Malattie amianto: come le fibre danneggiano la salute

Malattie amianto. I minerali di amianto, si distinguono in serpentini e in anfiboli. Tutti hanno la stessa caratteristica di dividersi in fibre sempre più sottili e di ledere la salute. Prima con malattie infiammatorie, tra le quali l’asbestosi, gli ispessimenti pleurici e le placche pleuriche. Poi, con i tumori amianto, tra i quali il mesotelioma, il tumore del polmone, quello della laringe e delle ovaie. Ancora, altri tumori a più alta frazione epidemiologica, tra i quali quello della laringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago.

Tutte queste patologie sono asbesto correlate, cioè così definite perché provocate dalle fibre di asbesto. Nel passato e, purtroppo, ancora nel presente, proseguono le esposizioni a queste fibre. Poiché i tempi di latenza arrivano fino a 40/50 anni, è evidente che quest’epidemia che, ancora nel 2020, ha provocato non meno di 6.000 decessi, proseguirà nei nostri decenni.

La sfida è quella della bonifica e, cioè, dell’incapsulamento, del confinamento e dello smaltimento. Solo così si eviteranno le altre esposizioni e, quindi, gli ulteriori danni alla salute e si potrà vincere definitivamente la battaglia contro le malattie asbesto correlate. Queste tesi, avanzate per la prima volta dall’ONA e dall’Avv. Ezio Bonanni a partire dal 2008,  hanno trovato autorevole riscontro nella revisione del Consensus Report di Helsinki del 2014.

Indice dei contenuti

Mesoteliomi:

Tumori:

Tempo stimato di lettura: 8 minuti

 

ONA: assistenza e tutela dei cittadini e lavoratori

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA,  fin dal 2008, assiste tutti coloro che, purtroppo, sono stati già esposti alla fibra killer, oppure, hanno già ricevuto la diagnosi di malattia asbesto correlata. Le attività di assistenza sono svolte da medici, tecnici volontari e avvocati, guidati dall’Avv. Ezio Bonanni. Il punto cruciale dell’attività dell’ONA è proprio quello di evitare che ci siano delle esposizioni perché ciò amplia la platea di coloro che sono sottoposti al rischio. In più, anche coloro che sono stati già esposti precedentemente, se subiscono ulteriori esposizioni, hanno più elevato rischio di ammalarsi.

 

Malattie amianto: assistenza medica e tutela legale

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    App ONA per mappatura dell’amianto presente nel territorio

    La legge scientifica generale, sia per le malattie infiammatorie che neoplastiche, è la dose dipendenza, su principio che nessuna esposizione ad amianto è innocua per la salute. Per questi motivi, l’ONA ha realizzato la app ONA, attraverso la quale è possibile la segnalazione dei siti, ed in più, capire laddove c’è il rischio, così da evitarlo.

    Questa è l’attività della prevenzione primaria, per la quale, nella recente conferenza di Roma del 13.10.2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime), l’Avv. Ezio Bonanni è tornato ad insistere sul tema delle bonifiche. La tematica della sicurezza sul lavoro è stata oggetto della settima puntata di ONA TV (Sicurezza nei luoghi di lavoro realtà o utopia?). Anche la tematica dell’amianto nelle scuole è stata oggetto dell’attenzione di ONA TV: Amianto nelle scuole, un pericolo ancora presente. In più, già nella seconda puntata: Amianto, emergenza ambientale e sanitaria e diritti negati.

    In più, come detto, nel caso in cui ci siano state esposizioni, a questo punto, è necessaria la sorveglianza sanitaria e la terapia più precoce. Per questo, l’ONA ha istituito il servizio di assistenza medica. In questo modo, tutti i cittadini si potranno rivolgere all’ONA e ai suoi medici volontari, sia per la sorveglianza sanitaria, che per una assistenza medica vera e propria. In questo contesto, si realizza, quindi, la c.d. prevenzione secondaria.

     

    Prevenzione terziaria: tutela legale diritti delle vittime

    Un ulteriore profilo, è quello della prevenzione terziaria, che corrisponde anche alla tutela risarcitoria in caso di omessa sorveglianza sanitaria. Inoltre, la tutela è anche per i casi di responsabilità medica. La tutela più ampia, è quella previdenziale per l’indennizzo INAIL e per causa di servizio. In più, il risarcimento dei danni.

    In questo caso, si realizza la c.d. tutela legale. Questa attività è svolta dal gruppo dei legali dell’ONA guidato dall’Avv. Ezio Bonanni. Grazie al supporto della medicina legale ONA, è possibile avere la certificazione per avviare la procedura legale INAIL e di risarcimento danni.

    Inoltre, vi è il diritto ai benefici contributivi e alla pensione amianto. È possibile, quindi, consultando questa pagina, comprendere i danni che le fibre di amianto provocano alla salute umana, evitarli e, in caso, arginarli. Non sempre è possibile. L’ONA e i suoi medici e i suoi avvocati svolgono un ruolo h24 in difesa della salute e della dignità della persona umana.

    Come? Seguendo gli esposti nella sorveglianza sanitaria e nella cura e in tutto l’iter legale che permette di ottenere il risarcimento del danno biologico e tutti gli indennizzi ed i benefici previsti dalla legge. Contatta lo Sportello Amianto per saperne di più.

    In questa guida scopriamo quali sono le malattie causate dall’amianto (malattie amianto correlate) che sono considerate indennizzabili.

    Malattie amianto correlate

    L’asbesto è cancerogeno. Rientrano nella definizione di asbesto tutti i minerali che hanno una forma asbestiforme, ovvero che hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili e che, una volta inalate o ingerite, causano gravi danni alla salute.

    Secondo quanto affermato dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos […]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum” (Volume 100C –IARC, Monographs). Qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare diverse tipi di neoplasie, asbestosi, placche e ispessimenti pleurici. 

    L’INAIL, Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro, ha stilato 3 liste in cui sono comprese tutte le malattie professionali correlate all’esposizione ad amianto.

    Prima di tutto, occorre osservare che alcune malattie sono considerate di origine professionale, per presunzione: sono quelle della lista I dell’INAIL. C.d. di elevata probabilità. Poi ci sono le altre malattie che non sono assistite dalla presunzione legale di origine, tra le quali quelle della lista II. In questi casi, l’origine lavorativa è ritenuta di limitata probabilità. Infine, c’è il tumore dell’esofago, che è inserito nella lista III, per cui l’origine professionale è possibile.

    Le malattie amianto della lista I dell’INAIL

    Qui sotto scopriamo quali sono le malattie amianto considerate con elevata probabilità causate dall’esposizione lavorativa all’asbesto.

    Tumori:

    Lista II dell’INAIL

    Di seguito scopriamo quali sono i tumori amianto inseriti dall’INAIL nella Lista II delle malattie con limitata possibilità di origine lavorativa.

    Tumore dell’esofago nella lista III dell’INAIL

    Nella lista III dell’INAIL, come accennato più su compare una sola malattia la cui origine lavorativa è considerata possibile:

    Indennizzo Inail e benefici contributivi

    Il giudizio dell’Inail circa l’origine professionale della malattia del lavoratore, ai fini del relativo riconoscimento di malattia professionale, si fonda, dunque, sulla riconduzione della patologia ad una di quelle tabellate dall’istituto.

    L’ Art. 13 del D. Lgs. 38/2000  prevede diverse tipologie di indennizzo Inail in base alla percentuale di invalidità riconosciuta per la malattia professionale del lavoratore:

    • una rendita mensile vitalizia INAIL: prestazione mensile, esente da tassazione, che si ottiene nel caso in cui il grado invalidante non sia inferiore al 16%, con la possibilità di periodica revisione;
    • indennizzo danno biologico INAIL: prestazione erogata per il danno biologico compreso tra il 6% e il 15%, tramite il versamento di una somma in capitale, che può essere adeguata in caso di aggravamento del danno una volta soltanto.

    Questo inerisce gli eventi  successivi al 25 luglio 2000, in quanto con la disciplina previgente l’Inail erogava la rendita vitalizia per le menomazioni con inabilità permanente con grado compreso tra l’11 e il 100%.

    A tali prestazioni, si aggiungono i cd. “benefici contributivi“:

    • Prepensionamento per esposizione ad amianto: i lavoratori che abbiano subito danni per l’esposizione alle fibre di asbesto, ai sensi dell’art. 13 co. 7 della L. 257/1992, hanno diritto al prolungamento dell’anzianità contributiva pari al 50% del periodo di esposizione, oltre all’aumento dei ratei pensionistici. L’art. 13 co. 8 della L.257/1992 conferma il beneficio anche qualora la malattia asbesto- correlata non sia stata ancora diagnosticata. Unico requisito è quello dell’esposizione ultradecennale all’amianto.
    • Pensionamento immediato: in caso di qualsiasi malattia asbesto-correlata, qualora i benefici amianto non siano sufficienti alla maturazione della pensione. Tuttavia, la pensione di inabilità per l’esposizione ad amianto richiede che il lavoratore sia in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 5 anni e il riconoscimento da parte dell’INAIL di una patologia asbesto-correlata di origine professionale.

    Vige poi il sistema di reversibilità Inail, in ordine al quale tali prestazioni, in caso di decesso del lavoratore, sono reversibilit al coniuge superstite, ai figli e ad altri familiari.

    Il Fondo Vittime Amianto

    L’art. 1 co. 241-246 L. 244/2007 ha istituito il Fondo per le vittime dell’amianto. Esso è interamente gestito dall’Inail, che eroga d’ufficio una prestazione aggiuntiva, non soggetta a tassazione Irpef, a coloro i quali siano titolari di rendita Inail. Quindi, i destinatari sono i soggetti che presentino un’invalidità per patologia asbesto-correlata di grado superiore al 16% e riconducibile ad una delle malattie di cui alle Tabelle Inail.

    Il calcolo del beneficio avviene sulla base di una percentuale della rendita Inail, dal 2018, fissata nel 20% ed erogato tramite due acconti e un conguaglio entro il 30 giugno dell’anno successivo al secondo acconto. Salva la previsione della misura complessiva di tale prestazione, fissata con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, in accordo con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Ciò, previa la determinazione, sentito il Comitato di amministrazione del Fondo, del presidente dell’Inail.

    I destinatari del contributo aggiuntivo, pertanto, sono:
    • I lavoratori/trici titolari di rendita diretta, anche unificata, ai quali sia stata riconosciuta una patologia asbesto-correlata per esposizione all’amianto e alla fibra “fiberfrax”. Salvo, tuttavia, la presenza di un danno biologico di grado minimo del 16%.
    • I rispettivi familiari, titolari di rendita ai superstiti se la patologia asbesto-correlata ha determinato la morte dell’assicurato.

    I benefici per i lavoratori del settore pubblico

    Nel settore pubblico non privatizzato, il riconoscimento della malattia professionale e dei relativi benefici si articola tramite il sistema di riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere. 

    In particolare, i benefici derivati dal riconoscimento della Causa di servizio sono:

    • L’equo indennizzo, se dall’infermità o lesione è derivata un’invalidità riconducibile ad una delle categorie di cui alle tabelle A o B allegate al DPR 834/1991;
    • La retribuzione integrale dei periodi di malattia causati dall’infermità o dalla lesione riconosciuta;
    • L’aumento dello scatto stipendiale per invalidità di servizio per una sola volta e pari all’1,25% o al 2,50% a seconda della classificazione delle infermità;
    • Il prepensionamento grazie alla maggiorazione dell’anzianità di servizio ai fini pensionistici, per i soggetti con invalidità ascrivibile ad una delle prime 4 categorie della Tabella A allegata al DPR n. 834/1981. 

    I benefici riconosciuti alle Vittime del dovere

    Mentre la causa di servizio inerisce a tutti i lavoratori pubblici, lo status di vittima del dovere è riconosciuto solo a soggetti particolari, appartenenti al comparto dell’ordine e della sicurezza pubblica. Questo purchè nell’attività di servizio, quindi anche missioni internazionali, abbiano riportato lesioni dalle quali siano direttamente scaturiti decesso o invalidità permanenti, ai sensi dell’art. 1 co. 563 L. 266/2005.

    Inoltre, i soggetti che abbiano prestato il proprio dovere o la propria attività in condizioni ambientali o operative particolari sono equiparati alle vittime del dovere. Si tratta di tutti coloro che in ragione della propria funzione siano stati esposti, ad esempio, ad amianto, a radiazioni o particelle di uranio impoverito (in particolare, per l’utilizzo dei proiettili) o anche a vaccini contaminati.

    I benefici spettanti alle vittime del dovere e ai soggetti equiparati sono:

    • la liquidazione, a partire dal 1.1.2007, di una elargizione speciale pari a € 2.000,00 per ogni punto percentuale di invalidità sino al massimo di €200.000,00. Qualora sia intervenuto il decesso, la somma, viene erogata nei confronti dei familiari superstiti ai sensi del DPR 243/2006.
    • uno speciale assegno vitalizio, non reversibile,  pari a €1.033,00 mensili, per i soggetti che riportino un’ invalidità non inferiore al 25%, o ai familiari superstiti(a decorrere dal 1 gennaio 2008). Questo si aggiunge all’assegno vitalizio di € 258,23 al mese ex art. 4 co.1 DPR 243/2006 (corrisposto dal 26 agosto 2004)
    • Il beneficio della cancellazione dell’Irpef sulle pensioni dirette e indirette di natura privilegiata conseguenti al riconoscimento. Questo è stato previsto dalla Legge di bilancio per il 2017, quindi decorre dal 1 gennaio 2017.

    In caso di decesso della vittima del dovere, ai superstiti che abbiano diritto alla reversibilità, spettano anche due annualità del medesimo trattamento. Queste sono comprensive anche della 13^ mensilità, ma soggiacciono alla condizione che l’invalidità fosse superiore al 25%.

    Il risarcimento dei danni

    I lavoratori vittime di esposizione professionale ad asbesto e i loro familiari in caso di decesso, hanno sempre diritto anche al risarcimento integrale di tutti i danni subiti. Qualora sia occorsa la morte del lavoratore, il diritto vale sia per i danni sofferti direttamente dalla vittima (iure hereditatis), sia per i danni sofferti dagli eredi per la perdita del loro congiunto (iure proprio).

    I pregiudizi causati dall’esposizione ad amianto provocano danni patrimoniali e non patrimoniali. In particolare, possono essere oggetto di risarcimento:

    • Il danno biologico dato dalla lesione all’integrità psicofisica del lavoratore;
    • il danno morale scaturente dalla sofferenza fisica e psichica;
    • il danno esistenziale legato al peggioramento delle qualità di vita;
    • Il danno patrimoniale per le diminuite capacità di lavoro;

    Posto il principio di integrale risarcibilità del danno, la relativa domanda va rivolta al datore di lavoro, che risponde ex art. 2087 c.c.. Infatti, l’Inail, così come gli altri enti assicuratori, liquidano meramente un indennizzo avente natura assistenziale. L’onere di liquidare le ulteriori somme dovute, salvo lo scomputo per poste omegenee dell’indennizzo, residua in capo al datore di lavoro.

    Così, in caso di decesso, le somme spettanti al lavoratore, devono essere liquidate in favore dei suoi familiari,eredi, legittimi o testamentari.

    Essi hanno, infatti, diritto al risarcimento dei danni differenziali subiti dalla vittima, ossia la differenza di quanto erogato dall’Inail a titolo di indennizzo per il danno biologico e il danno patrimoniale scaturito dalla diminuzione della capacità lavorativa. A ciò si aggiungono anche i danni morali ed esistenziali.

    Asbestosi polmonare

    L’asbestosi polmonare esordisce in modo insidioso e dopo 15 o 20 anni dall’inizio dell’esposizione ad asbesto. La patologia è sempre di origine professionale ed in quanto tale sempre indennizzata dall’INAIL, perché è causata da esposizioni assai elevate a polveri e fibre di asbesto. I lavoratori vittime di asbestosi sperimentano una sempre maggiore difficoltà respiratoria (dispnea), nelle fasi iniziali della malattia soltanto a seguito di sforzi, poi anche a riposo. Compare spesso tosse cronica poco produttiva resistente a terapia. L’evoluzione, generalmente lenta, è verso una insufficienza respiratoria ingravescente. La gravità dell’insufficienza respiratoria per lo più è correlata alla durata dell’esposizione ed alla sua intensità. 

    Placche pleuriche ed ispessimenti pleurici

    Le placche pleuriche sono delle infiammazioni della pleura, ovvero della sierosa che avvolge i nostri polmoni. Tale membrana è formata da due foglietti: la pleura viscerale è legata ai polmoni, e la pleura parietale alla gabbia toracica. Entrambe hanno uno strato di cellule piatte ed estese (mesotelio) ed uno strato di fasci di collagene. La pleura può essere colpita da processi infiammatori (pleurite), da versamento pleurico, da pneumotorace, e da processi fibrosi, come le placche calcifiche e gli ispessimenti pleurici che possono evolvere in neoplasie molto gravi, come il mesotelioma pleurico.

    Mesotelioma pleurico

    Le fibre di amianto, inalate, giungono alla pleura e avviano l’infiammazione che causa il cancro del mesotelio della pleura, definito anche mesotelioma pleurico e anche chiamato cancro amianto perché la sua origine è senza dubbio causata dall’esposizione alla fibra killer. Le vittime di mesotelioma della pleura hanno diritto all’indennizzo INAIL.

    Mesotelioma pericardico

    L’amianto provoca anche il cancro del pericardio, il tumore del cuore, ovvero della sierosa che avvolge il pericardio. Tra i primi sintomi del mesotelioma pericardico si annoverano sintomi di natura subdola, ovvero che possono essere ricondotti a diverse malattie, di natura meno grave, ritardando la tempestività della diagnosi. Una diagnosi precoce è fondamentale per la buona riuscita delle terapie e per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Le vittime di mesotelioma pericardico hanno diritto all’indennizzo INAIL.

    Mesotelioma del peritoneo

    Il peritoneo è la membrana che avvolge gli organi addominali. L’asbesto, inalato e ingerito, provoca il cancro del peritoneo detto anche mesotelioma del peritoneo oppure mesotelioma peritoneale. Quanto più precoce è lo stadio della neoplasia del peritoneo all’inizio della terapia, tanto migliore è la prognosi. L’approccio terapeutico dipende dalla stadiazione, dall’età e dallo stato di salute del paziente. Dal momento che la guarigione completa è molto rara, l’obiettivo della terapia è il controllo dei sintomi per ottenere una qualità di vita accettabile.

    Mesotelioma del testicolo

    L’amianto causa cancro anche nel testicolo. Le fibre di asbesto, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico giungono fino all’apparato genitale maschile (oltre che in quello femminile) e causano il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo.
    La tunica vaginale del testicolo è un mesotelio che avvolge la superficie esterna del testicolo in una sorta di sacco sieroso a doppia parete ed è una dipendenza del peritoneo. Il tumore della tunica vaginale del testicolo ha una latenza temporale che può arrivare fino a 50 anni ed è quasi sempre mortale. L’unica forma di prevenzione è evitare le esposizioni ad amianto. 

    Tumore al polmone

    Le fibre di asbesto raggiungono gli alveoli polmonari, generano infiammazione, reazioni autoimmuni ed asbestosi che in molti casi evolvono in tumore del polmone. Le neoplasie del polmone non presuppongono necessariamente l’asbestosi, potendo insorgere anche a basse dosi. Tuttavia, essendo il tumore ai polmoni asbesto correlato dose dipendente, il rischio, e l’abbattimento dei tempi di latenza, sono proporzionali all’entità della esposizione, per intensità e durata. L’amianto agisce in sinergia e potenzia gli effetti del fumo di tabacco (sinergismo). L’ONA assiste le vittime di tumore al polmone per ottenere l’indennizzo INAIL.

    Tumore della laringe

    Il cancro della laringe colpisce soprattutto maschi adulti sopra i 55 anni. Il tumore della laringe ha tra i suoi agenti eziologici l’esposizione a polveri e fibre di amianto, il tabacco, l’abuso di alcol, infezioni da HPV, dieta povera di ortaggi e frutta e altri agenti cancerogeni di natura occupazionale e ambientale.

    Tumore alle ovaie

    Il tumore alle ovaie, colpisce appunto le ovaie, che sono due organi di circa tre centimetri di diametro posizionati una a destra e una a sinistra dell’utero. Sono connessi all’utero attraverso le tube. Le ovaie producono ormoni sessuali femminili e ovociti e ogni mese producono un ovocita che si muove verso l’utero per essere fecondato. Le cause del cancro alle ovaie sono diverse: prima di tutto c’è l’esposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri agenti tossici, patogeni e cancerogeni, e poi cause genetiche o legate allo stile di vita (obesità, fumo, assenza di esercizio fisico). Essendo una malattia amianto correlata inserita nella Lista I dell’IAIL può essere indennizzata.

    Tumore al colon da esposizione amianto

    Il tumore del colon è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste l’organo. Si distinguono generalmente due tipi di tumore al colon: i tumori del colon vero e proprio e i tumori del retto, ovvero dell’ultimo tratto dell’intestino.  Tra i fattori di rischio del tumore al colon compare l’esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni.

    Faringe: come le fibre provocano il cancro di questo organo

    Il tumore alla faringe è un tipo di tumore della gola e come altri tumori di questo tipo può essere causato dall’esposizione all’amianto o ad altre sostanze cancerogene e per questo può essere riconosciuto come malattia amianto correlata ed essere indennizzato. La faringe è un canale cilindrico muscolo-membranoso, lungo circa 15 centimetri che si trova tra la bocca, la cavità nasale e l’esofago. Questo organo fa parte delle “vie aerodigestive superiori” così chiamate perché permettono il percorso del cibo dalla bocca verso l’esofago, tramite il meccanismo della deglutizione, nonché il passaggio dell’aria verso la trachea ed i polmoni.

    Lo stomaco: come le fibre possono causarne il tumore

    Lo stomaco è un organo dell’apparato digerente che svolge la seconda fase della digestione, quella successiva alla masticazione.

    Nello stomaco il cibo viene processato prima che esso arrivi all’intestino dove saranno assorbite le sostanze nutritive ed eliminate quelle di scarto. È un organo di contenimento che assomiglia ad una sacco allungato, con forma e dimensione variabile a seconda della costituzione corporea e delle abitudini alimentari.

    Il tumore allo stomaco o cancro gastrointestinale è una neoplasia che può avere origine dalla esposizione ad amianto e altri cancerogeni di origine occupazionale e che può essere prevenuta, curata e in molti casi guarita.

    Tumore all’esofago

    Questa neoplasia che colpisce l’esofago, in molti casi, può essere causata anche da esposizione ad amianto. In buona sostanza, le fibre di amianto hanno capacità infiammatoria anche del tubo cavo che unisce la gola allo stomaco.

    Il carcinoma all’esofago (tnm esofago) viene riscontrato prevalentemente negli uomini di età adulta che hanno superato i 60 anni di età. Sono rari i casi di tnm esofago diagnosticati in giovane età. Il cancro all’esofago è il 6° tumore più comune nei Paesi non industrializzati e il 18° nei Paesi industrializzati. Il tumore dell’esofago può essere causato da dall’esposizione a polveri e fibre di amianto e da altri cancerogeni. Inoltre dal fumo di sigaretta e dallo stile di vita.