Prevenzione primaria, secondaria e terziaria

Prevenzione primaria secondaria e terziaria rispetto a tutti i rischi. Le polveri e fibre di amianto. Ancora tutti gli altri cancerogeni e tossico nocivi. Solo così può essere tutelata la salute che è un bene primario contemplato nell’art. 32 Cost. L’ONA si batte per la prevenzione dei danni. Prima di tutto, con la prevenzione primaria, poi con quella secondaria ed infine quella terziaria.

Tutti i profili di tutela agiscono con circolarità: prevenzione primaria, secondaria e terziaria non sono slegate l’una dall’altra e costituiscono lo strumento fondamentale per poter vincere la nostra battaglia contro il cancro. Infatti, oltre alle malattie asbesto correlate e ai tumori amianto ci sono molte altre malattie. Molte delle quali, hanno origine da esposizioni ambientali e lavorative. Quindi, è fondamentale la salubrità dei luoghi di vita e di lavoro.

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La prevenzione: che cos’è e in che cosa consiste

Che cos’è la prevenzione? La prevenzione, volta a impedire o quanto meno ad arginare eventi pericolosi, per l’uomo e per l’ambiente che lo circonda, si possono qui riassumere suddividendola in tre branche di fondamentale importanza. Esiste la prevenzione primaria secondaria terziaria.

È necessario, quindi, adottare una serie di accorgimenti per preservare dalle esposizioni al rischio. Oppure, per coloro che sono stati già esposti, fare delle verifiche sanitarie e, quindi, ottenere la diagnosi precoce di eventuali malattie. Solo così è possibile tutelare la salute di chi è stato esposto.

In più, in caso di danno, le vittime possono essere assistite per gli indennizzi INAIL e per il risarcimento dei danni. 

La prevenzione consiste nell’applicazione di una serie di misure, interventi o comportamenti volti ad impedire o quantomeno arginare, il manifestarsi di eventi pericolosi per la salute, come malattie asbesto correlate e infortuni.

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    Prevenzione primaria: evitare ogni forma di esposizione

    Per prevenzione primaria si intende ogni attività focalizzata sui “pericoli”, sull’adozione di interventi e comportamenti in grado di evitare o ridurre l’insorgenza e lo sviluppo di una malattia, selezionando e trattando le condizioni di rischio.

    La prevenzione secondaria: tutela indennitaria e risarcitoria

    Come abbiamo, più volte, osservato, è necessario, prima di tutto, rimuovere ogni rischio dai luoghi di lavoro e di vita. È necessaria la cultura della prevenzione, che significa non accettare il rischio. Questo vale anche per i nostri Militari, tra i quali quelli impiegati nelle missioni all’estero. Nella settima puntata di ONA TV, ospiti in studio Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL e Franco Colombo, Presidente FILASC.

    Questa problematica della sicurezza sul lavoro è sviscerata nella sua drammatica realtà, che riguarda anche gli infortuni sul lavoro. Quindi, più che la c.d. diagnosi precoce e controlli sanitari, è importante la prevenzione primaria. In molti casi, si può intervenire quando il danno biologico è ancora minimo, ed evitare che la malattia evolva. Per le patologie asbesto correlate, solitamente c’è la diagnosi di placche ed ispessimenti pleurici. Questi sono predittivi di elevata esposizione e di rischio di mesotelioma pleurico.

    Quest’ultima neoplasia costituisce il 93% dei mesoteliomi e, quindi, l’organo bersaglio preferito dalle fibre è proprio la pleura. Dunque, il mesotelioma pleurico è la malattia sentinella, predittiva anche del rischio di altre neoplasie. 

    Quindi, la prevenzione secondaria consiste anche nella sorveglianza sanitaria, attraverso la quale è possibile ottenere questa diagnosi precoce che è fondamentale anche per permettere al paziente di porsi in pensionamento.

    Pericolo, rischio e impatto sulla salute umana

    Gli agenti e le condizioni ambientali che possono intaccare la salute dei soggetti esposti si possono valutare attraverso tre criteri:

    • pericolo che rappresentano;
    • rischio che comportano;
    • impatto che producono sullo stato di salute della popolazione.

    Il pericolo: cioè la potenziale nocività delle condizioni

    Poiché il pericolo riguarda la potenziale nocività, la prevenzione si deve necessariamente focalizzare su di esso. Tra le tante spiegazioni del concetto di pericolo, ricordiamo quella individuata nel D.Lgs 81/2008, all’art.2, n.1, lett.r, che lo definisce come: “proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni”, dove per fattore s’intende una sostanza, un attrezzo, un metodo di lavoro, eccetera.

    Rischio: aumento di probabilità di sviluppo di malattia

    Il rischio è ciò che aumenta in maniera statisticamente significativa la probabilità di sviluppare una certa patologia. È la probabilità che un agente patogeno possa manifestarsi nei soggetti esposti e si può calcolare attraverso la cosiddetta “incidenza cumulativa”, ovvero la proporzione tra il numero di nuovi casi di malattia verificatasi in un determinato intervallo di tempo e la popolazione all’inizio del periodo considerato.

    La stima dell’impatto sulla Salute

    Si tratta di una combinazione di procedure, metodi e strumenti con i quali si possono stimare gli effetti potenziali sulla salute di una popolazione. Essa ha importanza nella Sanità pubblica perché stima il carico aggiuntivo di malattia che grava sulla popolazione esposta al tipo di agente considerato. La stima d’impatto serve a definire le priorità degli interventi.

    La prevenzione primaria e secondaria per il rischio amianto

    Per quanto riguarda i minerali di amianto, con la legge 257/1992, è stata disposta la cessazione dell’impiego del minerale. Il termine ultimo era quello del 28.04.1993 con deroge fino all’anno dopo. Tuttavia, questa legge amianto ne ha vietato solo l’estrazione, importazione, commercio, lavorazione e impiego, attualmente non può garantire i rischi da esposizione, per due ragioni:

    1) Ad oggi sono presenti ingenti quantità di manufatti contenenti amianto. Ricordiamo che la fibra killer riveste capannoni, tetti di edifici pubblici e civili, si trova negli elicotteri, nelle navi della Marina Militare, nei convogli ferroviari ecc. La pericolosa fibra, a causa dell’usura, può disperdersi nell’ambiente e causare danni letali.

    2) Le operazioni di manutenzione, rimozione, trattamento, smaltimento e bonifica di tali manufatti sono ancora in corso e ci vorranno anni affinché siano concluse.

    Prevenzione primaria secondaria e terziaria malattie amianto

    Le fibre di amianto inducono, prima di tutto, l’infiammazione e, poi, il cancro. La legge scientifica di copertura è quella della dose dipendenza, ovvero della teoria multistadio della cancerogenesi. Quindi, è fondamentale, come detto, evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer. Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’ONA, risalenti al 2008, di raggiungere il rischio zero, hanno trovato conferma nella revisione del Consensus Report di Helsinki.

    Tuttavia, in Italia vige ancora il principio della c.d. soglia delle 100 ff/ll. È stato detto che questa soglia è di maggiore allarme, perché la giurisprudenza è nel solco dell’evitare tutte le esposizioni. Infatti, così, Corte di Cassazione, IV Sez. pen., n. 42915/2012. Tuttavia, questo c.d. limite di soglia, non è privo di ambiguità, perché giustifica le violazioni. Il tutto, specialmente quando si fa riferimento alle c.d. esposizioni considerate “sporadiche e di debole intensità”, art. 249, Dlgs. 81/2008. 

    In realtà, come detto, in questi casi, spesso le esposizioni sono molto intense e tali bizantinismi lessicali complicano l’interpretazione e l’applicazione dell’intero complesso normativo.

    Diritto alla prevenzione secondaria e terziaria

    In ogni caso, è necessario il rispetto delle leggi. Prima di tutto, l’art. 2087 c.c., e poi il Dlgs. 81/2008. In modo particolare, è necessario l’utilizzo di adeguati DPI. Poi la sorveglianza sanitaria è sempre molto importante. I segni precoci di malattia e stili di vita positivi, come evitare di fumare, favoriscono la tutela della salute. In particolare, per il cancro polmonare, per il quale il fumo di sigaretta e amianto agiscono in sinergia.

    Poi, naturalmente, nel caso in cui proprio non si riesca ad evitare l’esposizione ad amianto, evidentemente, si potranno ridurre al minimo i rischi. In caso, anche di minima patologia asbesto correlata, vi è sempre il diritto al c.d. prepensionamento amianto con l’art. 13, co. 7, L. 257/1992. Poi, nel caso in cui, pur con le maggiorazioni amianto il lavoratore non avesse ancora raggiunto i requisiti per la pensione, si può chiedere la c.d. pensione invalidità amianto.

    La previsione normativa è quella dell’art. 1, commi 250, 250 bis e ter della L. 232/2016. Questi elementi costituisco la prevenzione terziaria.