Tumore alle ovaie: sintomi, diagnosi e terapia

Il tumore alle ovaie, colpisce le ovaie, due organi di circa tre centimetri di diametro posizionati ai lati dell’utero e connessi ad esso attraverso le tube. Le ovaie producono ormoni sessuali femminili e ovociti e ogni mese (nel periodo fertile della donna e quando non in stato di gravidanza) producono un ovocita che si muove verso l’utero per essere fecondato.

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Il tumore alle ovaie

Il tumore alle ovaie (cancro alle ovaie o carcinoma ovarico) è la seconda forma più comune di tumore ginecologico ed il sesto cancro femminile più diffuso nei Paesi Sviluppati. Come in tutte le neoplasie si tratta di una massa anomala di cellule che hanno la capacità di crescere molto velocemente e in modo incontrollato e di diffondersi altrettanto velocemente nei tessuti circostanti e nel resto dell’organismo. I tumori ovarici benigni al contrario di quelli maligni che possono metastatizzare in diversi distretti corporei, non provocano metastasi e non hanno la capacità di diffondersi nel resto dell’organismo. Il più delle volte la neoplasia maligna si forma a livello delle cellule epiteliali e solo raramente a livello delle cellule germinali, ovvero a livello delle cellule che producono gli ovuli.

Classificazione dei tumori alle ovaie

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha distinto il tumore alle ovaie in primitivo (che si sviluppa nell’ovaio) e secondario (che si sviluppa in un altro punto del corpo e giunge nell’ovaio).

Il tumore ovaie si distingue in tre varianti a seconda delle cellule ovariche colpite:

  • Tumori epiteliali (derivanti da un malfunzionamento dell’epitelio, il tessuto che riveste l’ovaio).
  • Tumori stromali (che originano in un altro tessuto dell’ovaio).
  • Tumori germinali (provenienti dalle cellule che originano gli ovuli).

 

Una recente classificazione, detta di Kurman, distingue il carcinoma ovarico in due gruppi, definiti tipo I e II, in base alla natura delle cellule che interessano. I tumori di tipo I insorgono da cellule ben differenziate, come i tumori borderline (cioè di confine tra malignità e benignità) e sono correlati con un certo tipo di mutazioni a carico di specifici geni (tra cui KRAS, BRAF, PTEN e beta-catenina). I tumori di tipo II sono spesso piuttosto aggressivi e insorgono direttamente dal tessuto epiteliale dell’organo, senza passare da una fase precancerosa. Questi tumori sono molto instabili dal punto di vista genetico e mostrano mutazioni del gene P53.

Il cancro alle ovaie può provocare tumori secondari di diversa localizzazione e soprattutto metastasi al fegato, ai linfonodi ed ai polmoni.

Sintomi del tumore alle ovaie

I sintomi del tumore ovaie iniziali non sono evidenti. Nelle forme più avanzate, i sintomi del tumore alle ovaie sono:

  • Gonfiore addominale (persistente oppure intermittente) necessità di urinare spesso.
  • Dolore addominale, pelvico, alla schiena o alle gambe senso di pressione.
  • Addome gonfio o ingrossato.
  • Nausea.
  • Indigestione.
  • Presenza di gas intestinale.
  • Costipazione o diarrea.
  • Dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali).
  • Sensazione di stanchezza.

Quali sono i sintomi meno comuni?

Andiamo a scoprire quali sono i sintomi meno comuni del tumore alle ovaie.

  • Inappetenza.
  • Perdite ematiche vaginali (ciclo mestruale abbondante, irregolare, o sanguinamento dopo la menopausa).
  • Variazioni delle abitudini intestinali.
  • Dispnea (difficoltà a respirare).

 

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Tumore alle ovaie

Le cause del tumore alle ovaie: fattori di rischio

Le cause del tumore alle ovaie sono diverse.

Tra i fattori di rischio per il cancro dell’ovaio c’è l’età: la maggior parte dei casi viene identificata dopo l’ingresso in menopausa, tra i 50 e i 69 anni.

Secondo una stima del National Cancer Institute, una percentuale tra il 7 e il 10% di tutti i casi di tumore dell’ovaio è il risultato di un’alterazione genetica ereditaria. In questi casi il cancro dell’ovaio può verificarsi in un’età più giovanile.

In famiglie con molti casi di tumore dell’ovaio o di carcinoma della mammella è utile e consigliato rivolgersi a un centro specializzato in consulenza genetica presso un istituto oncologico di rilievo nazionale. Ricordiamo comunque che non vi è alcuna certezza che il tumore si sviluppi in tutte le donne imparentate o che il ripetersi di un determinato tipo di tumore in famiglia non sia legato all’esposizione ad altri fattori di rischio che esulano da quello genetico.

Altri fattori di rischio sono la lunghezza del periodo ovulatorio e il non aver avuto figli. L’aver avuto più figli, l’allattamento al seno e l’uso a lungo termine di contraccettivi estroprogestinici diminuiscono il rischio d’insorgenza del tumore dell’ovaio.

L’esposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri agenti tossici, patogeni e cancerogeni è in grado di provocare non solo il cancro alle ovaie ma anche altri tipi di tumore ginecologico in seguito all’esposizione a polveri di asbesto per motivi professionali o ambientali. Qui trovate tutte le malattie amianto correlate.

La monografia sull’asbesto dello IARC

Lo IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che fa parte dell’ONU) nell’ultima sua monografia sull’asbesto, ha riconosciuto che lamianto è agente eziologico in grado di provocare il cancro alle ovaie (2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C), ha precisato, a pag. 294: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

Già a partire dal 1982 diversi studiosi (Wignall and Fox e Acheson et al., e poi Newhouse et al. nel 1985 e nel 2009 Reid et al.) hanno dimostrato che l’amianto (e in parte il talco) è un importante agente eziologico per l’insorgenza del cancro ovarico. L’incremento di casi di tumori alle ovaie è stato riscontrato in donne indennizzate per asbestosi (Germani et al., 1999) e nel settore tessile dell’asbesto (Pira et al., 2005), nella produzione del cemento (Magnani et al., 2008), e nel settore tipografico.

Le alterazioni dei geni Brca 1 e Brca 2 di origine ereditaria possono causare una predisposizione allo sviluppo del cancro ovarico 39/46% di probabilità in caso di mutazione del gene Brca 1, 10/27% nel caso di mutazione del gene Brca 2. In questo caso è fondamentale sottoporsi a sorveglianza sanitaria periodica.

Le alterazioni del sistema endocrino possono portare a un maggiore rischio di contrarre il tumore alle ovaie.

Cancro alle ovaie: fattori di protezione

La gravidanza sembra essere un fattore protettivo del cancro delle ovaie proprio per la riduzione del numero di ovulazioni. È stato dimostrato che anche l’allattamento prolungato ha un effetto protettivo dal tumore alle ovaie.

Alcuni studi hanno mostrato una maggiore incidenza di cancro all’ovaio nelle donne soggette a menarca precoce o menopausa tardiva e una correlazione tra endometriosi e tumore all’ovaio.

L’assunzione prolungata della pillola anticoncezionale è stata associata a un minore rischio di contrarre il cancro alle ovaie.

In caso di diagnosi precoce, l’indice di sopravvivenza sale all’85%. Negli stadi avanzati, scende al 25%. Per questo è importante la diagnosi nella fase iniziale, e quindi la sorveglianza sanitaria per le donne che hanno lavorato in situazioni di esposizione ad amianto.

Diagnosi del cancro alle ovaie

La diagnosi del cancro alle ovaie è possibile attraverso:

  • Esame pelvico o visita ginecologica e palpazione dell’addome: il medico tiene in considerazione anche l’età della paziente, le dimensioni e la consistenza delle ovaie. In età fertile l’ovaio normale è di consistenza solida e misura 3,5 cm, mentre in menopausa diminuisce a 2 cm e in menopausa tardiva meno di 2 cm. La misura dell’ovaio è quindi un primo segno di una possibile neoplasia.
  • Ecografia transaddominale o transvaginale, spesso in combinazione con dosaggio di CA 125
  • Controllo dei marcatori tumorali (CA125, CA19.9, HE4, CE15.3 e CEA) attraverso un prelievo del sangue in caso di quadro ecografico sospetto
  • TC addome e risonanza magnetica. Questi esami sono effettuati per verificare la diffusione del cancro e la presenza di eventuali metastasi

È importante valutare se il cancro ovarico è circoscritto o se si è già diffuso nella zona pelvica e oltre. A tal fine vengono eseguite una gastroscopia e una colonscopia per escludere una primitività da parte dell’apparato gastrointestinale.

I diversi stadi del carcinoma ovarico

  • I: limitato alle ovaie
  • II: su una o entrambe le ovaie ed esteso anche agli organi pelvici
  • III: su una o entrambe le ovaie, esteso agli organi pelvici e/o con metastasi ai linfonodi adiacenti
  • IV: presenza di metastasi anche a distanza dalla zona delle ovaie (spesso fegato e polmoni)

Una diagnosi precoce permette cure tempestive e più efficaci e, di conseguenza, maggiori chance di guarigione e sopravvivenza al carcinoma ovarico.

In ogni caso è consigliabile un’indagine di screening (cioè, in assenza di sintomi) in caso di famigliarità con il cancro alle ovaie ogni sei mesi a partire dall’età di 30-35 anni.

Cura e terapia del tumore alle ovaie

Qual è la cura e quali sono le terapie di elezione in caso di tumore alle ovaie?

  • Chirurgia

Le vittime di cancro ovarico possono essere sottoposte a intervento chirurgico. L’entità dell’intervento varia a seconda dello stadio della malattia e, seppur demolitivo, non sempre dà la certezza che il tumore alle ovaie non si ripresenti.

L’isterectomia totale consiste nell’asportazione dell’utero e della cervice. Se il chirurgo esegue una lunga incisione nell’addome, si parla di isterectomia addominale. Se l’incisione addominale è piccola e l’intervento si esegue introducendo attraverso questa breccia uno strumento che prende il nome di laparoscopio, si parla di isterectomia laparoscopica.

L’Annessiectomia unilaterale è l’intervento di asportazione di un ovaio e di una tuba di Falloppio.

L’Annessiectomia bilaterale è l’intervento di asportazione di entrambe le ovaie e tube di Falloppio.

L’omentectomia consiste nell’asportazione dell’omento (una parte del tessuto che riveste la cavità addominale).

Dopo l’intervento chirurgico, per la cura cancro alle ovaie, si consiglia la chemioterapia secondo schemi a base di paclitaxel e carboplatino con l’aggiunta di Bevacizumab e/o altri farmaci per le recidive.

  • Chemioterapia

La chemioterapia si somministra iniettando i farmaci direttamente in vena nel corso di sedute di trattamento della durata normalmente di alcune ore e, in alcuni casi, di qualche giorno. Di solito si esegue in day hospital o in regime ambulatoriale, anche se in alcuni casi è necessaria una breve degenza. Segue un periodo di riposo di alcune settimane per consentire all’organismo di riprendersi dagli eventuali effetti collaterali. La seduta di trattamento e il periodo di riposo costituiscono un ciclo di chemioterapia. Il numero di cicli di trattamento dipende dallo schema utilizzato, ma anche dal tipo di tumore ovarico e dalla sua risposta ai farmaci.

La chemioterapia intraperitoneale, in cui i farmaci sono iniettati direttamente nella cavità addominale, contribuisce a migliorare la sopravvivenza in un numero modesto di casi, ma può anche causare alcuni effetti collaterali spiacevoli. Per questo motivo è ancora in fase sperimentale.

  • Radioterapia

La radioterapia non viene quasi mai impiegata nella terapia del carcinoma ovarico se non a scopo palliativo per alcune sedi metastatiche.

Sono in corsi studi su altri farmaci biologici per la terapia del tumore alle ovaie in fase avanzata: tra queste gli inibitori di PARP che agiscono sui sistemi di riparazione del DNA e gli immunoterapici.

Epidemiologia e diffusione

Come riportato nella pubblicazione “I numeri del cancro in Italia”, redatto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dall’Associazione Italiana Registro Tumori (Airtum), ogni anno si registrano 4.900 casi di tumore alle ovaie in Italia e sono circa 30.000 le donne attualmente in trattamento. Il cancro alle ovaie rappresenta circa il 30% dei tumori maligni dell’apparato genitale femminile. Si stima che in Italia siano almeno 40.000 le donne affette da tumore alle ovaie, con un indice di sopravvivenza del 45%. Qui trovate i dati dello IARC sulla diffusione del cancro alle ovaie nel mondo.

Il tipo di tumore alle ovaie più diffuso è quello epiteliale. Può presentarsi in forma benigna o maligna e rappresenta il 50% delle neoplasie che colpiscono l’ovaio, con maggiore incidenza in donne tra i 55 e i 65 anni.

I tumori stromali sono più rari (4% dei tumori maligni), così come i tumori germinali (5%). I tumori germinali si manifestano soprattutto in giovane età (il disgerminoma ovarico colpisce quasi sempre bambine o adolescenti).

Prevenzione e screning

Non esistono, al momento, programmi di screening scientificamente affidabili per la prevenzione del tumore dell’ovaio.

Ciononostante alcuni studi hanno dimostrato che una visita annuale dal ginecologo che esegue la palpazione bimanuale dell’ovaio e l’ecografia transvaginale di controllo possono facilitare una diagnosi precoce.

Alcuni studi hanno tentato di utilizzare per un programma di screening sulla popolazione sana un marcatore presente nel sangue, il CA 125 che non risulta però affidabile, perché troppo poco specifico. Questo marcatore è invece molto utile per monitorare l’eventuale ripresa della malattia in persone già curate per un tumore ovarico e monitorare le possibili recidive.

In tutti i casi di esposizione ad amianto e sostanze cancerogene è di fondamentale importanza la sorveglianza sanitaria, con semestrale visita ginecologica.

Tumore alle ovaie: assistenza medica e responsabilità medica

Per ottenere assistenza medica e/o legale basta chiamare il numero verde 800-034294, rivolgersi allo sportello amianto oppure compilare il form che trovate qui sotto.

La diagnosi precoce del cancro ovarico è fondamentale per ottenere le migliori e più tempestive cure e terapie e, di conseguenza, avere maggiori possibilità di guarigione a migliori condizioni e con più lunghi periodi di sopravvivenza.

L’ONA offre assistenza medica gratuita alle vittime di tumore alle ovaie. La diagnosi è necessaria per ottenere l’indennizzo INAIL, provare l’esposizione ad amianto ed ottenere maggiorazioni contributive, e risarcimento danni. L’ONA, e l’Avv. Ezio Bonanni offrono assistenza legale gratuita per la tutela dei diritti delle vittime di cancro alle ovaie: indennizzo INAIL, certificato di esposizione amianto, prepensionamento e risarcimento danni e tutela legale nei casi di malasanità.