Inquinamento acustico: un grave problema sottovalutato

L’inquinamento acustico assieme a quello atmosferico, termico, acustico, elettromagnetico, idrico, marino e del suolo contribuisce alla lenta involuzione del pianeta. A differenza delle altre, però, la prima è la forma di inquinamento più subdola poiché costituisce un elevato impatto sia sulla salute umana che sulla qualità della vita.

In effetti, è palese a chiunque quanto siano molesti i rumori e il caos nei centri urbani. Dopo l’inquinamento atmosferico, per questo, l’Oms ritiene che quello acustico sia il più grave problema ambientale europeo. L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’avv. Ezio Bonanni portano avanti, ormai da anni, la battaglia per il rispetto degli ecosistemi del pianeta Terra. Il rispetto dell’ambiente in cui viviamo è una vera e propria propensione dell’essere umano. Ognuno nel suo piccolo deve contribuire alla transizione ecologica della società e della cultura.

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    Cos’è l’inquinamento acustico e perché è pericoloso

    Si definisce inquinamento acustico l’esistenza di una sorgente rumorosa all’interno di un ambiente, questa fonte è così tanto intensa che provoca fastidio o, nei casi più gravi, danni alla salute umana. Oltre a questo pericolo, vi è quello del deterioramento di ecosistemi e beni.

    Il rumore può essere qualificato come una sensazione uditiva fastidiosa o intollerabile ed è provocato da:

    • Traffico veicolare: in riferimento al rumore dei clacson, degli pneumatici sul suolo, dei rombi dei motori, delle ruote dei tram
    • Ferrovie: pur essendo, il treno, un messo di trasporto considerato amico dell’ambiente, la sua rumorosità rappresenta comunque un problema da non sottovalutare
    • Trasporto aereo: i fastidi all’udito sono dati dai motori degli aerei nelle fasi di decollo e atterraggio
    • Industria e artigianato: è un problema diffuso, in quanto se in passato erano coinvolti solo le grandi zone industriali, ad oggi coinvolge tutte le città ad elevata densità lavorativa
    • Attività commerciali come bar o discoteche e attività domestica (utilizzo inappropriato degli elettrodomestici)
    • Fenomeni meteorologici

    Dunque, si può, con certezza, affermare che l’inquinamento acustico interessa particolarmente le aree metropolitane.

    I disturbi fisici derivanti dall’inquinamento acustico

    L’esposizione ad inquinamento acustico incide sulla salute dell’uomo. I danni fisici sono molteplici e differiscono in base alle caratteristiche del rumore prodotto.

    Tra questi distinguiamo i danni

    • uditivi, acuto (di durata breve) o cronico (se l’esposizione è prolungata) che possono causare vertigini, ronzii e insensibilità
    • extra uditivi, quelli che si generano nel nostro organismo ma non coinvolgono l’apparato uditivo. Questo perché il rumore è fonte di stress, che si riversa nell’apparato gastrointestinale o con l’aumento della pressione arteriosa, con alterazioni del sistema nervoso, del sistema immunitario del surrene, della tiroide. Il rumore è fonte di enorme stress e quest’ultimo si riversa su tutti i nostri organi, minandone la funzionalità.

    A queste problematiche va aggiunta una sensazione di fastidio generico, che genera infelicità e problematiche di comunicazione, percezione o di svolgimento di normali attività di studio o lavoro. A ciò va aggiunto un disturbo del riposo e del sonno.

    Le soglie di decibel fissate fanno riferimento ad un massimo di 65 decibel nel corso del giorno e 55 nella notte. Il valore ottimale è inserito, comunque sia, in un range tra 35 decibel e i 45.

    I rimedi per combattere questa forma di inquinamento

    È evidente che non sia possibile debellare tutte le fonti di inquinamento acustico ma difendersi dalle stesse non è impossibile. Le azioni delle istituzioni devono essere in sinergia con quelle dei singoli. In effetti, dal Parlamento Europeo giungono delle proposte per abbassare il livello dei rumori prodotti dalle automobili, attraverso l’introduzione di limiti più bassi di emissioni sonore in decibel.

    Alcune accortezze dei decisori politici a livello locale potrebbero essere quelle di utilizzare l’asfalto fonoassorbente (a bassa rumorosità) oppure pianificare le aree urbane prevedendo alberi e piante ai bordi delle strade che fanno da barriera contro il rumore. Inoltre,utile può essere incentivare la cittadinanza ad una mobilità alternativa (pedonalizzazione delle strade, inserimento di piste ciclabili)

    Sicuramente, nel nostro piccolo, una soluzione può essere l’utilizzo di auto elettriche o ibride, in alternativa prediligere pneumatici silenziosi. In più, in casa e negli ambienti di lavoro ci si può difendere dall’inquinamento acustico in differenti modi: pensando al design interno di una casa, sappiamo che quanto più le superfici sono porose, tanto più assorbono il suono. Dunque divani, cuscini, materassi, tende sono accessori che non devono mancare per assicurare confort acustico nell’ambiente domestico. Invece mobili, pavimenti e superfici lisce, come il marmo o le vetrate sono tutti elementi che contribuiscono a riflettere i rumori.

    L’avv. Ezio Bonanni si augura che i fondi del Recovery Plan siano investiti nella maniera più opportuna possibile e in tal senso, una priorità sarebbe l’eliminazione delle sorgenti inquinanti. Questo, per assicurare una ripartenza post pandemica che tuteli la salute del cittadino. Tale tematica è, tra l’altro, al centro del dibattito del XIX episodio del notiziario ONA News.

     

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