Mesotelioma pericardico: cura e trattamenti

Il mesotelioma pericardico è una neoplasia rara che colpisce il pericardio. Questo è un organo membranoso che, come un sacco, riveste il cuore e l’origine dei grossi vasi. Il mesotelioma del pericardio è causato dall’esposizione a fibre di amianto, anche detto asbesto. In seguito all’esposizione alle fibre di amianto il tumore del mesotelio del pericardio può avere una latenza temporale che arriva fino a 50 anni ed è quasi sempre mortale.

Indice dei contenuti

Tempo stimato di lettura: 7 minuti

 

L’unica prevenzione è evitare le esposizioni ad amianto. Come tutti i tumori maligni anche il tumore al pericardio ha la capacità di diffondersi nei tessuti limitrofi. Può invadere altri organi sia vicini che distanti formando le cosiddette mesotelioma metastasi.

 

Mesotelioma pericardico: assistenza medica e tutela legale

Chiama il numero verde, contattaci su Whatsapp o compila il form per ricevere assistenza gratuita. mesotelioma pericardico mesotelioma pericardico whatsapp

     

    Le cause del Mesotelioma pericardico

    Il fattore di rischio principale per il mesotelioma cardiaco (mesotelioma del pericardio viscerale e pericardio parietale) è l’esposizione ad amianto ambientale, lavorativa o domestica (vivere con persone che lavorano Eternit o altri materiali di amianto).

    L’amianto, grazie alle sue caratteristiche tecniche ed al basso costo di produzione, è stato ampiamente utilizzato per le coperture e l’isolamento di tetti (Eternit), nella costruzione e manutenzione di navi e treni, nell’edilizia (tegole, pavimenti, vernici, etc.), nelle tute dei Vigili del Fuoco e nelle automobili (componenti meccaniche e vernici) per le sue elevate capacità di resistenza al calore. L’amianto sotto forma di Eternit, anche detto fibro cemento, è stato utilizzato in più di 3.000 applicazioni.

    L’utilizzo e la manipolazione di amianto ne determinano la riduzione allo stato pulverulento. Le fibre, di dimensioni così piccole da essere impossibili da vedere a occhio nudo, possono essere inalate o ingerite, depositandosi così all’interno dell’organismo umano. Anche in altri usi, oltre all’edilizia, con l’erosione dovuta al tempo ed agli agenti atmosferici, ed in seguito a possibili sollecitazioni meccaniche, i materiali di amianto tendono a sgretolarsi rilasciando nell’aria fibre longitudinali e sottili, dannose per la salute umana.

    La pericolosità dell’esposizione ad amianto

    Il mesotelioma pericardico, come gli altri tipi di mesotelioma, come l’asbestosi e le placche pleuriche, sono malattie causate esclusivamente dall’esposizione ad amianto. Sono quindi dei veri e propri marcatori sociali che testimoniano l’avvenuta e comprovata esposizione all’asbesto. La produzione e l’utilizzo di amianto in Italia è stata sospesa a partire dal 1992. Sui Quaderni del Ministero della Salute trovate tutte le info sullo stato dei lavori in Italia nel contrasto delle malattie amianto correlate. Qui trovate le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare il mesotelioma pericardico.

    Lo IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che fa parte dell’ONU), nella monografia sull’amianto (2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C), ha precisato, a pag. 294: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

    Quali sono i sintomi del mesotelioma pericardico?

    Tra i primi sintomi del mesotelioma pericardico si annoverano sintomi di natura subdola. Possono essere ricondotti a diverse malattie, di natura meno grave, ritardando la tempestività della diagnosi. Una diagnosi precoce è fondamentale per la buona riuscita delle terapie e per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di mesotelioma del pericardio. Tra i sintomi iniziali della malattia ricordiamo:

    • astenia;
    • tosse;
    • tachicardia;
    • perdita di peso;
    • ascite (raccolta patologica di liquidi nelal cavità toracica);
    • febbre;
    • stanchezza.

    I sintomi del tumore pericardico negli stadi più avanzati sono:

    • sudorazione;
    • tromboflebia;
    • hypercoagulability;
    • febbre dall’origine sconosciuta;
    • lesioni infiammatorie acute.

    Nel caso in cui si presentino alcuni di questi sintomi e che la loro persistenza si protragga per più di due settimane senza segni di miglioramento è necessario consultare il medico curante o uno specialista.

    Diagnosi del mesotelioma pericardico

    La diagnosi del mesotelioma del pericardio si basa sulla biopsia pericardica e sulle tecniche di imaging (ecografia e tomografia computerizzata). In ogni caso, è sempre necessario l’esame istologico sulla biopsia tissutale e sui risultati dell’immunocolorazione per avere una diagnosi certa ed affidabile. Tra gli esami per una diagnosi accurata ricordiamo:

    • esame istologico (che rileva le caratteristiche istologiche delle cellule tumorali);
    • tomografia computerizzata (esame TC);
    • pericardiotomia (intervento chirurgico di incisione del sacco pericardico nel corso di interventi di chirurgia cardiaca);
    • biopsia (in corso di intervento chirurgico o con ago tranciante);
    • ecografia addominale.

    Stadiazione, terapie, trattamenti e cure

    Esistono diversi tipi di classificazione per il mesotelioma pericardico. Si parla di metodo Butchart quando invade il diaframma e il pericardio raggiungendo il cuore, la pleura controlaterale, il peritoneo o organi extratoracici.

    Si parla di metodo Brigham, quando il mesotelioma maligno è confinato nella pleura parietale omolaterale alla zona colpita, al pericardio, al polmone e al diaframma omolaterali. In generale, quanto più precoce è lo stadio del tumore all’inizio della terapia, tanto migliore è la prognosi e più alte le chance di sopravvivenza. Tuttavia, nel caso del mesotelioma pericardico, la guarigione completa è molto rara. Quindi, l’obiettivo primario della terapia e cura mesotelioma è il controllo dei sintomi al fine di consentire una qualità di vita accettabile.

    • Terapie integrate del mesotelioma del pericardio

    L’approccio con terapie integrate permette di ridurre la massa tumorale e, conseguentemente, prolungare la sopravvivenza del paziente. Le procedure di maggior successo sono quelle effettuate negli stadi iniziali della malattia (I e II stadio) che combinano chirurgia, radioterapia e chemioterapia (chemioterapia pre operatoria + intervento chirurgico + radioterapia post-operatoria). Questo approccio, però, può essere proposto solo a determinati pazienti, giovani, in ottime condizioni generali e non affetti da altre malattie. In ogni caso, non è da ritenersi un trattamento standard, perché non sono ancora disponibili studi adeguati che ne dimostrino un valido beneficio in termini di prolungamento della sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia.

    • Chirurgia del mesotelioma del pericardio

    L’approccio chirurgico al mesotelioma pericardico non è tra quelli più consigliati in quanto non è considerato di grande successo, specialmente se utilizzato da solo. Invece le possibilità di successo aumentano se viene combinato con la radioterapia e chemioterapia. L’intervento chirurgico di riferimento per il mesotelioma pericardico è la cosiddetta pericardiotomia, ovvero l’intervento di incisione del sacco pericardico al fine di asportare le formazioni patologiche intrapericardiche.

    Altre terapie per il mesotelioma del pericardio

    • Radioterapia nel mesotelioma pericardico

    La radioterapia è solitamente impiegata successivamente all’intervento chirurgico, eventualmente se possibile in combinazione con la chemioterapia. Lo scopo del trattamento combinato con radioterapia e chemioterapia dopo l’intervento è quello di consolidare gli effetti della chirurgia e prolungare l’aspettativa di vita. In alcuni casi può superare anche i 5 anni. La radioterapia può essere praticata anche a scopo palliativo, ma non può essere considerata l’unico trattamento terapeutico. La dose richiesta sarebbe molto elevata e dunque altamente tossica per qualunque paziente.

    • Chemioterapia nel mesotelioma del pericardio

    La chemioterapia consiste nella somministrazione per infusione endovenosa (EV) di farmaci per ridurre o arrestare la progressione del cancro. In rari casi di efficacia (di riduzione della massa tumorale), favorisce l’approccio chirurgico. In altri casi, si limita soltanto a bloccare la crescita della malattia e favorisce il miglioramento dei sintomi.

    • Cure sperimentali del mesotelioma del pericardio

    L’ONA ha elaborato un protocollo per la cura del mesotelioma del pericardio e di tutti gli altri mesoteliomi. Le linee guida sono state recepite dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA ha ottenuto, con il pool di medici oncologi significativi risultati.

    L’approccio chirurgico, moderato, nei soli casi in cui è utile, l’assenza di abuso della chemioterapia, etc., hanno permesso, in qualche caso la guarigione mesotelioma, in tutti i casi un maggior periodo di sopravvivenza a migliori condizioni di salute.

    I benefici Inail per il mesotelioma pericardico

    Il mesotelioma pericardico è inserito nella Lista I dell’Inail ( I.6.03), avendo come causa principale l’esposizione ad asbesto/amianto e altri minerali che ne contengano le fibre. Pertanto, in ragione della presunzione legale di origine, il lavoratore deve dimostrare unicamente l’eventuale l’infermità e la presenza di amianto sul luogo di lavoro. In buona sostanza si può dire che l’INAIL debba sempre riconoscere ed indennizzare queste patologie, a meno che ne dimostri l’esclusiva origine extraprofessionale (Cass., Sez. Lav., n. 23653/2016).

    A ciò consegue l’erogazione da parte dell’ente assicuratore di:

    • una rendita mensile vitalizia qualora il danno biologico comporti un’invalidità di grado superiore al 16%;
    • l’indennizzo per il danno biologico, purchè di grado compreso tra il 6% e il 15%;
    • Prepensionamento ai sensi dell’art. 13 co. 7 della L. 257/1992 grazie al prolungamento dell’anzianità contributiva del 50% del periodo di esposizione, utile anche all’aumento dei ratei pensionistici. Questo anche qualora la malattia non sia ancora stata diagnosticata ma vi sia stata esposizione, ex art. 13 co. 8 L. 257/1992.
    • Pensionamento immediato quando le maggiorazioni contributive non siano sufficienti alla maturazione della pensione. Ciò, salva l’anzianità contributiva di almeno 5 anni e il riconoscimento da parte dell’INAIL di una patologia asbesto-correlata di origine professionale.

    Tali prestazioni sono, poi, reversibili al coniuge superstite e ai figli, qualora il lavoratore sia deceduto.

    Al soggetto che presenti un’invalidità di grado superiore al 16 % in conseguenza al mesotelioma pericardico, spetta, inoltre, l’ulteriore accredito del Fondo Vittime Amianto.

    I dipendenti pubblici e il mesotelioma pericardico

    In riferimento ai soggetti appartenenti al comparto pubblico, affetti da mesotelioma pericardico, il riconoscimento della malattia professionale avviene tramite il riconoscimento della causa di servizio/vittima del dovere.

    Le prestazioni scaturenti dalla Causa di servizio sono:

    • L’equo indennizzo, se dall’infermità o lesione è derivata un’invalidità riconducibile ad una delle categorie di cui alle tabelle A o B allegate al DPR 834/1991;La retribuzione integrale dei periodi di malattia causati dall’infermità o dalla lesione riconosciuta;
    • L’aumento dello scatto stipendiale per invalidità di servizio per una sola volta e pari all’1,25% o al 2,50% a seconda della classificazione delle infermità;
    • Il prepensionamento grazie alla maggiorazione dell’anzianità di servizio ai fini pensionistici, per i soggetti con invalidità ascrivibile ad una delle prime 4 categorie della Tabella A allegata al DPR n. 834/1981.

    Alle vittime del dovere e ai soggetti equiparati, spettano, in aggiunta:

    • una elargizione speciale pari a € 2.000,00 per ogni punto percentuale di invalidità sino al massimo di €200.000,00. Qualora sia intervenuto il decesso, la somma, viene erogata nei confronti dei familiari superstiti ai sensi del DPR 243/2006;
    • uno speciale assegno vitalizio, non reversibile,  pari a €1.033,00 mensili, per un’ invalidità non inferiore al 25%, o ai familiari superstiti. Questo si aggiunge all’assegno vitalizio di € 258,23 al mese ex art. 4 co.1 DPR 243/2006;
    • Il beneficio della cancellazione dell’Irpef sulle pensioni dirette e indirette di natura privilegiata conseguenti al riconoscimento.

    In caso di decesso della vittima del dovere, ai superstiti che abbiano diritto alla reversibilità, spettano anche due annualità di tale trattamento. Queste sono comprensive anche della 13^ mensilità, ma soggiacciono alla condizione che l’invalidità fosse superiore al 25%.

    Il risarcimento dei danni alla vittima e ai familiari

    I lavoratori affetti da mesotelioma pericardico e i loro familiari in caso di decesso, hanno sempre diritto anche all’integrale risarcimento dei danni subiti. Le prestazioni Inail infatti mirano a rifondere il lavoratore in relazione al danno biologico che ne causi una diminuzione della capacità lavorativa del soggetto.

    Tuttavia, il mesotelioma del pericardio provoca ulteriori danni patrimoniali e non patrimoniali. Ne deriva il diritto al risarcimento dei danni differenziali subiti dalla vittima, ossia la differenza di quanto erogato dall’Inail a titolo di indennizzo per il danno biologico e il danno patrimoniale. In particolare, possono essere oggetto di risarcimento:

    • Il danno biologico dato dalla lesione all’integrità psicofisica del lavoratore;
    • danno morale scaturente dalla sofferenza fisica e psichica;
    • il danno esistenziale legato al peggioramento delle qualità di vita;
    • Il danno patrimoniale per le diminuite capacità di lavoro;

    Posto il principio di integrale risarcibilità del danno, la relativa domanda va rivolta al datore di lavoro, che risponde ex art. 2087 c.c.. Le ulteriori somme dovute  subiranno, poi, lo scomputo per poste omegenee dell’indennizzo.

    Così, in caso di decesso, le somme spettanti al lavoratore, devono essere liquidate in favore dei suoi familiari,eredi, legittimi o testamentari.

    Tali soggetti, infatti, hanno diritto al risarcimento sia per i danni sofferti direttamente dalla vittima (iure hereditatis), sia per i danni sofferti per la perdita del loro congiunto (iure proprio).

    Mesotelioma pericardico: assistenza medica e responsabilità medica

    L’ONA offre assistenza legale gratuita per tutelare i diritti delle vittime rispetto al rischio amianto e all’esposizione ad altre sostanze cancerogene che possono causare il cancro del mesotelio pericardico. Accompagna le vittime in tutte le fasi dell’iter legale per ottenere il risarcimento dei danni, la rendita INAIL, le prestazioni del Fondo Vittime Amianto e il riconoscimento di tutti i diritti e benefici previsti dalla legge.

    Offre anche assistenza medica gratuita per ottenere una diagnosi precoce e la sorveglianza sanitaria. Tutela legalmente le vittime di malasanità assicurando la responsabilità medica. Nei documenti del consenso di Helsinki sono stabiliti i criteri per la diagnosi e lo studio del mesotelioma pericardico di cui i medici devono tenere conto. Qui trovate tutte le informazioni utili sull’assistenza medica gratuita e sull’assistenza legale gratuita di ONA.