Ispessimenti pleurici: cosa sono e assistenza sanitaria

L’ispessimento pleurico è l’infiammazione della pleura. Le fibre di amianto hanno quale primo effetto, quello infiammatorio, che costituisce di per sé malattia asbesto correlata.

Gli ispessimenti della pleura, spesso sono accompagnati anche dalle c.d. placche pleuriche. Sia l’una che l’altra, sono malattie asbesto correlate inserite anche nella LISTA I dell’INAIL. Queste malattie amianto costituiscono la prova biologica della elevata esposizione ai minerali di asbesto. Poiché questi minerali sono cancerogeni e la legge scientifica è quella della dose dipendenza vi è un ulteriore rischio di insorgenza di malattie neoplastiche. Tra queste ultime, si segnala il mesotelioma pleurico.

In questi casi, è necessario attivare il programma terapeutico, evitare future esposizioni e verificare l’evolversi delle lesioni. L’ONA e l’avv. Ezio Bonanni forniscono il servizio assistenza legale online gratis. Con questo servizio di tutela legale vittime amianto è possibile ottenere il c.d. prepensionamento, l’indennizzo INAIL e il risarcimento del danno.

Tuttavia, in molti casi, gli ispessimenti pleurici sono accompagnati da tumore della pleura che è diagnosticato in ritardo. Quindi, l’ONA ha istituito il servizio di assistenza legale responsabilità medica per il risarcimento in caso di ritardo nella diagnosi. Questo è un servizio che si somma a quello dell’assistenza medica, per tutti i pazienti di ispessimento pleurico e malattie asbesto correlate.

Indice dei contenuti

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Ispessimento pleurico: danni alla salute e rischio tumore

L’ispessimento pleurico è una infiammazione della pleura provocata dall’inalazione di fibre di amianto. Infatti le fibre di asbesto inalate, nei polmoni prima di tutto negli alveoli polmonari. Allo stesso tempo, le fibre sia per contiguità che attraverso il flusso linfatico e sanguigno, arrivano alla pleura. 

Così, anche la pleura si infiamma e si ispessisce. La pleura è la membrana sierosa che ricopre i polmoni ed è formata da due foglietti: il foglietto pleurico parietale e il foglietto pleurico viscerale.

In caso di ispessimento e placche in entrambi i polmoni, la malattia è definita ispessimento pleurico bilaterale. Quindi tenendo conto della localizzazione, si distingue tra ispessimenti pleurici biapicali e ispessimento pleurico apicale bilaterale. In questa pagina, dedicata espressamente a questa malattia, ci sono tutte le informazioni, sia per la prevenzione (diagnosi precoce di eventuale mesotelioma plerico), sia di tutela legale in caso di diagnosi.

Per un quadro più approfondito sulla lesività e pericolosità dell’amianto , è importante consultare anche i Quaderni del Ministero della Salute, in particolare quello sull’amianto. In questo quaderno, si fa riferimento a tutte le malattie amianto correlate e alla tutela legale. L’ONA e l’avv. Ezio Bonanni tutelano le vittime dell’amianto con riferimento alla lesività delle fibre.

Ispessimento pleurico: assistenza medica e tutela legale

Chiama il numero verde, contattaci su Whatsapp o compila il form per ricevere assistenza gratuita. Ispessimenti pleurici Ispessimenti pleurici whatsapp

    Quali sono i sintomi dell’ispessimento pleurico?

    I sintomi di un lieve ispessimento dei polmoni (o lieve ispessimento pleurico) sono difficoltà a respirare, astenia e facile affaticabilità. Negli ispessimenti della pleura con fibrosi massiva, si associa una sindrome respiratoria restrittiva con tosse secca e dolore toracico.

    In alcuni casi di grave ispessimento pleurico si aggiungono le atelettasie rotonde, lesioni pleuroparenchimali conseguenti a versamenti pleurici che portano al collasso polmonare I lavoratori malati di ispessimento della pleura hanno diritto all’indennizzo INAIL se la malattia ha origine professionale, al prepensionamento, ai benefici amianto che corrispondono al 50% del periodo di esposizione, evitando attraverso il prepensionamento ulteriori esposizioni ad asbesto e quindi diminuendo il rischio di degenerazione in mesotelioma pleurico.

    Ispessimenti pleurici, mesotelioma pleurico e tumore al polmone

    Le infiammazioni della pleura, come la pleurite bilaterale, almeno nel 7/10% dei casi evolvono in tumori pleurici, come il mesotelioma pleurico, malattia amianto tra le più aggressive. Il mesotelioma pleurico può insorgere anche dopo 40-50 anni dalla prima esposizione. I tempi di latenza delle placche pleuriche e degli ispessimenti pleurici sono invece inferiori (10-15 anni dall’inizio dell’esposizione).

    I lavoratori esposti ad asbesto affetti da ispessimento pleurico e placca pleurica debbono sottoporsi a controlli periodici (sorveglianza sanitaria) per ottenere la diagnosi precoce di eventuali malattie amianto e quindi migliori e più efficaci terapie. Le fibre di asbesto aumentano il rischio di carcinoma bronchiale e di tumore al polmone, che ha tempi di latenza anche di 30 anni dalla prima esposizione. I lavoratori affetti da placche pleuriche e ispessimenti pleurici vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria per monitorare il rischio di insorgenza di cancro del polmone.

    Assistenza medica e sorveglianza sanitaria

    L’ONA consiglia la sorveglianza sanitaria in caso di ispessimento della pleura per la diagnosi ispessimento pleurico precoce. La diagnosi precoce permette anche le migliori terapie in caso di tumori pleurici e tumori amianto, e quindi maggiori aspettative di vita e chance di guarigione. Il presidente ONA, avvocato Ezio Bonanni, assiste le vittime ispessimento della pleura amianto con assistenza legale gratuita attraverso lo Sportello Amianto Online.

    Nel caso il cui vi sia stato diagnosticato un ispessimento pleurico in seguito all’esposizione da aminato dovuta all’attività lavorativa avrete diritto a rendita INAIL (nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%, e indennizzo INAIL nel caso in cui fosse riconosciuta una lesione dal 6% al 15%), ad una prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL, benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e rivalutazione della pensione.

    L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA assiste tutti i lavoratori e i cittadini per la diagnosi, terapia, la sorveglianza sanitaria e la cura dell’ispessimento pleurico e per la tutela dei loro diritti anche nei casi di malasanità. Nei documenti del consenso di Helsinki sono stabiliti i criteri per la diagnosi e lo studio delle placche pleuriche di cui i medici devono tenere conto.

    Assistenza legale per ispessimenti pleurici

    Il principale agente causale degli ispessimenti pleurici è l’amianto. Questa patologia, infatti, insieme alle placche pleuriche, è inserita nella Lista I Inail (I.4.03) delle malattie professionali. In questo caso la genesi professionale è considerata di elevata probabilità, quindi presunta, essendo sufficiente provare la presenza di asbesto nell’ambiente lavorativo. A tal fine non è necessario superare alcun limite soglia.

    Anche nei casi di mesotelioma, la presenza di ispessimenti pleurici, come di placche pleuriche è considerata diretta espressione dell’origine professionale della malattia. Questo in ragione del fatto che l’eventuale esposizione per motivi ambientali, quindi extralavorativi, ad agenti asbesto- correlati non può essere tale da causare l’ispessimento pleurico.

    Posta tale riconducibilità è obbligo dell’Inail erogare gli indennizzi, così come è onere del datore di lavoro risarcire il danno.

    Al lavoratore che presenti ispessimenti pleurici, a seguito del riconoscimento di malattia professionale, spettano, dunque:

    • la rendita Inail, se l’invalidità derivante dalla malattia si attesta sopra il 16%;
    • l’indennizzo Inail, qualora il grado di invalidità sia compreso tra il 6% e il 15%;
    • la prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto;
    • le maggiorazioni contributive, pari al 50% del periodo di esposizione all’amianto, con il prepensionamento;
    • il pensionamento immediato, salvo la maturazione di almeno 5 anni di contribuzione;

    Inoltre, entro dieci anni dalla diagnosi degli ispessimenti pleurici, egli avrà sempre diritto al ricorso per il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali avverso il datore di lavoro.

    Allo stesso, modo, in caso di premorte della vittima, agli eredi spetterà la rendita di reversibilità, in particolare alla moglie e ai figli minorenni. Inoltre, i familiari avranno diritto al risarcimento dei danni iure proprio, subiti per la perdita del congiunto, oltre a quelli iure hereditatis.

    I diritti delle vittime del dovere

    I soggetti appartenenti al comparto pubblico non privatizzato accedono agli indennizzi tramite il riconoscimento della Causa di servizio/ status di vittima del dovere. Avendo contratto la malattia per ragioni di servizio essi hanno diritto:

    • all’equo indennizzo, se dall’infermità o lesione è derivata un’invalidità riconducibile ad una delle categorie di cui alle tabelle A o B allegate al DPR 834/1991;
    • La retribuzione integrale dei periodi di malattia causati dall’infermità o dalla lesione riconosciuta;
    • L’aumento dello scatto stipendiale per invalidità di servizio per una sola volta e pari all’1,25% o al 2,50% a seconda della classificazione delle infermità;
    • Il prepensionamento grazie alla maggiorazione dell’anzianità di servizio ai fini pensionistici, per i soggetti con invalidità ascrivibile ad una delle prime 4 categorie della Tabella A allegata al DPR n. 834/1981.

    Alle vittime del dovere e ai soggetti equiparati, spettano, in aggiunta:

    • una elargizione speciale pari a € 2.000,00 per ogni punto percentuale di invalidità sino al massimo di €200.000,00. Qualora sia intervenuto il decesso, la somma, viene erogata nei confronti dei familiari superstiti ai sensi del DPR 243/2006;
    • uno speciale assegno vitalizio, non reversibile,  pari a €1.033,00 mensili, per un’ invalidità non inferiore al 25%, o ai familiari superstiti. Questo si aggiunge all’assegno vitalizio di € 258,23 al mese ex art. 4 co.1 DPR 243/2006;
    • Il beneficio della cancellazione dell’Irpef sulle pensioni dirette e indirette di natura privilegiata conseguenti al riconoscimento.

    In caso di decesso della vittima del dovere, ai superstiti che abbiano diritto alla reversibilità, spettano anche due annualità di tale trattamento. Queste sono comprensive anche della 13^ mensilità, ma soggiacciono alla condizione che l’invalidità fosse superiore al 25%