Legge 104: come funziona e a chi spetta

Grazie alla Legge 104 del 1992, i lavoratori dipendenti con disabilità grave riconosciuta o coloro che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave hanno diritto a permessi retribuiti (art. 33 della Legge 104/92). A questa forma di assistenza si aggiunge il congedo straordinario, previsto ai sensi dell’art.42 del D.lgs. 151/2001.

Entrambe queste prestazioni, però, non possono essere riconosciute a più di un lavoratore per l’assistenza alla stessa persona disabile in situazione di gravità.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, assistono tutti i cittadini con invalidità civile e i loro familiari. Fornisco servizi di assistenza legale e medica gratuita.

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Legge 104: come usufruire dei permessi

L’art. 33 della Legge 104/92 stabilisce che i permessi retribuiti spettano alle persone disabili in situazione di gravità e ai familiari come:

  • genitori, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità;
  • coniuge della persona disabile in situazione di gravità;
  • parenti o affini entro il secondo grado.

Il diritto può essere esteso anche ai parenti di terzo grado ma solo nel caso in cui i genitori o il coniuge della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti oppure siano deceduti.

Possono richiedere i permessi i lavoratori dipendenti (anche con rapporto di lavoro part-time), quando questi o la persona che assistono si trovano in situazione di disabilità grave, riconosciuta dall’apposita Commissione Medica Integrata, e che non siano ricoverati a tempo pieno.

Tuttavia sono esclusi dal richiedere questo diritto i lavoratori a domicilio, gli addetti ai servizi domestici e familiari, gli agricoli a tempo determinato occupati a giornata, i lavoratori autonomi e parasubordinati.

In cosa consiste il diritto al permesso retribuito?

Grazie all’assistenza garantita dalla Legge 104, i lavoratori disabili in situazione di gravità possono beneficiare di riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore, a seconda dell’orario di lavoro. In più hanno diritto a 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore.

Invece, i genitori di figli con grave disabilità di età inferiore ai tre anni, possono fruire alternativamente di:

  • 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore);
  • prolungamento del congedo parentale;
  • riposi orari giornalieri di 1 o 2 ore a seconda dell’orario di lavoro.

I genitori biologici, adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità, di età compresa tra tre e dodici anni, hanno diritto solamente ai 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore) e al
prolungamento del congedo parentale. Infine i genitori, il coniuge, i parenti entro il secondo o terzo grado possono usufruire di 3 giorni di permesso mensile (frazionabili in ore). I permessi saranno indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta.

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    Gli abusi della Legge 104 da parte dei lavoratori

    L’articolo 33 della Legge 104 riconosce al lavoratore 3 giorni al mese di permesso retribuito per garantire l’assistenza al familiare disabile. Quindi il dipendente che decide di avvalersi del permesso concesso per soddisfare esigenze che siano diverse da quelle previste dalla normativa, viola i principi di correttezza e buona fede nei confronti dell’azienda per la quale lavora e nei confronti dell’INPS.

    Infatti si commette un illecito disciplinare e il lavoratore potrà essere licenziato per giusta causa anche in seguito solo a un singolo comportamento scorretto. In più commette un truffa ai danni dell’INPS, che provvede a erogare lo stipendio nel periodo in cui il dipendente sta beneficiando dei permessi.

    Perciò l’abuso dei premessi può portare al licenziamento per giusta causa. Il lavoratore che ne usufruisce, infatti, non può utilizzare gran parte del giorno di assenza dal lavoro per dedicarsi ad attività personali o che non siano connesse all’assistenza del familiare disabile.

    Legge 104: cambiamenti riguardo le regole sui permessi

    La Corte di Cassazione ha però chiarito alcuni aspetti fondamentali. Con l’ordinanza n. 29198/21, la Cassazione ha sottolineato che le agevolazioni, ottenute grazie alla Legge 104, non devono necessariamente coinvolgere o riguardare la figura del familiare disabile. Possono concretizzarsi in misure che solo indirettamente vanno a suo favore. Nel caso in cui sussista questa ipotesi non si concretizza, nei fatti, un abuso dei permessi concessi con la Legge 104.

    Ciò vuol dire che non è necessario né obbligatorio trascorrere tutta la giornata in compagnia del familiare disabile. Ma, nel momento in cui il lavoratore usufruisce dei permessi, potrà fare delle attività che portino un vantaggio indiretto alla persona assistita. Per esempio è concesso andare a fare la spesa per il familiare in difficoltà o acquistargli le medicine. Inoltre, questa assistenza potrà essere prestata anche svolgendo delle incombenze amministrative o di altro genere, sempre che vadano nell’interesse del disabile.

    Perciò è possibile allontanarsi dalla casa del familiare che ha bisogno di assistenza. Tuttavia l’allontanamento è fatto nell’interesse di quest’ultimo e non del proprio, e non deve durare troppo tempo.

    Assistenza legale e medica dell’ONA

    L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni prestano assistenza a tutti i dipendenti con disabilità e i loro familiari. Inoltre offrono servizi di tutela a tutte le vittime. Forniscono assistenza legale alle vittime di errore medico e ai lavoratori esposti ad agenti cancerogeni come l’amianto. Infatti, una volta inalate o ingerite, le fibre di asbesto possono provocare fenomeni infiammatori e gravi patologie asbesto correlate, che portano a diversi gradi d’invalidità.

    La capacità dei minerali di amianto di creare un grave danno alla salute dell’uomo è confermata dalla monografia IARC “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“. Per questo una delle missioni portate avanti dall’Osservatorio Nazionale Amianto è la prevenzione primaria. Infatti solo attraverso la bonifica si elimina definitivamente ogni pericolo di esposizione per i cittadini.

    Tuttavia, nonostante la messa al bando della legge 257/92, la presenza di amianto è ancora molto diffusa su tutto il territorio nazionale. Continua così la strage causata dalla fibra killer. Denuncia la situazione l’Avvocato Bonanni nella sua pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2021