Risarcimento del danno ai famigliari superstiti: come funziona?

Quando purtroppo la vittima che ha subito il danno muore, il diritto al risarcimento del danno passa ai famigliari superstiti, ovvero eredi legittimi della vittima.

In questa guida scopriamo chi sono gli eredi legittimi, quali sono i diritti dei famigliari superstiti e come ottenerli, grazie alla consulenza gratuita di ONA e del Dipartimento Responsabilità Medica.

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Chi sono i superstiti o eredi legittimi?

Il risarcimento del danno spetta a coloro che sono considerati, ai fini legali, gli eredi legittimi della vittima. Essi sono:

  • il coniuge o parte dell’Unione civile superstite, con rendita del 50% della retribuzione annua o convenzionale;
  • i figli, compresi quelli adottivi, affiliati o affidati punto in questo caso la quota parte è del 20%;
  • gli orfani di entrambi i genitori, oppure dell’unico genitore naturale, orfani dei genitori divorziati: 40% della rendita;
  • i fratelli o sorelle, in assenza di coniuge e figli, nella misura del 20% se conviventi con il defunto.

Il danno parentale spetta anche a coloro che possono dimostrare un rapporto di affetto con la vittima, la cui morte comporta uno stravolgimento sostanziale della propria esistenza e radicali e fondamentali cambiamenti di vita dovuti alla perdita.

Risarcimento danni ai famigliari superstiti

Quali sono i danni da risarcire ai superstiti?

Innanzitutto i danni risarcibili ai superstiti si distinguono in due grandi categorie: i danni subiti autonomamente dai congiunti e quelli subiti dalla vittima.

Si chiama danno iure hereditatis, il danno originariamente subito dalla vittima che viene trasmesso ai suoi eredi. Gli eredi legittimi hanno quindi diritto al risarcimento, per esempio, del danno biologico consistente nei postumi invalidanti che il danneggiato ha avuto nel periodo di vita tra la lesione e l’avvenuto decesso.

Il danno iure proprio, invece, è l’insieme dei pregiudizi patrimoniali e non patrimoniali direttamente patiti nella propria sfera personale a seguito della morte del congiunto. Si tratta quindi di pregiudizi che si sono verificati nella vita dell’erede. Tra questi ci sono per esempio le spese sostenute per far fronte al danno (spese per medicine, visite specialistiche…) o il danno biologico, se il patimento causato dalla perdita del congiunto ha creato una lesione alla propria integrità psicofisica.

Risarcimento del danno non patrimoniale ai famigliari

danni non patrimoniali sono quelli che coinvolgono la persona e non il patrimonio economico.

In base ad una interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 c.c., il danno non patrimoniale costituisce una categoria ampia, che comprende il danno morale soggettivo e qualunque ipotesi in cui si verifica un’ingiusta lesione di un valore inerente alla persona costituzionalmente protetti. La sentenza della Cass. n. 26972/2008; n. 4053/2009 chiarisce che il danno risarcibile non deve essere futile e, “cioè, non consista in meri disagi o fastidi”.

Danno biologico

Il danno biologico fa parte de danno non patrimoniale. Esso è la conseguenza di un danno subito che lede la salute e quindi l’integrità fisica e psichica della vittima. Esso può concernere sia la sfera dei danni iure proprio che iure hereditatis. Essendo un danno non patrimoniale non è facilmente calcolabile e per farlo ci si affida alle Tabelle di Milano.

Approfondisci su: quantificazione del risarcimento danni

Il danno morale

Quello morale consiste nella sofferenza interiore soggettiva e rientra nella categoria del biologico.

Secondo la definizione delle Sezioni Unite della Cassazione definiscono il danno morale è:

“La sofferenza morale, senza ulteriori connotazioni in termini di durata, integra il pregiudizio non patrimoniale. Deve trattarsi di un turbamento dell’anima, di un dolore sofferto, che non abbia generato degenerazioni patologiche della sofferenza.”

Danno esistenziale

Quello esistenziale è anche esso un danno non patrimoniale. Danneggia i valori dell’esistenza del danneggiato. Si differenzia dal danno morale perché è tangibile, concreto e visibile dall’esterno e si manifesta nell’impossibilità di svolgere attività abituali.

Danno tanatologico

Il tanatologico è il danno determinato dalla sofferenza patita dal defunto prima di morire, a causa delle lesioni fisiche derivanti da un’azione illecita compiuta da terzi. Non tutti i giuristi concordano con la risarcibilità del danno tanatologico. In ogni caso esso concerne solo i casi in cui il lasso di tempo tra decesso e lesione non sia apprezzabile, in modo da escudere altre cause di decesso.

Danno parentale

Il danno parentale è il danno che viene riconosciuto per compensare il dolore e la mancanza patiti per la perdita della persona cara e del rapporto affettivo. In passato era necessario provare la convivenza con la vittima. Oggi invece è necessario dimostrare il legame affettivo tra vittima e familiare, che deve essere costante e uno stravolgimento sostanziale della propria vita in seguito al decesso.

Il danno patrimoniale ai famigliari

danni patrimoniali possono concernere anch’essi la sfera del risarcimento iure proprio e iure hereditatis. Come detto più su, concernono i danni subiti in seguito all’illecito al patrimonio economico e non alla persona. Si distinguono in danni patrimoniali da lucro cessante e danno emergente.

Risarcimento del danno ai famigliari della vittima: prescrizione

Quali sono i termini di prescrizione del diritto al risarcimento in favore dei familiari superstiti della vittima di un danno direttamente collegato al decesso?

Per il risarcimento dei familiari iure proprio il termine di prescrizione è di 5 anni, così come per lo iure hereditatis.

Secondo l’articolo 2947 del codice civile, se il fatto è considerato dalla legge come reato e per tale reato è previsto un termine di prescrizione più lungo, come per il caso di omidicio colposo, tale termine deve essere applicato anche all’azione civile. Ciò vuol dire che, quando il decesso del congiunto integra il reato di omicidio colposo, il termine di prescrizione da applicare anche alla causa civile è quello più lungo pari a 10 anni.

I termini decorrono da quando il danno viene percepito come un danno ingiusto causato dal comportamento di un terzo.

Il risarcimento del danno amianto ai famigliari

I famigliari superstiti della vittima che aveva contratto il mesotelioma riconosciuto come malattia professionale o riconoscibile come tale hanno diritto a tutte le prestazioni INAIL di cui aveva diritto la vittima e ai benefici contributivi INPS. Ad esse si aggiunge il risarcimento integrale dei danni che comprende oltre al danno patrimoniale e a quello biologico anche quello morale ed esistenziale.

Approfondisci su: risarcimento danni amianto e Il Libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed. 2021

Danno nella colpa medica ai famigliari superstiti

ONA Responsabilità Medica è il dipartimento dell’Osservatorio Nazionale Amianto dedicato alla malasanità e colpa medica. Gli eredi legittimi di coloro che sono deceduti a causa di errori medici, ritardi nella diagnosi, diagnosi errate, malasanità e colpa medica hanno diritto al risarcimento integrale dei danni. Ovvero al risarcimento de danni patiti dal congiunto (patrimoniali e non patrimoniali) e al risarcimento dei danni patiti iure proprio.