Mesotelioma pleurico: esposizione ad amianto, trattamento e cura

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Il mesotelioma pleurico è una neoplasia che colpisce il mesotelio pleurico, ovvero la membrana sierosa che riveste i nostri polmoni. L’unica causa di questo cancro della pleura è costituita dall’esposizione a fibre di amianto, anche detto asbesto. Dal mesotelio possono nascere anche tumori benigni (tumori adenomatoidi, mesotelioma cistico benigno ecc…) che in genere vengono rimossi chirurgicamente e non richiedono ulteriori trattamenti. Il mesotelioma pleurico è un tumore maligno. Il cancro del mesotelio della pleura si diffonde nei tessuti limitrofi, e porta alla morte per asfissia.

 

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Il Mesotelioma pleurico

Il mesotelioma pleurico origina dal mesotelio, la sottile membrana che riveste e protegge i polmoni. Il mesotelio è costituito da due strati, uno che circonda il polmone (pleura viscerale) e l’altro che forma un rivestimento “a sacco” intorno ad esso (pleura parietale) all’interno della cassa toracica. Tra questi due foglietti si raccoglie normalmente una piccola quantità di liquido lubrificante, come un’intercapedine, che consente ai polmoni di espandersi nella gabbia toracica durante i movimenti respiratori, di ispirazione ed espirazione.

Oltre al mesotelioma pleurico esistono altre forme di mesotelioma, più rare, che insorgono nelle membrane sierose di rivestimento di altre strutture del corpo umano. Il mesotelioma pericardico, per esempio nasce dai foglietti che rivestono il cuore ed il mesotelioma peritoneale nasce dai mesoteli che rivestono gli organi addominali.

Tra tutte le forme di mesotelioma maligno quello pleurico è il più frequente, rappresentando da solo circa l’80% di tutti i mesoteliomi.

Qui di seguito abbiamo riportato tutte le tipologie di mesotelioma:

 

Diffusione del mesotelioma pleurico e sopravvivenza 

Questa neoplasia ha un tempo di latenza che può arrivare anche a 50 anni e, purtroppo, è quasi sempre mortale. Il mesotelioma è raro prima dei 50 anni e presenta un picco massimo attorno ai 70 anni. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi si ferma poco al di sotto del 20 per cento nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni e diminuisce progressivamente con l’aumentare dell’età.

Il numero dei casi di mesotelioma pleurico è in lieve crescita tra le donne, probabilmente perché negli ultimi anni era aumentata la quantità di lavoratrici impiegate nella produzione industriale di materiali contenenti asbesto, o amianto, la causa principale di questo tumore.

Nelle diverse regioni italiane si osservano enormi differenze nel numero di casi di mesotelioma, dal momento che questo tumore è associato soprattutto all’esposizione all’amianto.

Mesotelioma pleurico e amianto

La causa del mesotelioma della pleura è l’esposizione alle fibre di asbesto, che attivano quel processo infiammatorio, e quelle mutazioni del DNA, con l’iniziazione e poi la promozione e progressione (latenza preclinica), cui segue l’esplosione della patologia neoplastica.

Lo IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che fa parte dell’ONU), nella monografia sull’amianto (2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C), ha precisato, a pag. 294: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

Qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare il mesotelioma pleurico.

Tra le categorie lavorative considerate più a rischio vi sono gli operai delle piastre metalliche, i costruttori di veicoli e di navi, gli idraulici, gli installatori di impianti a gas, gli elettricisti, gli operai del settore edile. Sono considerate altresì a rischio le persone che vivono a stretto contatto con i lavoratori esposti.

La più alta incidenza del mesotelioma pleurico è conseguenza dell’utilizzo di amianto nell’edilizia, e in particolare con l’eternit, ovvero quell’impasto di cemento/amianto che è all’origine di centinaia di applicazioni delle 3000 totali. Poi c’è il settore di rischio delle Ferrovie dello Stato, e ancora del trasporto marittimo, e delle Forze Armate, in particolare per le unità navali della Marina Militare Italiana. Le unità navali della Marina Militare Italiana sono state, e sono, il focolaio del mesotelioma. Fino al 2015, sono stati registrati 570 casi di mesotelioma tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali. La punta dell’iceberg è stata registrata tra coloro che sono stati imbarcati nella nave Vittorio Veneto (VI Rapporto RENAM, e relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018). Sui Quaderni del Ministero della Salute trovate tutte le info sullo stato dei lavori in Italia nel contrasto delle malattie amianto correlate.

Che cosa è l’amianto?

L’amianto è un minerale presente in natura in diverse tipologie (tra cui il crisotilo). Ha la capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili e facilmente inalabili. Una volta inalate dà il via ad una serie di processi infiammatori che possono evolversi in forme cancerose molto gravi, come i vari tipi di mesotelioma.

L’amianto fu utilizzato in circa 3000 applicazioni, fino all’entrata in vigore dell’art. 1 della L. 257 del 1992, che ne ha vietato, a partire dall’aprile del 1993, l’estrazione, la lavorazione, la produzione e la commercializzazione. L’Italia, poichè fu il secondo produttore e utilizzatore di amianto in Europa, è in piena emergenza, perchè ci sono ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali che contengono la fibra killer, comprese 2.400 scuole e più di 250 ospedali.

Il Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, in data 14.01.2020, ha stanziato 385.000.000 di euro, per la bonifica dall’amianto negli edifici pubblici, in particolare per la rimozione e lo smaltimento nelle scuole e negli ospedali. Ciò è previsto nel ‘Piano di bonifica da amianto’ nel Secondo Addendum al Piano operativo ‘Ambiente’, approvato dal Cipe nel 2016 e adottato con un provvedimento della Direzione generale competente del Ministero dell’Ambiente. 

Altri fattori di rischio per il mesotelioma pleurico

Ci sono altri fattori di rischio del mesotelioma della pleura, che sono però infinitesimali in termini di incidenza epidemiologica, rispetto all’esposizione alle fibre di amianto:

  • un virus della scimmia, SV40, utilizzato nelle vaccinazioni antipolio tra il 1955 e il 1963 (questo virus, da solo, non è sufficiente per generare il mesotelioma pleurico);
  • una sostanza radioattiva, il diossido di torio, utilizzata tra gli anni ’20 e gli anni ’50;
  • le radiazioni a torace e addome (rischio è circoscritto solo agli operatori ospedalieri ed è, dal punto di vista epidemiologico, ininfluente);
  • casi di mesotelioma maligno in famiglia (la presenza di polimorfismi nel DNA cellulare non sono di per se sufficienti a determinare l’insorgenza del mesotelioma pleurico, per il quale è necessaria, sempre e comunque, l’esposizione ad amianto. 

 

Diagnosi del Mesotelioma pleurico

La diagnosi del tumore del mesotelio inizia con la anamnesi (o storia clinica) e prosegue con esami specifici, tra cui:

  • RX torace (mesotelioma RX);
  • TAC (mesotelioma TAC);
  • risonanza magnetica nucleare PET

 

Nel caso dei sintomi di mesotelioma della pleura (versamento pleurico, dolore del torace, tosse, etc.), è necessario rivolgersi al medico curante, e informarlo della pregressa esposizione a polveri e fibre di amainto che è l’agente causale di questa neoplasia. Gli esami diagnostici, e in ultima analisi l’esame immunoistochimico, sono necessari per la diagnosi e la caratterizzazione istologica, e la determinazione dello stadio della neoplasia.

La diagnosi precoce del mesotelioma pleurico è fondamentale per un approccio chirurgico (intervento di estirpazione del cancro), e per la chemioterapia, anche intrapleurica (tecnica della chemioterapia intrapleurica del Prof. Marcello Migliore – Policlinico di Catania). L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, è in prima fila nella ricerca e cura del mesotelioma per la guarigione e per prolungare il periodo di sopravvivenza migliorando la qualità di vita del paziente. L’ONA, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, fornisce il servizio di assistenza medica e tutela legale vittime mesotelioma. Tutti i pazienti, infatti, possono chiedere l’assistenza medica gratuita in caso di mesotelioma pleurico. L’assistenza legale permette alle vittime del mesotelioma di ottenere il riconoscimento come malattia professionale e quindi la rendita INAIL, prepensionamento e risarcimento dei danni.

Per coloro che hanno svolto servizio in particolari condizioni ambientali e operative (militari, etc.) c’è la possibilità di riconoscimento di vittima del dovere. I diritti sono reversibili al coniuge e ai figli, se minorenni o studenti, e il risarcimento del danno è liquidato agli eredi in caso di decesso. 

Sintomi del mesotelioma pleurico

I primi sintomi del mesotelioma sono di natura non specifica, ovvero uguali a quelli causati da altre malattie che colpiscono, ad esempio, l’apparato cardio-respiratorio. La loro aspecificità può portare ad un ritardo nella diagnosi. In generale fiato corto (detto “dispnea”), dolore al petto o al dorso, tosse persistente, perdita di peso ingiustificata sono sintomi comuni.

Nella maggior parte dei casi i sintomi respiratori sono causati da un eccessivo accumulo di liquido nello spazio compreso tra i due foglietti pleurici (versamento) o dall’inspessimento dei foglietti stessi, con compressione dei polmoni, che non riescono così ad espandersi adeguatamente durante la respirazione.

Alcuni pazienti possono addirittura non manifestare alcun disturbo pur presentando la malattia, che invece viene scoperta occasionalmente, eseguendo esami radiologici per altre motivazioni. 

Qui di seguito riportiamo tutti i sintomi più frequenti del mesotelioma pleurico:

  • difficoltà respiratoria;
  • versamento pleurico;
  • dolore toracico;
  • dolore pleurico;
  • tosse;
  • emottisi;
  • stanchezza;
  • febbre.

 

Cosa fare in caso di mesotelioma pleurico

In caso di diagnosi di mesotelioma maligno pleurico, è consigliato rivolgersi a centri specializzati. L’ONA ha istituito il dipartimento, ovvero una struttura con un pull di medici, che fornisce assistenza gratuita a tutti coloro che ne fanno richiesta. 

Sulla base di tutti gli elementi e delle condizioni cliniche del paziente, è indispensabile verificare se per il tipo istologico e la stadiazione, è possibile l’approccio chirurgico. La chirurgia deve essere combinata con la chemioterapia. E’ necessario un approccio multidisciplinare al mesotelioma della pleura.

Il trattamento multimodale del mesotelioma cure sperimentali, elaborato dall’ONA e voluto dall’Avv. Ezio Bonanni, ha permesso di ottenere significativi risultati in termini di cura del mesotelioma della pleura, con casi di guarigione (mesotelioma pleurico guarigione), e, in quasi tutti i casi, con prolungamento del periodo di sopravvivenza (mesotelioma pleurico aspettative di vita).

Trattamenti e cura

Le terapie possibili in caso di diagnosi di mesotelioma sono:

  • Chirurgia

L’approccio chirurgico al tumore del mesotelio o mesotelioma può essere effettuato attraverso: pleurectomia totale (asportazione totale della pleura parietale e viscerale) e pneumectomia extrapleurica (asportazione della pleura in blocco con il polmone, il pericardio e il diaframma).

L’approccio chirurgico è molto complesso e va valutato con attenzione ed esperienza. Presuppone, infatti, sempre dei trattamenti multimodali (chirurgia, radioterapia e chemioterapia), con pleurectomia totale, cioè asportazione totale della pleura (parietale e viscerale) o pneumectomia extrapleurica (EPP, asportazione della pleura in blocco con il polmone, il pericardio e il diaframma).

Il tumore viene considerato resecabile chirurgicamente negli stadi I, II, III. Di norma, ove possibile, in relazione alla diffusione di malattia ed alle condizioni di salute del paziente, si ricorre alla EPP. Tale intervento è molto invalidante ed è gravato da alti tassi di mortalità e da complicanze postoperatorie. Inoltre non garantisce al 100% la guarigione dei pazienti e, nonostante un corretto intervento, rimane comunque alto il rischio che la malattia si ripresenti. Di norma l’opzione chirurgica viene scartata qualora il paziente si presenti in condizioni generali non ottimali, la malattia sia molto estesa (stadio IV) e/o per l’istotipo sarcomatoide. 

  • Radioterapia

La radioterapia consiste in fasci esterni e tecnica volumetrica a modulazione di intensità (IMRT) da effettuare in trattamento trimodale, dopo la chirurgia e la chemioterapia. Nelle forme avanzate la radioterapia ha solo scopo palliativo per le aree nelle quali il paziente avverte dolore.

  • Chemioterapia

La chemioterapia consiste nella somministrazione per infusione endovenosa (EV) di farmaci per ridurre o arrestare la progressione del cancro. In rari casi di efficacia (di riduzione della massa tumorale), favorisce l’approccio chirurgico, in altri casi, si limita soltanto a bloccare la crescita della malattia e favorisce il miglioramento dei mesotelioma pleurico sintomi. Il trattamento di scelta di “prima linea” si esegue con l’associazione di pemetrexed con sali di platino (cisplatino o carboplatino); l’utilizzo del carboplatino permette una migliore tollerabilità, ed è particolarmente indicato nei pazienti più anziani.

Questo trattamento consente nella maggioranza dei pazienti una regressione o la stabilizzazione della malattia per un periodo che mediamente è di poco superiore ai 6 mesi, ma che in alcuni casi può essere più prolungato (nel 15-20% dei casi supera l’anno). Tuttavia la malattia tende a ripresentarsi pressoché nella totalità dei casi, richiedendo pertanto un trattamento cosiddetto di “seconda linea”. Per questa fase della malattia non vi sono opzioni terapeutiche standard. Nei pazienti che hanno avuto una risposta prolungata alla terapia di prima linea con pemetrexed/platino si consiglia un ritrattamento con pemetrexed. Gli altri pazienti possono essere sottoposti a chemioterapia, con un farmaco quale vinorelbina o gemcitabina. In questa fase della malattia esistono inoltre alcuni trattamenti sperimentali, che sono in corso di valutazione. 

 

Mesotelioma pleurico: assistenza medica e responsabilità medica

L’ONA offre assistenza legale gratuita per tutelare i diritti delle vittime rispetto al rischio amianto e all’esposizione ad altre sostanze cancerogene che possono causare il cancro alla laringe. Accompagna le vittime in tutte le fasi dell’iter legale per ottenere il risarcimento dei danni e il riconoscimento di tutti i diritti e benefici previsti dalla legge.

Offre anche assistenza medica gratuita per ottenere una diagnosi precoce e la sorveglianza sanitaria e tutela legalmente le vittime di malasanità assicurando la responsabilità medica. Nei documenti del consenso di Helsinki sono stabiliti i criteri per la diagnosi e lo studio del mesotelioma pleurico di cui i medici devono tenere conto. Qui trovate tutte le informazioni utili sull’assistenza medica gratuita e sull’assistenza legale gratuita di ONA.

Per ottenere assistenza medica e/o legale basta chiamare il numero verde 800 – 034294, rivolgersi allo sportello amianto oppure compilare il form che trovate qui sotto.