Confinamento amianto: cos’è, costi, vantaggi e svantaggi

Il confinamento amianto è una delle tecniche di bonifica attuabili per ridurre il rischio di esposizione alle pericolosissime fibre di asbesto. Esse provocano infatti gravissimi danni alla salute, che sono troppo spesso fatali.

In questa guida scopriamo tutto sulla tecnica di confinamento amianto: cos’è, come funziona, costi e incentivi, vantaggi e svantaggi e perché è importante bonificare i materiali di amianto. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni, suo Presidente, da decenni combattono in prima linea per promuovere la bonifica dei siti contaminati da amianto, che in Italia sono ancora troppi.

L’app amianto, sviluppata da ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è un importante strumento per la mappatura dei siti contaminati nel nostro paese e offre un valido supporto alla prevenzione primaria

 

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Confinamento amianto: cos’è?

Il confinamento amianto consiste nell’installazione di una barriera a tenuta o di una sovra copertura con lastre isolanti, che separano i materiali contenenti amianto dalle aree fruibili di un edificio. Questa tecnica deve seguire quella dell’incapsulamento. L’incapsulamento permette infatti di ricoprire i materiali di amianto con una pellicola penetrante e impermeabile che non permette il rilascio delle fibre killer. Senza che avvenga il preventivo incapsulamento, con il confinamento l’amianto continuerebbe a rilasciare le sue fibre tossiche all’interno del confinamento.

La normativa di riferimento è quella relativa al D.M. 06/09/1994 e al D.M. 20/08/1999. Secondo quest’ultima, il confinamento è necessario quando l’area contaminata è a rischio di dispersione di fibre, le quali costituiscono una potenziale fonte di inquinamento ambientale.

In genere lo si applica in presenza di aree circoscritte. Così come gli altri interventi di bonifica richiede delle specifiche attività di controllo e manutenzione successive; ciò allo scopo di verificare che non ci sia dispersione di amianto nell’ambiente circostante. Il proprietario deve anche nominare un Responsabile che ne verifichi la realizzazione.

Confinamento amianto: perché è importante bonificare?

Le fibre dei minerali di amianto si disperdono facilmente nell’ambiente e vengono, altrettanto facilmente, inalate. Sono responsabili di gravi processi infiammatori che possono evolvere in malattie ancora più gravi e spesso fatali. 

Questo meccanismo è descritto da Linton, van Zandwijk, Reid, Clarke, Cao, Kao (Inflammation in malignant mesothelioma – friend or foe?. Ann Cardiothorac Surg. 2012;1(4):516–522).

L’OMS chiarisce la pericolosità di tutti i tipi di amianto:

“All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

L’amianto è pericoloso anche a basse dosi

La Corte di Cassazione, IV Sez. Penale, n. 45935/2019, ha chiarito che l’infiammazione è il terreno fertile per la degenerazione neoplastica. Specialmente per quanto riguarda l’insorgenza del mesotelioma e di altre malattie tumorali, anche le esposizioni a basse dosi sono dannose e rischiose.

Approfondisci su: Report Consensus di Helsinki

Che patologie provoca?

Le patologie asbesto correlate sono infiammazioni gravi (come asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici), tumori (tumore del polmone e della laringe, ma anche della faringe e della trachea, cancro alle ovaie, cancro all’esofago e al colon retto) e mesoteliomi (peritoneale, pleurico, il più diffuso, della tunica vaginale del testicolo e pericardico).

Sulle monografie dello IARC è approfondita la relazione tra malattie asbesto correlate e minerali di amianto.

Per altri approfondimenti >> VI Rapporto RENAM sui mesoteliomi e i risultati della Commissione d’Inchiesta uranio impoverito e amianto e altri rischi.

 

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    Confinamento amianto: la procedura 

    Prima di procedere alla bonifica, è necessario verificare le condizioni della copertura di amianto sulla quale si deve intervenire: nel caso di amianto compatto (come nel caso dell’Eternit) che non si sgretola e non rilascia particelle tossiche nell’aria, è possibile smantellarlo dal luogo in cui è installato; se si tratta di amianto friabile, invece, si procede prima con l’incapsulamento e poi, eventualmente, con il confinamento.

    In questo caso, quindi, si va ad installare una barriera che separi i materiali contenenti amianto dalle aree occupate dell’edificio. Per fare ciò viene installata una nuova copertura di lastre isolanti al fine di proteggere le zone della struttura dal rilascio delle fibre.

    Prima di tale operazione, però, è obbligatoria la presentazione alla ASL di un piano di controllo e manutenzione; a questi si aggiungono anche un’analisi del prodotto, l’allestimento delle opere di sicurezza e la fornitura e posa del nuovo materiale.

    Confinamento amianto: vantaggi e svantaggi

    La bonifica amianto tramite confinamento di una copertura Eternit è vantaggiosa per almeno 4 motivi:

    1. non dovendo ricorrere a materiali sostitutivi, il costo è nettamente inferiore rispetto alle altre procedure possibile;
    2. non produce rifiuti tossici e pericolosi da dover smaltire;
    3. riduce il rilascio delle fibre nocive e cancerogene delle lastre di eternit;
    4. garantisce un alto livello di resistenza a scosse, sollecitazioni o urti.

    Tra gli svantaggi:

    1. è necessario verificare se la struttura da bonificare può sopportare il carico della nuova copertura;
    2. la barriera di contenimento deve restare in buono stato, grazie a un costante programma di controllo e manutenzione;
    3. se non preceduto da fissaggio dei materiali tramite incapsulante, durante l’intervento vi è un rilascio di fibre a secco;
    4. potrebbe essere necessario rimuovere l’amianto ancora presente in un secondo momento, attraverso la tecnica della rimozione e il conferimento dei rifiuti speciali in discarica.

    Bonus bonifica amianto: detrazione del 50%

    Negli ultimi anni lo Stato è intervenuto con diversi incentivi e stanziando fondi per favorire gli interventi di bonifica amianto, come gli incentivi rimozione amianto.

    Per avere accesso a questi incentivi è importante che l’intervento sia svolto da personale esperto, nel rispetto della normativa vigente in merito alla bonifica amianto.

    Il bonus amianto è stato creato nel 2016 con decreto del Ministero dell’Ambiente. Gli incentivi bonifica amianto consentono a chiunque sia titolare di un reddito d’impresa di avere un credito d’imposta del 50% per tutti gli interventi di bonifica e smaltimento amianto su edifici presenti nel territorio italiano.

    La legge di Bilancio 2021 n.178 del 30 dicembre 2020 prevede la proroga al 31 dicembre 2021 della detrazione al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, indicati dall’articolo 16-bis del TUIR. Il massimo che si può detrarre sono 96.000 euro.

    Superbonus 110%

    Il superbonus al 110% è valido invece per gli interventi di efficientamento energetico e antisismici. La Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria ha approvato la Relazione sull’applicazione delle misure fiscali per la riqualificazione energetica e sismica. Ma, grazie alla proposta presentata dall’ONA, c’è la possibilità di estendere il superbonus anche alle spese relative a rimozione e smaltimento dell’amianto.

    Assistenza tecnica amianto: bonifica dei siti contaminati

    L’assistenza tecnica ONA costituisce da anni un supporto fondamentale nel processo di bonifica dei siti contaminati da amianto o altri cancerogeni. La consulenza e l’assistenza tecnica sono essenziali per determinare la tecnica di bonifica più adatta al sito e per svolgere correttamente tutta la procedura di bonifica.

    La consulenza ONA è utile anche per presentare la documentazione necessaria per avere accesso agli incentivi e al superbonus 110%.