Risarcimento danni colpa medica: danno catastrofale

Le vittime di malasanità e i loro eredi hanno diritto al risarcimento danni da colpa medica, che comprende anche il danno catastrofale.

Il totale ristoro dei pregiudizi subiti prevede sia il risarcimento dei danni patrimoniali sia di quelli non patrimoniali (biologico, morale, esistenziale). In caso di decesso, sussiste anche il diritto al danno catastrofale e danno tanatologico.

In particolare i danni catastrofali sono pregiudizi di natura non patrimoniale. Riguardano valori dell’esistenza del danneggiato, immateriali o non direttamente monetizzabili. Il danno catastrofale è considerato una componente del danno morale e contribuisce, così, a determinarne il valore del risarcimento. Nello specifico questo pregiudizio indica la sofferenza della vittima, spirituale o intima, che si ha per la percezione della morte incombente.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto, grazie all’istituzione del reparto di responsabilità medica, fornisce assistenza a tutte le vittime di errore medico. Grazie al presidente, l’Avvocato Bonanni, si tutelano i loro diritti e quelli dei familiari, guidandoli nell’ottenimento dei benefici assistenziali, previdenziali e del ristoro dei danni.

 

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Danno catastrofale: in cosa consiste?

Il danno catastrofale o formido mortis (orrore della morte) si ha quando il paziente è in grado di percepire consapevolmente il proprio destino infausto. Per questo motivo viene anche chiamato danno da lucida agonia. Perciò questo pregiudizio va risarcito quando la vittima di malasanità conserva consapevolezza della fine imminente.

Inoltre, facendo parte della tipologia dei danni non patrimoniali, fa riferimento alla violazione di valori costituzionalmente garantiti. Nello specifico il danno catastrofale valuta un bene essenziale, la vita. Il bene vita è riconosciuto, in primo luogo, a livello internazionale dall’art. 2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dall’art. 3 della Dichiarazione universale di diritti umani. Inoltre trova un’implicita legittimazione come diritto inviolabile dell’art. 2 della Costituzione Italiana. Infine il bene vita assume rilevanza in termini economici in quanto, la sua lesione o aggressione, può essere fonte di risarcimento secondo ex art. 2059 codice civile.

Questa tipologia di pregiudizio è rivendicabile dagli eredi della vittima come danno iure hereditatis, in quanto patito dalla vittima prima del suo decesso (Cass. n. 7126/2013).

Danno catastrofale: pregiudizio morale o biologico?

Il danno da lucida agonia generalmente è considerato un pregiudizio di natura morale. Questa considerazione è motivata dal fatto che non vi sarebbe alcun riferimento al profilo della durata del pregiudizio, tipico del danno biologico, bensì solo all’intensità della sofferenza.

Infatti, essendo un danno risarcibile esclusivamente iure hereditatis, esso si estrinsecherebbe nella sofferenza, nello sconforto e nel turbamento patito dai familiari della vittima, aspetti insiti nell’animo umano conseguenti alla consapevolezza della rapida dipartita.

Tuttavia si è sviluppato un orientamento minoritario che sostiene la natura biologica di tale danno. Secondo questa tesi, la particolare intensità della sofferenza patita dalla vittima in quell’intervallo temporale andrebbe a sopperire la valutazione della durata del pregiudizio e della brevità della vita residua.

La controversia è stata risolta dalle Sezioni Unite che hanno privilegiato la tesi della natura morale del danno catastrofale. Si sostiene, infatti, che la sofferenza provata dalla vittima si esplicherebbe in un forte e intenso turbamento che, però, non potrebbe essere ricondotto a una patologia della psiche, requisito del danno biologico (Cass. Civ. Sez. III Ord. n. 16592/2019).

 

ONA Responsabilità medica: assistenza medica e tutela legale

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    Requisiti per il riconoscimento del danno da lucida agonia

    La Corte di Cassazione, nella sentenza 29492 del 2019, ha chiarito i presupposti indefettibili per il riconoscimento del danno catastrofale. Questi sono:

    • lo stato di coscienza e la comprensione da parte della vittima della propria irrimediabile condizione clinica;
    • la non immediatezza del decesso seguito alle lesioni, dovendo la vittima permanere in vita per un intervallo di tempo anche minimo, ma oggettivamente apprezzabile.

     

    In altre parole sono indispensabili, ai fini del risarcimento, la lucida prospettazione dell’imminente morte e il decorso di un considerevole lasso di tempo. Infatti questa voce di danno attiene alla psiche del soggetto che, essendo cosciente, nell’intervallo di tempo che va dall’evento lesivo all’evento morte, si rende conto dell’arrivo imminente dell’exitus.

    Danno catastrofale: come si calcola?

    Questa tipologia di danno, non comportando alcuna forma di invalidità fisica, è liquidabile dal giudice esclusivamente in via equitativa, tenendo conto dell’enormità della sofferenza psichica patita e della durata di tale sofferenza (Cass. Civ. Sez. III Ord. n. 16592/2019).

    Tuttavia il giudice dovrà effettuare una personalizzazione della quantificazione del risarcimento. Può basarsi in questo modo sulle circostanze del caso concreto, sull’entità della lesione alla salute, così grave da non permettere più alcun recupero (Cass. Civ. Sez. III n. 3374/2015; n. 23053/2009; n. 28423/2008).

    Si è stabilito di assegnare, a ogni giorno di sofferenza, una valutazione monetaria decrescente. Ma il periodo di tempo risarcibile per questa voce di danno è limitato. Trascorsi 100 giorni il danno terminale non potrà protrarsi. Perciò l’importo eguaglierà il valore del danno biologico temporaneo ordinario al raggiungimento del 100° giorno.

    I primi 3 giorni possono essere risarciti, secondo valutazioni personalizzate del giudice in base alla gravità eccezionale dell’evento, fino a un massimo di 30.000 euro. In seguito, la liquidazione del danno sarà comunque personalizzabile, a seconda delle peculiarità concrete del caso, fino ad un aumento massimo del 50% del valore espresso dalle tabelle dl Tribunale di Milano.

    Assistenza e tutela legale per le vittime di malasanità

    I diritti delle vittime di malasanità e di tutte le vittime sono tutelati dall’ONA. Grazie all’Avv. Ezio Bonanni e al suo team di avvocati esperti, i cittadini possono usufruire del servizio di assistenza legale online gratis.

    In questo modo sono guidati in tutte le fasi dell’iter legale al fine di ottenere i benefici previdenziali e il risarcimento danni. Infatti la tutela risarcitoria è una materia complessa. Per approfondire l’argomento è possibile consultare la pubblicazione dell’Avvocato Bonanni “Il danno da amianto-Profili risarcitori e tutela medico-legale“.

    In più l’Osservatorio Nazionale Amianto si occupa di assistere anche tutti i lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, come l’amianto. Le fibre di asbesto, se inalate o ingerite, possono causare processi infiammatori e provocare gravi malattie asbesto correlate, come il mesotelioma. La capacità cancerogena dei minerali di amianto è anche confermata dall’ultima monografia IARC.

    Tuttavia, nonostante la sua pericolosità per la salute, la presenta di asbesto sul territorio nazionale è ancora diffusa. Per questo è necessario attuare la bonifica dei siti contaminati. Solo attraverso la prevenzione primaria è possibile mettere fine a questa strage.