Dabrafenib Tafinlar: farmaco per cura del tumore al polmone

Dabrafenib Tafinlar è un farmaco per cura del tumore al polmone, somministrato durante la chemioterapia. Il tumore ai polmoni è una neoplasia che colpisce i bronchi, i bronchioli e gli alveoli polmonari. Le cellule in queste sedi crescono in maniera incontrollata, fino a provocare metastasi, anche in altre parti dell’organismo.

Ogni anno circa 70.000 decessi sono causati dal tumore polmonare, dovuto esclusivamente alle esposizioni a polveri e fibre di amianto. Questo fenomeno è confermato dallo IARC, nella monografia “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

L’assunzione di farmaci antitumorali durante la chemioterapia interferisce con la riproduzione delle cellule tumorali. Infatti questa tipologia di cellule si replica molto più velocemente rispetto a quelle normali. Perciò farmaci, come il Dabrafenib, hanno lo scopo di eliminare le cellule tumorali mentre si stanno dividendo. Ciò li rende particolarmente efficaci contro i tumori più aggressivi, che crescono e si diffondono più rapidamente.

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano tutte le vittime di tumore polmonare o di altre malattie asbesto correlate. Per combattere la malattia in maniera efficace bisogna, infatti, avviare una diagnosi precoce e ricorrere a terapie tempestive. Grazie all’azione dell’ONA, i pazienti possono richiedere l’assistenza medica e legale, anche in caso si sia vittima del dovere o della malasanità.

 

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Dabrafenib Tafinlar, chemioterapia tumore polmone

Dabrafenib è un farmaco inibitore di BRAF.  Esso agisce bloccando l’attività di BRAF e riducendo, così, la crescita e la proliferazione del tumore polmonare. Solitamente questo farmaco viene somministrato in combinazione al Trametinib.

Dabrafenib viene assunto per via orale. La dose è di 150 mg due volte al giorno. Però le compresse in commercio sono da 75 mg. Per questo motivo devono essere assunte 2 compresse al mattino e 2 compresse alla sera, a distanza di 12 ore. Inoltre le compresse devono essere ingerite lontano dai pasti, quindi un’ora prima di mangiare o due ore dopo il pasto. È importante che le capsule di Dabrafenib Tafinlar siano deglutite intere con l’acqua, senza essere frantumate.

Nel caso in cui, successivamente all’assunzione del farmaco, si rigetti, si raccomanda di non assumere la seconda dose quotidiana.

Altri farmaci utilizzati in chemioterapia sono Alectinib, Atezolizumab, Brigatinib, Carboplatino, Ceritinib, Cisplatino, Crizotinib, Durvalumab, Etoposide, Gemcitabina, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Pemetrexed, Taxolo, Taxotere, Vinorelbina.

Chemioterapia e i tipi di tumore polmonare

I tumori del polmone si distinguono in due tipologie principali:

  • Adenocarcinoma o carcinoma non a piccole cellule (NSCLC), che è la neoplasia polmonare più frequente (70% dei casi);
  • Microcitoma o carcinoma a piccole cellule (SCLC), il quale ha un’incidenza minore (20% dei casi), ma ha un’aggressività maggiore e di conseguenza è più veloce la sua diffusione.

Inoltre, se l’origine del tumore è ai polmoni, si parla di carcinoma polmonare primario, mentre, in tutti gli altri casi, il tumore è secondario.

La chemioterapia trova impiego nel trattamento del carcinoma polmonare sia non a piccole cellule sia a piccole cellule. Tuttavia è solitamente utilizzata per trattare i pazienti con microcitoma. Si opta per questo approccio poiché il carcinoma polmonare a piccole cellule è una forma tumorale aggressiva e spesso si è già diffuso in altre sedi al momento della diagnosi.

La chemioterapia può prolungare la sopravvivenza nei soggetti che presentano questa patologia anche in stadio avanzato. Senza trattamento, la sopravvivenza media è soltanto di 6-12 settimane. Invece, in caso di soggetti con carcinoma polmonare non a piccole cellule e metastasi, la sopravvivenza aumenta a 9 mesi se sottoposti alla chemioterapia.

 

Assistenza medica e tutela legale

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    Dabrafenib effetti collaterali chemioterapia tumore polmone

    I pazienti che assumono Dabrafenib possono registrare determinati effetti indesiderati. Tra quelli molto comuni ci sono rash cutaneo e febbre, che, se dovesse essere al di sopra di 38° C, comporterebbe la sospensione temporanea del trattamento e dovrà essere assunto un antipiretico.

    Invece tra gli effetti collaterali non comuni ci sono: insufficienza renale, tossicità epatica, riduzione dei globuli bianchi, polmonite, pancreatite e diarrea. Inoltre si può verificare la compromissione della vista, che include reazioni oftalmologiche e uveite, iridociclite e irite. Infine si può presentare la riduzione della frazione di eiezione cardiaca e il carcinoma cutaneo a cellule squamose. Tuttavia, riguardo quest’ultimo, oggi è un effetto collaterale non frequente grazie alla somministrazione concomitante del Trametinib, che appunto riduce questo rischio.

    Si raccomanda alle donne di non iniziare una gravidanza e agli uomini di astenersi dal generare figli, durante il trattamento con Dabrafenib. Infatti l’assunzione di questo farmaco chemioterapico potrebbe provocare danni al bambino. Per questo motivo è consigliabile l’utilizzo di un metodo contraccettivo valido per tutta la durata del trattamento e per almeno 90 giorni dopo il completamento della terapia. I contraccettivi orali potrebbero non essere efficaci se assunti contemporaneamente al Dabrafenib.

    Effetti di altri medicinali insieme al Dabrafenib Tafinlar

    Dabrafenib è un substrato di CYP2C8 e CYP3A4. Per questo motivo, quando possibile, il paziente deve evitare di assumere i potenti induttori di questi enzimi. Dabrafenib è un induttore di enzimi metabolizzanti e può, quindi, portare ad una perdita di efficacia di molti medicinali comunemente usati.

    Perciò si sconsiglia l’uso concomitante dei farmaci:

    • fenitoina, carbamazepina o fenobarbital (usati per contrastare crisi epilettiche o convulsioni);
    • ketoconazolo, ritonavir, saquinavir, telitromicina, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo e nefa-zodone (utilizzati nella cura di alcune infezioni virali e fungine);
    • rifabutina o rifampicina (somministrati per il trattamento della tubercolosi);
    • erba di San Giovanni o Hypericum perforatum  (usato per il trattamento della depressione);
    • warfarin (utilizzati in caso di coaguli di sangue);
    • alfentanil, fentanil e altri antidolorifici adoperati durante le operazioni;
    • rosuvastatina (somministrata allo scopo di abbassare il livello di colesterolo).

    Assistenza medica e legale per vittime di tumore polmonare

    L’ONA offre assistenza medica gratuita per ottenere una diagnosi precoce e la sorveglianza sanitaria. Inoltre, grazie ad un pool di avvocati, diretti dall’Avv. Bonanni, è possibile ricevere assistenza legale gratuita, al fine di tutelare tutti i diritti delle vittime di patologie asbesto correlate, come il tumore al polmone.

    Coloro che ne fanno richiesta sono guidati nelle varie fasi legali per raggiungere il riconoscimento di tutti i benefici previsti dalla legge, tra cui il risarcimento dei danni.