Rimozione amianto: procedura, costi e normativa per lo smaltimento

Come funziona la bonifica attraverso la rimozione amianto? In questa guida scopriamo tutto sullo smaltimento dell’amianto, sugli incentivi e bonus per la rimozione dell’amianto e sulla procedura da seguire per lo smantellamento definitivo dei materiali di asbesto.

 

Indice dei contenuti

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Rimozione amianto: cos’è?

La rimozione amianto è la tecnica di bonifica amianto che consiste nello smaltimento dell’amianto in apposita discarica. Tra le tecniche di bonifica dell’amianto è l’unica che permette l’eliminazione dei materiali di amianto. In quanto tale è quella raccomandata da ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni, suo presidente. Questa tecnica di bonifica infatti è l’unica che permette di ridurre il rischio amianto a zero, evitando l’esposizione. 

L’ONA è impegnata da decenni nella lotta all’amianto e in particolare nelle attività di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria). A questo fine ha sviluppato l’app amianto, strumento di segnalazione e quindi mappatura in Italia dei materiali di asbesto. 

Perché smaltire l’amianto?

L’amianto è un minerale, o meglio un insieme di minerali con caratteristiche asbestiformi. Significa che le loro fibre si suddividono longitudinalmente in fibrille via via più piccole che si disperdono nell’ambiente (leggi tutto sui Minerali di amianto). Vengono facilmente inalate e danno avvio a gravi processi infiammatori. Questi attraverso il processo della cancerogenesi possono evolvere in malattie ancora più gravi e spesso fatali. 

Questo meccanismo è descritto da Linton, van Zandwijk, Reid, Clarke, Cao, Kao (Inflammation in malignant mesothelioma – friend or foe?. Ann Cardiothorac Surg. 2012;1(4):516–522).

L’OMS in questo non ha dubbi. Nelle diverse pubblicazioni e/o nelle linee guida dell’OMS, infatti, sono chiare le capacità cancerogene di qualsiasi tipo di amianto:

“All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Pericolosità anche a basse dosi

La Corte di Cassazione, IV Sez. Penale, n. 45935/2019, ha chiarito che l’infiammazione è il terreno fertile per la degenerazione neoplastica. Specialmente per quanto riguarda l’insorgenza del mesotelioma e di altre malattie tumorali, anche le esposizioni a basse dosi sono dannose e rischiose.

Approfondisci su: Report Consensus di Helsinki

Malattie amianto correlate

Tra le patologie asbesto correlate ci sono infiammazioni gravi (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici), tumori del sistema respiratorio (tumore del polmone e della laringe, ma anche della faringe e della trachea) e altri tipi di tumore (cancro alle ovaie, cancro all’esofago e al colon retto).

Tra le malattie amianto correlate la più aggressiva e ad esito spesso infausto è il mesotelioma. Ne esistono diversi tipi: peritoneale, pleurico, il più diffuso, della tunica vaginale del testicolo e pericardico.

Sulle monografie dello IARC è possibile approfondire la relazione tra patologie asbesto correlate e minerali di amianto.

Per approfondimenti >> VI Rapporto RENAM sui mesoteliomi e i risultati della Commissione d’Inchiesta uranio impoverito e amianto e altri rischi.

Bonifica amianto in Italia

In Italia ci sono ancora milioni di tonnellate (circa 40) di amianto in più di un milione di siti e micro siti. Tra di essi abitazioni ed edifici pubblici, scuole ed ospedali. La legge 257/1992 ha vietato l’estrazione e la lavorazione e commercializzazione dell’asbesto, senza un cogente obbligo di bonifica dell’amianto.

Solo l’amianto friabile fu accompagnato dall’obbligo di rimozione. Per quanto riguarda invece l’amianto compatto è stato approvato il protocollo di manutenzione con incapsulamento. Oppure, il confinamento.

Nella pubblicazione Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, l’Avv. Ezio Bonanni ha lanciato l’allarme sui ritardi delle bonifiche amianto e sul proseguimento delle esposizioni. Nella conferenza stampa del 13.10.2020 Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime“, l’ONA ha insistito con il Ministro del Lavoro per la bonifica. Lo stesso appello è stato lanciato al Ministro dell’Ambiente.

Rimozione bonifica amianto: quando?

La rimozione bonifica amianto è una procedura molto delicata. Le procedure rimozione amianto, per svolgersi in tutta sicurezza, devono prevedere l’utilizzo di mano d’opera specializzata e attrezzata con le necessarie protezioni. Così da rimuovere le lastre di amianto senza disperderne le fibre nell’aria. Durante le attività di rimozione può verificarsi infatti l’aero dispersione delle fibre di amianto.

La rimozione di Eternit e/o dei manufatti contenenti asbesto è obbligatoria quando queste versano in una condizione di degrado tale da renderla friabile alla pressione. Nei casi in cui la presenza di asbesto nell’edificio rappresenti un rischio per la salute, ovvero in tutti quei casi in cui vi sia la possibilità di danneggiamenti, anche lievi, alla superficie in amianto, e la possibilità di rilascio delle fibre killer la bonifica non è d’obbligo, ma è l’unico modo per scongiurare danni gravissimi alla salute. 

Rimozione amianto: la procedura

La bonifica inizia con l’incapsulamento dei materiali, allo scopo di impedire la aero dispersione di fibre di asbesto durante le fasi di rimozione e trasporto delle lastre. Essa avviene mediante l’utilizzo di un incapsulante fissativo in dispersione acquosa ad alta penetrazione sull’intera superficie.

Dopo l’incapsulamento, le singole lastre vengono smontate e accatastate in un’area delimitata del cantiere. Nella fase di smontaggio si devono anche aspirare le eventuali polveri causate dalla rimozione di viti o rivetti di fissaggio delle lastre, così come quelle presenti sull’eventuale intelaiatura del tetto.

Le lastre di amianto rimosse vanno poi inviate ad una discarica autorizzata. Al termine dei lavori, si devono rilevare i valori di asbesto presente e, solo se questi risulteranno essere a norma, un incaricato della ASL potrà rilasciare la certificazione di restituibilità dell’area.

 

Assistenza medica e tutela legale ONA

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    Assistenza tecnica rimozione amianto

    Prima di procedere con la bonifica smaltimento amianto è fondamentale rivolgersi ad un tecnico che si occupi di fare un’attenta valutazione. In base a dei parametri stabiliti, questo potrà consigliare quale tecnica di bonifica amianto scegliere.

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto dispone di un team di esperti e volontari che offrono assistenza e consulenza gratuita nei processi di bonifica e rimozione dell’amianto.

    Ditte autorizzate allo smaltimento

    Per le operazioni di bonifica è necessario avvalersi di professionisti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali nella Categoria 10A o 10 B secondo quanto regolamentato dall’articolo 212 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

    Soltanto le ditte autorizzate, infatti, possono svolgere la bonifica amianto in sicurezza e seguire il protocollo affinché l’edificio, l’abitazione o il capannone risultino a rischio 0. Il trasporto in discarica, in particolare, consistendo nel conferimento in discarica di rifiuti speciali prevede l’accesso al sistema SISTRI.

    Le ditte autorizzate predisporranno un apposito Piano di Lavoro (ai sensi dei cc. 2 e 5) che preveda le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno.

    Vantaggi e svantaggi della rimozione

    L’intervento di rimozione e smaltimento amianto comporta vantaggi e svantaggi.

    Tra i principali vantaggi ricordiamo che, nonostante manchi per amianto obbligo rimozione:

    • elimina definitivamente il pericolo dovuto all’esposizione ad asbesto;
    • il proprietario è sollevato dall’obbligo di manutenzione e controllo necessarie quando il manufatto viene incapsulato o amianto confinato.

    Tra gli svantaggi riguardo come smaltire amianto, invece, possiamo evidenziare che:

    • Comporta un rischio elevato soprattutto per gli addetti ai lavori che si occupano di smaltire asbesto in lastre dopo lo smontaggio.
    • I tempi di lavorazione sono piuttosto lunghi e i costi elevati, soprattutto per lo smaltimento dei materiali.
    • Produce una gran quantità di rifiuti speciali che poi dovranno essere correttamente smaltiti.
    • Necessita comunque di un piano di lavoro specifico, in cui indicare le misure intraprese per la protezione della salute dei lavoratori e dell’ambiente circostante. Questo piano va presentato all’ufficio competente della Asl.

     

    Le altre tecniche di bonifica dei materiali di amianto

    Oltre alla rimozione smaltimento amianto, si può intervenire per eliminazione amianto con altre tipologie di bonifiche da amianto, che pure presentano vantaggi e svantaggi:

    • l’incapsulamento è il trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di asbesto, ripristinando l’aderenza al supporto e formando una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Non richiede l’applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti;
    • il confinamento prevede l’installazione di una barriera a tenuta che separi l’asbesto dalle aree occupate dell’edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all’interno del confinamento. Rispetto all’incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti.

     

    Bonus rimozione amianto: come ottenere gli incentivi statali

    Negli ultimi anni lo Stato è intervenuto con diversi incentivi e stanziando fondi per favorire gli interventi di bonifica amianto, come gli incentivi rimozione amianto.

    Per avere accesso a questi incentivi è importante che l’intervento sia svolto da personale esperto, nel rispetto della normativa vigente in merito alla bonifica amianto.

    Il bonus amianto è stato creato nel 2016 con decreto del Ministero dell’Ambiente. Gli incentivi bonifica amianto consentono a chiunque sia titolare di un reddito d’impresa di avere un credito d’imposta del 50% per tutti gli interventi di bonifica e smaltimento amianto su edifici presenti nel territorio italiano.

    La legge di Bilancio 2021 n.178 del 30 dicembre 2020 prevede la proroga al 31 dicembre 2021 della detrazione al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, indicati dall’articolo 16-bis del TUIR. Il massimo che si può detrarre sono 96.000 euro .

    Come accedere al bonus amianto con detrazione del 50%

    Per poter accedere al bonus amianto, è necessario presentare al Ministero una serie di documenti, ovvero:

    • Costo totale dei lavori, delle singole spese e credito d’imposta richiesto.
    • Dichiarazione di non godimento di altre agevolazioni per le stesse spese.
    • Piano di lavoro di ciascun intervento di bonifica.
    • Comunicazione di fine lavori alla Ausl competente, allegando documentazione attestante l’avvenuto smaltimento dell’amianto in discarica autorizzata e l’eventuale certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati;
    • documenti fiscali attestanti le spese sostenute (documentazione smaltimento amianto).

    Superbonus amianto e incentivi

    Il superbonus al 110% è valido invece per gli interventi di efficientamento energetico e antisismici. La Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria ha approvato la Relazione sull’applicazione delle misure fiscali per la riqualificazione energetica e sismica. Ma, grazie alla proposta presentata dall’ONA, c’è la possibilità di estendere il superbonus anche alle spese relative a rimozione e smaltimento dell’amianto.