Tumore al colon: sintomi, trattamento e cura

Il tumore al colon è una  neoplasia che origina nell’intestino. Il colon assorbe le sostanze ingerite, tra cui anche le fibre di amianto. Queste fibre di materiali di asbesto sono ingerite con l’acqua potabile. In alcuni casi, generano il tumore del colon. In altri casi, la neoplasia è provocata dalle esposizioni lavorative a polveri e fibre di amianto. 

Come tutti i tumori maligni, anche il tumore del colon, è caratterizzato dalla proliferazione incontrollata di cellule interessate da una mutazione del DNA e che formano una massa anomala. Queste cellule hanno la capacità di espandersi e di creare metastai anche in altre parti dell’organismo, distanti dalla sede di origine.

Il tumore al colon: cos’é?

Il carcinoma del colon con 610.000 morti all’anno nel mondo, è la terza forma più comune di cancro. Nel 2012 sono stati registrati 1,4 milioni di nuovi casi di cancro al colon retto e 694.000 decessi per tumore al colon retto.

Il 65% dei casi di adenocarcinoma del colon è stato riscontrato nei paesi sviluppati. La mortalità a causa di questo tipo di neoplasia è in netta dminuzione grazie alle prassi di screening e prevenzione. La malattia, abbastanza rara prima dei 40 anni, è maggiormente diffusa in persone di età compresa fra i 60 e i 75 anni, con poche distinzioni fra uomini e donne. 

Il tumore del colon è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste l’organo. Si distinguono generalmente due tipi di tumore al colon: i tumori del colon vero e proprio e i tumori del retto, ovvero dell’ultimo tratto dell’intestino. Questa distinzione esiste perché i due tipi di tumore al colon si manifestano con modalità e frequenze diverse: rispettivamente 70 per cento e 30 per cento circa. Inoltre la sede precisa del tumore lungo il colon e nel retto può corrispondere a caratteristiche molecolari diverse e può condizionare la scelta del tipo di chirurgia, talora di radioterapia e di cure e trattamenti offerti al paziente.

Cancro del colon malattia professionale

Il cancro del colon e/o del colon retto, in molti casi, è di origine professionale. Sono cioè le esposizioni lavorative ad amianto e ad altri cancerogeni. Il lavoratore colpito da cancro del colon per esposizione professionale ad amianto e ad altri cancerogeni, se riceve la certificazione su modello INAIL, ovvero altra certificazione equipollente, può avviare la procedura di riconoscimento INAIL, con la quale ottenere l’accredito dell’indennizzo, sulla base del grado di inabilità.

Se l’infermità è la conseguenza di attività di servizio in condizione di esposizione ad amianto, ovvero ad altri cancerogeni, si ha diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere (art. 1, comma 563, oppure 564, L. 266/2005). 

Nel caso di ritardo nella diagnosi di tumore del colon, dovuto all’assenza di sorveglianza sanitaria, obbligatoria sulla base dell’art. 259 del D. Lgs. 81/2008, e per altre mancanze, si può azionare la tutela ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – dipartimento di risarcimento errore medico

L’ONA apprezza il personale sanitario che in Italia è caratterizzata da un elevato standard di professionalità e di prestazioni, per cui l’assistenza legale in caso di errore medico non rappresenta una mancanza di fiducia nel personale medico e nelle strutture ospedaliere. Questo è solo lo strumento di tutela risarcitoria in caso di eventuali mancanze.

Assistenza medica e legale ONA per tumore al colon

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA assistono tutti coloro che per esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, hanno contratto il tumore al colon. L’INAIL ha inserito il cancro del colon nella lista II. I lavoratori vittime di questa neoplasia debbono quindi dimostrare la condizione di rischio, ovvero la causa professionale della loro infermità, per ottenere l’indennizzo INAIL, da cui discende anche il diritto ai c.d. benefici amianto, ovvero il prepensionamento con pensione inabilità INPS e il risarcimento del danno. 

Per ottenere la tutela dei tuoi diritti, ti puoi rivolgere all’ONA. Per approfondimenti:

 

Tumore al colon

 

Tipologie di cancro al colon

Una volta che si è trasformata in tessuto canceroso, la mucosa intestinale può presentarsi con caratteristiche diverse, distinguibili al microscopio: l’adenocarcinoma è Il tumore epiteliale più diffuso, seguono l’adenocarcinoma mucinoso, l’adenocarcinoma a cellule ad anello con castone, il carcinoma squamoso e il carcinoma indifferenziato.

Il tumore del colon-retto si manifesta, nella metà dei casi, nel sigma (ovvero nell’ultima parte del colon vero e proprio) e nel retto; in un quarto di malati è il colon ascendente a essere colpito, mentre la localizzazione della malattia nel colon trasverso e in quello discendente si verifica in un caso su cinque circa.

A differenza di altri tipi di cancro per i quali esiste una classificazione pressoché univoca, per il tumore del colon-retto si usano diverse forme di classificazione, sulle quali non sempre i medici concordano. La più usata è quella che si riferisce al sistema TNM (dove T sta per la dimensione del tumore, N per il numero di linfonodi coinvolti e M per le metastasi).

Il tumore al colon in Italia

Il cancro al colon in Italia è il primo tra le neoplasie al colon per incidenza nella popolazione italiana. Nel 2017 sono state effettuate circa 53mila nuove diagnosi di cancro al colon retto.

Tra i maschi il cancro al colon retto si trova al terzo posto, preceduto dal tumore alla prostata e dal tumore al polmone (14% di tutti i nuovi tumori). Nelle donne, invece, è al secondo posto (14%), preceduto dal tumore alla mammella.

Il 58% delle persone colpite da un tumore del colon retto risulta in vita a 5 anni dalla diagnosi, con una moderata tendenza all’aumento (i dati risalgono ai primi anni 2000). Qui trovate tutti i dati dello IARC sulla diffusione del cancro del colon nel mondo.

Cause e fattori di rischio del tumore al colon

La maggior parte dei tumori del colon deriva dalla trasformazione in senso maligno di polipi, ovvero di piccole escrescenze dovute al proliferare delle cellule della mucosa intestinale.  Non tutti i polipi, però, sono a rischio di malignità. Ve ne sono infatti tre diversi tipi. Solo i cosiddetti polipi adenomatosi costituiscono lesioni precancerose e di essi solo una piccola percentuale si trasforma in neoplasia maligna.

La probabilità che un polipo del colon evolva verso una forma invasiva di cancro dipende dalla dimensione del polipo stesso: è minima (meno del 2 per cento) per dimensioni inferiori a 1,5 cm, intermedia (2-10 per cento) per dimensioni di 1,5-2,5 cm e significativa (10 per cento) per dimensioni maggiori di 2,5 cm.

Di seguito sono elencate le cause dei sintomi del tumore al colon:

  • Esposizione a cancerogeni, tra i quali l’amianto (qui trovate le malattie amianto correlate).
  • Familiarità per il tumore al colon (le persone con almeno due parenti di primo grado affetti da cancro colon sarebbero da 2 a 3 volte più a rischio).
  • Condizioni ereditarie associate allo sviluppo di tumori benigni o maligni lungo il tratto gastrointestinale (come la sindrome di Lynch II  – o cancro ereditario del colon-retto (cancro intestino) non poliposico o HNPCC – e la poliposi adenomatosa familiare – o FAP).
  • Malattie infiammatorie intestinali (infiammazione cronica dell’intestino crasso e conseguente alterazione della sua struttura anatomica), come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.
  • Presenza di polipi adenomatosi lungo il tratto colon-retto.
  • Dieta poco sana (ricca di grassi animali, a base di carni rosse, povera di fibre e a ridotto contenuto di frutta e ortaggi freschi).
  • Età avanzata (i malati di una neoplasia intestinale – neoplasia colon sono più frequentemente persone di età superiore ai 50 anni).
  • Uno stile di vita scorretto: obesità, eccessivo consumo di alcol, fumo di sigaretta e sedentarietà aumentano la possibilità di incidenza di un tumore al colon.

 

I sintomi del tumore al colon

Il tumore al colon come si manifesta? Di seguito sono elencati i sintomi del tumore al colon. 

I sintomi iniziali del tumore al colon sono i seguenti:

  • Diarrea o stitichezza.
  • Sensazione che l’intestino non si svuoti completamente (tenesmo).
  • Tracce di sangue (sia rosso vivo che molto scuro) nelle feci.
  • Feci siano più strette del solito.
  • Frequenti dolori o crampi dovuti al gas, o sensazione di pienezza o gonfiore.
  • Perdita di peso senza motivo, può essere uno dei tumore al colon sintomi.
  • Stanchezza inspiegabile.
  • Nausea o vomito (sintomi cancro al colon).

 

Tumore al retto: i sintomi

I sintomi del tumore al colon retto sono molto simili all’altra tipologia di cancro al colon, e sono i seguenti:

  • Sanguinamento rettale;
  • Sangue nelle feci;
  • Anemia;
  • Dolore addominale;
  • Diarrea;
  • Stitichezza;
  • Senso di incompleto svuotamento dell’intestino dopo la defecazione;
  • Sensazione di presenza di un corpo estraneo  all’interno del retto.

 

Tra i sintomi del tumore al colon retto troviamo anche astenia, ovvero continua spossatezza e l’anemia è una conseguenza al continuo sanguinamento rettale.

L’insorgenza del tumore al colon retto, carcinoma intestino e delle altre malattie colon è più frequente nelle persone di età superiore a 50 anni rispetto a quelle più giovani.

Prevenzione e screening

Se una persona sa di essere a rischio elevato, perché ha avuto parenti con questo tumore, è opportuno che segua una dieta con pochi grassi, poca carne e ricca di fibre, vegetali e frutta al fine di ridurre il rischio di sviluppare dei tumori del colon-retto. Le fibre alimentari, in particolare quelle che non vengono digerite come la crusca, sembrano avere un effetto protettivo. Si è osservato che le popolazioni vegetariane hanno un’incidenza di carcinoma del colon-retto ridotta del 30 per cento.

In caso di familiarità per neoplasia del colon retto è indicata la colonscopia a partire dai 45 anni oppure 10 anni prima dell’età della diagnosi del parente di primo grado. L’esame, se negativo, va ripetuto ogni cinque anni. La ricerca del sangue occulto nelle feci deve essere effettuata annualmente. In caso di sindromi genetiche ereditarie bisogna invece seguire protocolli specifici a partire dalla giovane età.

La ricerca del sangue occulto nelle feci è in grado di identificare il 25 per cento circa dei cancri del colon-retto e pertanto è raccomandata nell’ambito dello screening per tutti gli individui tra i 50 e i 75 anni di età, con cadenza biennale. In caso di positività dell’esame è indicata la colonscopia. 

Un’altra strategia di provata efficacia, adottata come screening in alcune regioni di Italia, combina la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni con una rettosigmoidoscopia, esame più semplice della colonscopia da farsi una sola volta nella vita, tra i 58 e i 60 anni. 

Diagnosi del tumore al colon

La diagnosi tumore al colon avviene prima di tutto con il medico di base. Per individuare il tumore al colon retto, bisogna effettuare un’analisi clinica e l’anamnesi lavorativa. La conferma della diagnosi del tumore al colon avviene tramite biopsia ottenuta durante sigmoidoscopia o colonscopia.

Alla biopsia del tumore al colon seguono esami diagnostici per immagini per determinare la diffusione del tumore all’intestino. I lavoratori esposti ad amianto corrono il rischio di contrarre il carcinoma al colon e per questo dovrebbero sottoporsi a continui controlli sanitari (sorveglianza sanitaria) al fine di diminuire la probabilità di morte per tumore al colon. Lo screening è consigliato in particolare tra i 50 e i 75 anni (età in cui è probabile insorgenza del tumore del retto).

Tumore al colon: le terapie

I pazienti affetti da cancro al colon, nella maggior parte dei casi si sottopongono a interventi al colon per estirpare il tumore (colostomia). In base alla velocità e alla diffusione del tumore, potrebbe essere necessario sottoporsi a una terapia con radiazioni o chemioterapia, da fare in modalità neoadiuvante rispetto alla chirurgia in modo da ridurre le dimensioni della massa da estirpare o da eliminare eventuali cellule tumorali che non è stato possibile estirpare in sede chirurgica (adiuvante). Qui trovate uno studio sulla scelta dei trattamenti ottimali nella cura del cancro al colon per i singoli pazienti

  • Radioterapia

La radioterapia è spesso usata nei pazienti in cui il cancro al colon ha colpito maggiormente il retto. A volte prima dell’intervento al colon si fa una serie di trattamenti con radiazioni ad elevata energia, che richiede pochi cicli per essere completata.

  • Chemioterapia

La chemioterapia può essere eseguita per via orale o per via endovenosa. La chemioterapia attuata dopo l’intervento si definisce adiuvante e può essere indicata per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre le possibilità di recidiva. Il protocollo più applicato di chemioterapia adiuvante per il cancro del colon-retto prevede la somministrazione di 5-fluorouracile (5FU), di solito insieme con una vitamina, l’acido folinico (leucovorin), che ne potenzia l’azione. Spesso si usano anche altri farmaci (ad esempio oxaliplatino (Eloxatin®) per i tumori di stadio III in cui le cellule tumorali si sono diffuse ai linfonodi più vicini).

  • Intervento chirurgico

Prima della chirurgia per il tumore al colon, il colon è pulito accuratamente attraverso lassativi e clisteri o facendo bere al paziente una speciale soluzione detergente la notte prima dell’intervento al colon. L’intervento al colon prevede la rimozione del cancro ed è eseguito in anestesia generale. La parte del colon interessata dal cancro viene rimossa, mentre la restante parte è riconnessa con le suture. Quando gli interventi al colon per l’adenocarcinoma del colon interessano il retto o l’ano può essere fatta un’ incisione vicino al retto. Se non dovesse esserci colon residuo per creare l’anastomosi, il colon viene deviato verso l’esterno dell’addome attraverso ancora un’altra incisione (“colostomia”).

  • Vaccino contro il colera

Un lavoro piuttosto recente sembra dimostrare l’utilità di ricorrere alla vaccinazione contro il colera a seguito di diagnosi di tumore al colon-retto, che parrebbe ridurre il rischio di mortalità associata all’adenocarcinoma del colon.

 

Dopo la chirurgia

Dopo l’operazione chirurgica di cura per il tumore al colon, il paziente non potrà mangiare o bere per qualche giorno per permettere all’anastomosi di cicatrizzare. Può essere inserito un tubo nello stomaco attraverso il naso per qualche giorno per evitare di far percepire gonfiore o nausea mentre si attende che l’anastomosi si cicatrizzi. Gradualmente si riprenderà a mangiare e si tornerà a casa in qualche giorno in base all’evoluzione dello stato di salute.

Carcinoma del retto: le terapie

I trattamenti per contrastare il carcinoma del retto sono i seguenti:

  • Terapia chirurgica.
  • Radioterapia.
  • Chemioterapia.
  • Terapia farmacologica ovvero “terapia mirata”.

 

Le terapie per il carcinoma al colon retto vengono spesso combinate fra loro per ottenere il miglior risultato. La buona riuscita del trattamento dipende soprattutto dallo stato di avanzamento del carcinoma rettale.

Il trattamento più comunemente usato per il carcinoma del retto è la terapia chirurgica che consiste nell’asportazione parziale o totale, nei casi più gravi, del carcinoma al colon retto.

Dopo aver effettuato tale operazione  per rimuovere il cancro del colon retto bisogna incidere una stomia addominale (ricostruzione di un ano artificiale sulla parete addominale mediante un foro) e nei casi più avanzati si consiglia l’esenterazione pelvica che consiste nella rimozione chirurgica del colon, retto, ano, vescica, uretra e prostata,  mentre nel caso in cui il paziente fosse donna si procede alla rimozione di ovaie, cervice e vagina.

Tumore al colon sopravvivenza

In base a statistiche americane (anni 2008-14) la sopravvivenza media a cinque anni è del 64.5% e negli ultimi anni il tasso di mortalità si è progressivamente abbassato grazie alle pratiche di screening e prevenzione e al miglioramento della qualità di vita e delle abitudini scorrette. Qui trovate uno studio sulla prognosi e la possibilità di sopravvivenza nei pazienti affetti da cancro del colon e del colon-retto.

Tumore al colon: i diritti delle vittime

Lo IARC, nell’ultima sua monografia in materia di amianto, ha confermato che tra gli agenti eziologici del cancro al colon vi è l’amianto, detto anche asbesto. “Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum. For cancer of the colorectum, the Working Group was evenly divided as to whether the evidence was strong enough to warrant classification as sufficient” (pag. 294): “Associazioni positive sono state osservate anche tra esposizione a tutte le forme di amianto e tumore della faringe, stomaco, colon-retto e. Per il cancro del colon-retto, il Gruppo di lavoro è stato equamente diviso sul fatto che la prova era abbastanza forte da giustificare la classificazione come sufficiente”.(qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare il cancro del colon).

In Italia le malattie e i tumori da amianto sono riconosciuti ed indennizzati dall’INAIL. Le malattie professionali da amianto sono divise in 3 liste (liste malattie professionali INAIL). Il tumore al colon è compreso nella Lista II (malattie causate dall’amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità). 

Le vittime di tumore al colon che hanno ottenuto dall’INAIL il riconoscimento dell’origine professionale e asbesto correlata della neoplasia hanno diritto alle maggiorazioni contributive da esposizione ad asbesto (coefficiente 1,5), utili per anticipare l’accesso al pensionamento e per aumentare economicamente la prestazione pensionistica.

Sia le vittime che i famigliari, in caso di decesso, hanno comunque diritto al risarcimento dei danni.

Tumore al colon: assistenza medica e responsabilità medica

L’ONA offre assistenza legale gratuita per tutelare i diritti delle vittime rispetto al rischio amianto e all’esposizione ad altre sostanze cancerogene che possono causare il cancro al colon. Accompagna le vittime in tutte le fasi dell’iter legale per ottenere il risarcimento dei danni e il riconoscimento di tutti i diritti e benefici previsti dalla legge. Offre anche assistenza medica gratuita per ottenere una diagnosi precoce e la sorveglianza sanitaria e tutela legalmente le vittime di malasanità assicurando la responsabilità medica.

Qui trovate tutte le informazioni utili sull’assistenza medica gratuita e sull’assistenza legale gratuita di ONA.

Per ottenere assistenza medica e/o legale basta chiamare il numero verde 800-034294, rivolgersi allo sportello amianto oppure compilare il form che trovate qui sotto.