I minerali di amianto: quali sono, caratteristiche e utilizzi

Il termine amianto, sinonimo di asbesto, si usa per identificare non uno, ma un gruppo di minerali della famiglia dei silicati. Tutti i minerali di amianto hanno una natura fibrosa ed è a questa loro caratteristica che è connessa la loro comprovata capacità di causare il cancro.

In questa guida scopriamo cosa sono i minerali di amianto, quale è la loro formula chimica e dove si trovano. Quali sono i danni che provocano alla salute e le patologie connesse all’esposizione all’amianto. Scopriamo anche quali sono i diritti degli esposti che abbiano contratto una di queste malattie negli ambienti di lavoro e di vita.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA è una ONLUS che difende i diritti delle vittime di amianto e di altri cancerogeni e che fornisce un aiuto concreto per ottenere tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge. Fornisce infatti assistenza legale gratuita nonché assistenza medica e psicologica.

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Cosa sono i minerali di amianto?

Asbesto è anche detto amianto. I minerali sono un gruppo di minerali abbastanza vasto. Ad accomunarli c’è la loro natura fibrosa, anche detta asbestiforme. Essa permette a questi minerali di suddividersi longitudinalmente in fibre sottili, che diventano via via più sottili, fino a raggiungere il diametro di 0,25 ųm (1300 volte più sottile di un capello umano). Impercettibili all’occhio umano e leggerissime, queste fibre, anche dette fibrille, si disperdono nell’ambiente rimanendo sospese a lungo. Per questo motivo sono facilmente inalabili, o ingeribili. Una volta inalate le fibre provocano gravi infiammazioni precancerose che evolvono in tumore maligno e che in molti casi provocano il mesotelioma, una delle neoplasie più aggressive in assoluto.

Tutti i minerali asbestiformi sono fibrosi, ma non tutti i minerali fibrosi sono asbestiformi. Bisogna aggiungere infatti che per essere classificati come minerali di amianto essi devono sì possedere una struttura fibrillare, ma anche una certa flessibilità̀ e una particolare resistenza delle singole fibre. Le singole fibre dell’amianto sono più lunghe di 5 µm e contano un rapporto lunghezza/larghezza di almeno 3:1.

Caratteristiche dei minerali di amianto

In virtù della loro struttura fibrillare e della flessibilità e particolare resistenza delle singole fibre i minerali di amianto sono estremamente flessibili. Sono resistenti, sia alla trazione che al calore. Sono inoltre inattaccabili da agenti esterni, come gli acidi. Queste caratteristiche tecniche, unite all’economicità e all’abbondanza in natura ne hanno fatto uno dei minerali più usati, dalla scoperta e sino alla messa al bando degli anni 90.

I minerali di amianto sono stati utilizzati in oltre 3000 applicazioni, in tutti i campi dell’industria e dell’edilizia, dai trasporti alla cosmesi, passando per il settore tessile. Per le sue caratteristiche di fonoassorbenza venivano spruzzati sulle pareti e sui soffitti di tutti gli edifici pubblici, comprese scuole, metropolitane e palestre. Per le sue capacità termoisolanti furono usati nelle tubazioni, per il trasporto del vapore, per isolare caldaie e forni e nei freni e in tutte le componenti a contatto con fonti di calore. L’amianto era così utilizzato ed economico che spesso veniva incluso in miscele e composti, anche quando la sua presenza non era necessaria al miglioramento del composto stesso, in base all’uso che ne veniva fatto.

Amianto friabile e compatto

Se legato a matrici resistenti e stabili, l’amianto è definito compatto. Questo è il caso dell’eternit: le lastre piane o ondulate che venivano ampiamente utilizzati nella copertura di tettoie e capannoni. Il nome Eternit viene dalla principale azienda produttrice. In questo caso le fibre di amianto venivano inserite in una matrice di cemento, da cui il nome di amianto cemento. Il linoleum, una particolare pavimentazione contenente amianto usato per pavimentare soprattutto gli edifici pubblici è un altro esempio di amianto compatto.

Se legato, invece, con matrici non compatte l’amianto è definito friabile, come nel caso dei materiali spruzzati sui soffitti.

In Italia la legge del 92 che ha sospeso l’utilizzo, lavorazione e commercializzazione dell’amianto non ha imposto la bonifica dei siti contaminati. Ha utilizzato la definizione di amianto friabile (che si sgretola con il solo uso delle mani) e di amianto compatto (che non si sgretola con il solo uso delle mani) per la valutazione della pericolosità dei siti contaminati.

In realtà, se l’amianto friabile è sempre pericoloso, anche l’amianto compatto, a ben vedere, lo è. In seguito alla minima sollecitazione, trauma meccanico o erosione, infatti, può rilasciare fibre nell’ambiente. Controllare questi danneggiamenti alla matrice compatta, specialmente nel caso di eventi traumatici quali terremoti, risulta pressoché impossibile. Concludiamo che sia l’amianto friabile che quello compatto sono entrambi pericolosi per la salute umana.

Dove si trova l’amianto in natura?

L’amianto è presente in natura in molte parti del globo, dalle Alpi italiane al Canada, passando per la Russia e il Sudafrica e per molti altri luoghi del pianeta. L’antofillite è frequente nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali e in Finlandia. L’amosite è abbondante in Sudafrica, così come la crocidolite. Si ottiene facilmente dalla roccia madre in seguito a macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

Per diventare amianto i minerali di partenza devono subire però particolari processi idrotermali di bassa pressione e bassa temperatura.

Assistenza medica e tutela legale

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    I minerali di amianto secondo la legge

    La legge definisce e classifica i minerali di amianto (secondo l’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE, ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE). Individua sei tipi di minerali di amianto. La classificazione del legislatore non rispecchia però la grande varietà di minerali di amianto presenti in natura e alcuni, come l’erionite (IARC 2012b) e la fluoro-edenite non appaiono inclusi. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha denunciato la necessità di adeguamento della legislazione, perché la mancata classificazione della fluoro-edenite e di altri minerali asbestiformi come minerali di amianto espone a rischio molti cittadini. Li priva inoltre di ogni tutela, preventiva e risarcitoria.

    La legge individua:

    a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
    b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
    c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
    d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
    e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
    f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6.

    Tutti i minerali di amianto

    Qui di seguito scopriamo le caratteristiche e la formula chimica di ognuno dei minerali di asbesto classificati dalla legge. Di questi solo il crisotilo, detto comunemente “amianto bianco”, appartiene alle serie dei serpentini. Tutti gli altri appartengono invece alla serie degli anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo).

    • Crisotilo

    Il crisotilo (dal greco χρυσός= fibra d’oro) è anche detto “amianto bianco-verde-grigio-giallastro” per via del colore. Tra i vari minerali di amianto è il più diffuso ed utilizzato. Si tratta di un un silicato idrato di magnesio. Come dicevamo più su, è l’unico della lista che segue ad appartenere al gruppo dei serpentini. La formula chimica del crisotilo è 3MgO,2SiO,2H2O- n. CAS 12001-29-5. Le sue fibre hanno lunghezza variabile. Appaiono soffici e setose ed hanno un’elevata resistenza meccanica e flessibilità. Il crisottilo ha una buona tenuta agli agenti alcalini e una temperatura di decomposizione tra i 450-700°C.

    • Actinolite

    L’actinolite o actinoto (dal greco ακτινωτο = pietra raggiata) è anche detto “amianto verde-nero”. Fa parte, come dicevamo più su, della serie degli anfiboli. La sua formula chimica è 2CaO,4MgO,FeO,8SiO2,H2O. Si tratta di un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio. Ha una temperatura di decomposizione tra 620-900°C e risulta abbondante lungo la catena alpina.

    • Tremolite

    La tremolite è anche detta “amianto grigio-verde-giallo”, per via del colore con cui si presenta. La sua formula chimica è 2CaO,5MgO,8SiO2,H2O. Più fragile di altri minerali di amianto, appare però più resistente al calore. Si decompone infatti a una temperatura compresa tra 950 e 1040°C.

    • Amosite

    L’amosite (dall’acronimo di Asbestos Mines of South Africa) è anche detta “amianto bruno-giallo-grigio”, oppure cummingtonite o grunerite. La sua formula chimica è 5.5FeO,1.5MgO,8SiO2,H2O. Le fibre di amosite appaiono lunghe, dritte e fragili e con una flessibilità discreta. Hanno però una particolare stabilità al calore che ne hanno fatto un minerale utilizzatissimo come isolante termico.

    • Crocidolite

    Anche la crocidolite è conosciuta con diversi nomi. Per via del colore è detta “amianto blu”, ma anche riebeckite o amianto del Capo. La maggior parte di questo minerale si trova infatti nelle vicinanze di Griqua Town, nell’Africa australe. La sua formula chimica è Na2O,Fe2O3,3FeO,8SiO2,H2O. Le fibre di crocidolite appaiono dritte. Rispetto agli altri anfiboli ha una maggiore resistenza agli agenti acidi. Conserva buona flessibilità e ha una temperatura di decomposizione tra i 400 e i 600°C.

    • Antofillite

    L’antofillite (dal latino antophyllum = garofano) è anche detta “amianto verde-giallo-bianco”. Si tratta di un silicato idrato di magnesio . La formula chimica è 7MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 77536-67-5. Essendo più fragile di altri minerali di amianto non se ne è fatto un uso smodato. La temperatura di decomposizione è tra i 600 e gli 850°C.

    Usi dei minerali di amianto

    In aggiunta alle loro caratteristiche fisiche di resistenza alla trazione, al calore e agli acidi, all’abbondanza in natura e alla economicità, i  minerali di amianto si legano facilmente con vari materiali da costruzione tra cui calce, gesso e cemento e con alcuni polimeri, come la gomma e il PVC). Per questi motivi si sono diffusi rapidamenti e hanno trovato largo impiego in migliaia applicazioni. Qui sotto abbiamo elencato i principali usi che sono stati fatti dei minerali di amianto.

    • Edilizia

    L’edilizia è stato probabilmente il settore in cui l’amianto ha conosciuto più applicazioni. Dalle tegole ai controsoffitti, dalle coibentazioni del sottotetto agli intonaci a spruzzo dai serbatoi alle tubazioni per l’acqua e degli acquedotti che trasportano acqua potabile.

    Ancora nelle canne fumarie, camini e tubazioni di scarico fumi di combustione, pannelli divisori e pavimentazioni in vinil‐amianto, anche detto “linoleum” con un contenuto di amianto variabile dal 3‐4% al 30%, prevalentemente crisotilo. Un discorso a parte merita l’Eternit che trovò ampissima diffusione nelle coperture di industrie e capannoni, tettoie di privati e altro.

    • Minerali di amianto nell’industria

    I minerali di amianto venivano utilizzati negli edifici e nelle strutture adibite alla produzione. In particolare con le coperture in Eternit.

    Nella produzione industriale trovarono grande impiego per il trasporto di fluidi industriali (oli, acidi, etc.). In questo caso veniva usato soprattutto crisotilo, mentre nella coibentazione di contenitori a tenuta termica veniva usato amianto friabile, soprattutto amosite.

    • Industria dei trasporti

    Come dicevamo più su, i minerali di amianto sono stati utilizzati  anche nel settore dei trasporti, in tutti i componenti a contatto con il calore. E dunque freni, frizioni, coibentazioni di testate dei motori, di marmitte, cavi e guarnizioni di tenuta. Questo in aerei, navi, carri armati, treni e auto. Ancora negli isolamenti termoacustici di tetti, pareti e pavimenti dei rotabili.

    • Industria tessile

    Sin dal XVIII secolo i minerali di amianto furono utilizzati sotto forma di fibre nell’intreccio di tessuti a metraggio ignifughi: nastri e corde per isolamenti elettrici e termici, feltri, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, guanti, ghette e stivali. Le tute per i vigili del fuoco e tutto il loro equipaggiamento, compresi i guanti, per esempio, erano tessuti utilizzando le fibre di amianto.

    Minerali di amianto e cancro

    La pericolosità dei materiali di amianto dipende dalla loro capacità di rilasciare fibre nell’ambiente. Già all’inizio del ‘900 era stata evidenziata tale pericolosità per la salute umana e la capacità di provocare il cancro. Ci volle però la Legge 257/92 affinché nel nostro paese e in altri 63 paesi questi minerali furono finalmente banditi.

    Le fibre (o fibrille) dei minerali di amianto, una volta inalate provocano gravi fenomeni infiammatori: asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. Questi fenomeni infiammatori possono poi evolvere in un cancro delle vie respiratorie. Le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto possono però colpire anche altri organi.

    Patologie asbesto-correlate riconosciute

    L’INAIL ha stilato una serie di liste in cui inserisce le patologie in base all’agente eziologico che può causarle in ambito lavorativo. Nella lista I ci sono le malattie che possono essere causate con elevata probabilità dall’amianto e vi compaiono asbestosi, placche e ispessimenti pleurici, cancro della laringe, delle ovaie, tumore dei polmoni e tutti i tipi di mesotelioma.

    Queste patologie devono essere sempre riconosciute come malattie professionali insorte per causa lavorativa e in quanto tali prevedono un indennizzo da parte dell’INAIL (Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro).

    Altri tipi di cancro causati dall’esposizione all’amianto sono inseriti nelle LISTE II delle patologie che possono essere causate in maniera limitata dall’amianto.

    Nella lista II ci sono:

    Nella lista III compare solo il tumore dell’esofago.

    Per quanto riguarda le malattie della lista II e III non c’è la presunzione legale di origine. Significa che l’onere della prova del nesso causale è a carico di coloro che hanno contratto queste malattie. Se confermato il nesso, anche le vittime di queste patologie possono ricevere tutti i benefici e gli indennizzi previsti dalla legge.

    Tutela legale delle vittime dei minerali di amianto

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti coloro che sono stati vittima dei minerali di amianto. Offre un servizio di assistenza legale gratuito per il riconoscimento della malattia professionale e il successivo indennizzo INAIL e per ottenere tutti i benefici previsti dalla legge. L’assistenza legale gratuita si aggiunge a quella psicologica e medica, anch’esse gratuite.