Mesotelioma: cos’è, tipi e aspettative di sopravvivenza

Cos’è il mesotelioma? Il mesotelioma è un tumore maligno il cui esisto è spesso infausto. Esso è un cancro delle sierose che avvolgono gli organi interni  del corpo umano (mesotelioma della pleura, peritoneo, pericardio e tunica vaginale del testicolo). A differenza di altri tipi di tumori che possono essere causati da diversi fattori che in molti casi agiscono in sinergia, il mesotelioma ha un’unica causa. Tutti i tipi di mesotelioma sono sempre causati dall’esposizione all’amianto

In questa guida scopriamo cos’è un mesotelioma, come si origina, chi sono le persone a rischio e tutto sull’assistenza medica e legale a favore di chi ha contratto un mesotelioma.

 

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    Mesotelioma: tipi di mesotelioma

    Il mesotelioma colpisce diversi tipi di sierose del corpo umano. A seconda della sierosa in cui si sviluppa distinguiamo 

    Tra tutte le forme di mesotelioma maligno quello pleurico è il più frequente. Il mesotelioma pleurico maligno rappresenta da solo circa l’80% di tutti i mesoteliomi.

    Cause del mesotelioma: l’amianto

    La causa del mesotelioma è l’esposizione alle fibre di amianto, anche detto asbesto. Le fibre di amianto una volta inalate o ingerite sono responsabili di gravi processi infammatori. Questi processi infiammatori possono evolvere in una mutazione del DNA. All’iniziazione, promozione e progressione, segue l’esplosione della patologia neoplastica, come il mesotelioma amianto.

    Le fibre di amianto esercitano la loro capacità di cancerogenesi attraverso tre principali meccanismi:

    • rottura dei cromosomi con azione meccanica che porta ad un radicale stabile mutamento dell’ “assetto” genico delle cellule mesoteliali per cui queste cellule finiscono con l’esprimere più geni. Questo porta all’aumentata proliferazione e alla resistenza agli stimoli normalmente in grado di uccidere le cellule.
    • Danno genetico dovuto allo stress ossidativo legato al ferro contenuto nelle fibre di amianto.
    • Proliferazione delle cellule mesoteliali danneggiate che favorisce la selezione di cellule mesoteliali anormali, resistenti agli stimoli tossici e che rappresentano il primo passo verso la trasformazione in cellule tumorali;
    • La capacità da parte delle fibre di asbesto di indurre fattori di crescita con l’attivazione di specifici segnali biochimici di resistenza alla necrosi ed all’apoptosi, che rappresentano un ulteriore, cruciale meccanismo di trasformazione neoplastica delle cellule mesoteliali.

     

    Lo IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che fa parte dell’ONU), nella monografia sull’amianto (Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite), ha precisato, a pag. 294: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

    Qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare il mesotelioma da amianto. L’unica forma di prevenzione mesotelioma efficace è evitare ogni esposizione.

    Che cosa è l’amianto?

    L’amianto è un minerale presente in natura in diverse tipologie. Tutti i minerali del gruppo dell’asbesto sono accomunati dalla capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili e, per questo, facilmente inalabili.

    Una volta inalate danno il via ad una serie di processi infiammatori che possono evolversi in forme cancerose molto gravi, come i vari tipi di mesotelioma asbesto.

    L’amianto fu utilizzato in circa 3000 applicazioni, fino all’entrata in vigore dell’art. 1 della L. 257 del 1992, che ne ha vietato, a partire dall’aprile del 1993, l’estrazione, la lavorazione, la produzione e la commercializzazione. L’Italia fu il secondo produttore e utilizzatore di amianto in Europa. Per questo motivo il nostro pianeta è in piena emergenza.

    Ci sono ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali che contengono la fibra killer, comprese 2.400 scuole e più di 250 ospedali. Il Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa, in data 14.01.2020, ha stanziato 385.000.000 di euro, per la bonifica dall’amianto negli edifici pubblici. In particolare per la rimozione e lo smaltimento nelle scuole e negli ospedali.

    Categorie a rischio

    Tra le categorie lavorative considerate più a rischio ci sono gli operai delle piastre metalliche, i costruttori di veicoli e di navi, gli idraulici, gli installatori di impianti a gas, gli elettricisti e gli operai del settore edile. Sono considerate a rischio anche le persone che vivono a stretto contatto con i lavoratori esposti.

    La più alta incidenza di mesotelioma spetta ai lavoratori del settore edile dove l’amianto, specialmente Eternit, è stato usato in centinaia di applicazioni.

    A rischio anche i lavoratori delle Ferrovie dello Stato, del trasporto marittimo, e delle Forze Armate (in particolare per le unità navali della Marina Militare Italiana). La punta dell’iceberg è stata registrata tra coloro che sono stati imbarcati nella nave Vittorio Veneto (VI Rapporto RENAM, e relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018).

    Sui Quaderni del Ministero della Salute trovate tutte le info sullo stato dei lavori in Italia nel contrasto delle malattie amianto correlate.

    Mesotelioma: la diagnosi

    La diagnosi di mesotelioma è possibile attraverso una serie di esami. Tutti coloro che sono stati esposti ad amianto sono a rischio mesotelioma. In questi casi è consigliata la sorveglianza sanitaria, con l’esecuzione di tutti gli esami per la diagnosi di mesotelioma. Qui di seguito li trovate tutti:

    • Radiografia del torace: utile per l’individuazione di ispessimento pleurico e placche pleuriche;
    • Tomografia del torace (TC): è l’esame diagnostico più efficace per la diagnosi mesotelioma insieme alla PET. La TAC spirale è più veloce ed efficace e con meno radiazioni.
    • PET: identifica le cellule neoplastiche attraverso il loro più alto metabolismo glucidico. La TAC PET è quindi lo strumento più efficace perché permette di eseguire entrambi gli esami.
    • Risonanza magnetica: permette di ottenere immagini dettagliate dei tessuti molli del corpo, come la TC, ma senza utilizzare raggi X. Per il mesotelioma è utile perché per verificare lo stato di avanzamento della neoplasia sul diaframma (al di sotto dei polmoni).
    • Biopsia: permette la diagnosi definitiva di mesotelioma identificando il tipo istologico.
    • Toracentesi: esame del liquido presente nel torace per l’identificazione delle cellule mesoteliali.
    • Pericardiocentesi: esame del liquido del pericardio, per verificare se ci siano cellule di mesotelioma.
    • Esame immunoistochimico: verifica le proteine presenti nella superficie della cellula, o genetiche, capaci di individuare l’espressione genica tipica del mesotelioma.
    • Esami del sangue: per misurare i livelli di osteopontina e SMRP, molecole presenti in dosi più elevate in caso di neoplasia del mesotelio.

     

    Sintomi del mesotelioma: quali sono?

    I sintomi del mesotelioma variano a seconda del tipo di mesotelioma. Ciò vale anche per mesotelioma sintomi iniziali.

    Il mesotelioma polmonare provoca versamento pleurico, tosse, dolore toracico, gonfiore del collo e del viso, perdita di peso e astenia, mentre il mesotelioma peritoneale provoca perdita di peso, cachessia, gonfiore e dolore addominale, anemia e febbre.

    I sintomi del mesotelioma peritoneale non sono specifici e comprendono: perdita di peso, cachessia, gonfiore e dolore addominale a causa dell’ ascite, ostruzione intestinale, anomalie della coagulazione del sangue, anemia e febbre.

    Il mesotelioma del pericardio ha tra i sintomi iniziali astenia, tosse, tachicardia, perdita di peso, ascite, sudorazione, tromboflebia, hypercoagulability, febbre dell’origine sconosciuta, ostruzione intestinale e lesioni infiammatorie acute.

    Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo comporta tumefazione testicolare non dolente o dolente, dolore testicolare, infiammazione al testicolo, grumi nei testicoli, ginecomastia, testicoli diversi tra loro.

    I sintomi del mesotelioma pleurico possono includere dolore nella parte bassa della schiena o a un lato del torace, fiato corto, tosse, febbre, stanchezza, perdita di peso, difficoltà a deglutire e debolezza muscolare.

    Quali sono le aspettative di vita?

    La sopravvivenza in caso di mesotelioma è pari a 9,8 mesi per mesotelioma pleurico sopravvivenza e a 5,6 mesi per il mesotelioma del peritoneo. Con mesotelioma sopravvivenza a 5 anni del 5% per il primo e dell’8,1% per il secondo ed una media del 7% ai 5 anni.

    Il mesotelioma costituisce il 4% della mortalità globale per cancro, per tutte le età e per entrambi i sessi. Nel corso di questi ultimi anni, per coloro per i quali la diagnosi è stata precoce, si è riusciti ad avere un significativo prolungamento delle aspettative di vita, come mesotelioma pleurico aspettative di vita,  e delle condizioni generali della qualità della vita. In alcuni casi, seppur rari, si è avuta anche la guarigione, compresa tumore pleura guarigione.

    Trattamento e cura del mesotelioma

    L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha dimostrato che la diagnosi precoce è molto importante per migliorare tumore alla pleura aspettativa di vita.

    Si ottiene con la sorveglianza sanitaria che rende meno ardua la cura della neoplasia del mesotelio anche se mesotelioma prognosi rimane quasi sempre infausta. Ciò vale soprattutto per mesotelioma pleurico maligno prognosi e quindi tumore pleura aspettativa vita.

    L’obiettivo principale è quello di assicurare una più lunga mesotelioma pleurico maligno sopravvivenza e a migliori condizioni di salute, così da aumentare, in particolare, mesotelioma pleurico speranza di vita.

    L’approccio terapeutico è dettato dallo stadio della neoplasia e dal tipo istologico. Le terapie più efficaci sono quelle multimodali. L’ONA ha elaborato un suo protocollo specifico a cura del Dott. Arturo Cianciosi e del Dott. Vittore Pagan per i pazienti che si rivolgono all’ONA (scopri tutto sull’assistenza medica gratuita con ONA). Nei documenti del consenso di Helsinki sono stabiliti i criteri per la diagnosi e lo studio del mesotelioma pleurico di cui i medici devono tenere conto

    Chirurgia del mesotelioma

    La chirurgia è considerata il primo approccio al mesotelioma. In caso di tumore resecabile il paziente ha più probabilità di cura e guarigione. La chirurgia è anche usata a scopo palliativo. La tecnica mini invasiva del Prof. Migliore prevede che sia utilizzata la chemioterapia ad alta temperatura, direttamente nel corso dell’intervento chirurgico.  Questa tecnica è stata illustrata nel corso del 16 episodio di ONA TV: Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro.

    Anche toracentesi, paracentesi o pericardiocentesi hanno scopo palliativo. Consistono nell’aspirare con un ago sottile il liquido in eccesso.

    Radioterapia per il mesotelioma

    La radioterapia può essere utile per i pazienti sottoposti a intervento chirurgico (radioterapia adiuvante) per distruggere i piccoli gruppi di cellule tumorali non visibili e quindi non asportati nel corso dell’operazione o a scopo palliativo, per ridurre il dolore toracico che non si attenua con i farmaci.

    Chemioterapia

    La chemioterapia avviene tramite somministrazione di uno o più farmaci in combinazione per distruggere le cellule tumorali che si sono sviluppate nella pleura e negli eventuali altri organi colpiti e rallentarne la progressione. La somministrazione può avvenire per via per via endovenosa in tutto il corpo o direttamente nella sede del tumore. La somministrazione localizzata permette di intervenire con dosi più alte di farmaco chemioterapico, che a volte viene riscaldato per aumentarne l’efficacia (chemioterapia ipertermica), limitando gli effetti collaterali al resto dell’organismo.

    In caso di localizzazione pleurica, la chemioterapia può essere intrapleurica, ossia somministrata direttamente nello spazio fra i polmoni e la parete toracica.

    La chemioterapia neoadiuvante è quella effettuata prima dell’intervento chirurgico per ridurre la massa e facilitarne la rimozione. La chemioterapia adiuvante è invece effettuata dopo l’operazione, con lo scopo di rimuovere le cellule tumorali non visibili a occhio nudo e di migliorare gli esiti dell’intervento.

    Mesotelioma: tutela legale gratuita

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza medica e assistenza legale gratuita alle vittime di esposizioni a sostanze nocive o cancerogene. Difende da decenni le vittime di mesotelioma permettendogli di percepire gli indennizzi previsti dalla legge.

    Chiamando il numero verde 800 034 294 riceverete tutte le informazioni necessarie per una prima consulenza.

    Diritti legali delle vittime di mesotelioma

    I pazienti malati di amianto mesotelioma, se la loro esposizione ad amianto è avvenuta per causa di servizio e/o nell’attività lavorativa, hanno diritto ad una serie di risarcimenti (scopri tutto sui diritti del malato). Vediamoli tutti:

    • rendita INAIL, nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%;
    • indennizzo INAIL nel caso in cui fosse riconosciuta una lesione dal 6% al 15%;
    • Fondo Vittime Amianto, prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL. Recentemente tale prestazione è riconosciuta anche a coloro che sono vittime ambientali;
    • benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e aumento pensione (art. 13, comma 7, Legge 257/1992);
    • pensionamento immediato, nel caso in cui anche con i benefici amianto non ci sia la maturazione del diritto a pensione (art. 1 co. 250 L. 232/16);
    • risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali;
    • riconoscimento della causa di servizio/status vittime del dovere.

     

    Riconoscimento di vittime del dovere

    I lavoratori affetti da mesotelioma che hanno prestato servizio nelle Forze Armate (Marina, Aeronautica, Esercito, Carabinieri) o nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, etc.) hanno diritto al riconoscimento di vittima del dovere, le cui prestazioni previdenziali e assistenziali consistono in:

    • Speciale elargizione di euro 200.000,00 una tantum;
    • assegno vitalizio di €500, con l’equiparazione alle vittime del terrorismo;
    • assegno vitalizio di euro 1033,00 mensili;
    • ulteriori prestazioni.