizione, per due ragioni:

4) Ad oggi sono presenti ingenti quantità di manufatti contenenti amianto. Ricordiamo che la fibra killer riveste capannoni, tetti di edifici pubblici e civili, si trova negli elicotteri, nelle navi della Marina militare, nei convogli ferroviari ecc. La pericolosa fibra, a causa dell’usura, può disperdersi nell’ambiente e causare danni letali.

5) Le operazioni di manutenzione, rimozione, trattamento, smaltimento e bonifica di tali manufatti sono ancora in corso e ci vorranno anni affinché siano concluse.

Prevenzione

A causa della lunga latenza, si stima che nei prossimi anni si registrerà un notevole picco di malattie asbesto correlate.

Per tali motivi è quanto mai necessario mettere in atto tutte le misure di prevenzione primaria, “seguendo le disposizioni normative, e misure di prevenzione secondaria, come l’uso appropriato di adeguati DPI e il controllo delle condizioni di salute, alla ricerca di segni precoci di manifestazioni patologiche e nella promozione di stili di vita che favoriscano il controllo di rischi particolarmente elevati, come è quello di tumore polmonare quando l’esposizione ad amianto si combini con quella a fumo di tabacco. In questi casi, di fronte all’impossibilità di evitare l’esposizione, cioè il pericolo, si prendono misure tese alla diminuzione del rischio” (Bertazzi, Epidemiologia e prevenzione 2013).