Cambiamento climatico: cos’è e cosa comporta

Il cambiamento climatico è una delle conseguenze più importanti e pericolose delle attività antropiche. E’ opinione pacifica nel mondo scientifico che un certo grado di riscaldamento globale sia imputabile proprio alle attività umane. Il cambiamento climatico mette a repentaglio la vita sul nostro pianeta così come la conosciamo. Causa infatti gli equilibri del pianeta e con essi minaccia anche la salute e il benessere dell’uomo. Porre un rimedio a questo fenomeno è un elemento importante dell’agenda degli Stati che devono mettere in atto delle politiche per arginare il cambiamento climatico al più presto.

In questa guida vediamo cos’è il cambiamento climatico, quali sono le cause e quali le conseguenze e i possibili rimedi e soluzioni al cambiamento del clima, che si muove nella direzione di un grave riscaldamento a livello globale.

Indice dei contenuti

Cambiamento climatico: cos’è?
Definizione di cambiamento climatico
Cause del cambiamento climatico
Il mondo scientifico sul riscaldamento globale
Quali sono le conseguenze del riscaldamento globale
Rimedi al riscaldamento globale

Tempo stimato di lettura: 6 minuti

Cambiamento climatico: cos’è?

Cos’è il cambiamento climatico? Il cambiamento climatico è la variazione del clima sul nostro pianeta, a livello globale, regionale e continentale. Stanno cambiando, in altre parole, i parametri climatici e ambientali nei loro valori medi.

Il nostro pianeta è naturalmente soggetto a enormi cambiamenti climatici in cui i periodi glaciali si alternano ai periodi interglaciali. L’ultimo periodo glaciale si è concluso circa 10.000 – 15.000 anni fa. L’attuale Olocene è il periodo interglaciale più recente e quello in cui ci troviamo oggi. Anche all’interno di un periodo interglaciale ci sono piccole fasi di raffreddamento climatico (chiamate Stadiali) che hanno tuttavia durata e intensità limitata rispetto ai Periodi glaciali veri e propri.

Quando parliamo di fenomeno del cambiamento climatico e del riscaldamento globale ci riferiamo però alle variazioni del clima esclusivamente indotte dalle attività umane.

Le conseguenze del cambiamento climatico e del riscaldamento globale sono già evidenti. Il ghiaccio marino artico è il 12,85% in meno, rispetto a dieci anni fa. Le maree costiere hanno registrato un aumento di 3,3 mm e il 2020 è stato il secondo anno più caldo da quando registriamo i parametri climatici.

Assistiamo inoltre ad eventi meteorologici estremi che danno corso a inondazioni, alluvioni e desertificazione.

La definizione di cambiamento climatico

I valori medi ambientali e climatici includono temperature atmosferiche (media, massima e minima), nuvolosità, precipitazioni, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali direttamente collegati alle attività dell’uomo. Il cambiamento climatico consiste nel cambiamento di questi parametri determinato dalle attività umane, che si sommano alla complessa variabilità naturale.

L’UNFCCC (Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite) dà una definizione precisa di cambiamento climatico: “il cambiamento del clima che sia attribuibile direttamente o indirettamente ad attività umane, che alterino la composizione dell’atmosfera planetaria e che si sommino alla naturale variabilità climatica osservata su intervalli di tempo analoghi“.

Cause del cambiamento climatico

Quali sono le cause del cambiamento climatico?

Il clima terrestre è determinato dal bilancio radioattivo del pianeta (ovvero dalla quantità di energia entrante e uscente dal sistema Terra) e da interscambi di materia interni al sistema Terra, attraverso il ciclo dell’acqua.

L’emissione in atmosfera di alcuni gas, quali per esempio anidride carbonica, metano e ossidi di azoto, è in grado di rafforzare la capacità dell’atmosfera terrestre di catturare radiazioni ad onda lunga provenienti dal suolo e di cambiare quindi le temperature, mutando così anche i cicli connessi all’acqua.

Gas serra ed effetto serra

Tutti avrete sentito parlare di gas serra. Essi includono anidride carbonica, metano e ossidi di azoto che producono il cosiddetto effetto serra. Essi si comportano infatti né più né meno come i vetri di una serra. Catturano il calore del sole impedendogli poi di disperdersi e, nel nostro caso, di ritornare nello spazio.

I gas serra sono naturalmente presenti nell’atmosfera terrestre, ma l’uomo con le sue attività ne aumenta la concentrazionie. Citiamo qui di seguito i gas serra le cui concentrazioni sono aumentate considerevolmente nella nostra atmosfera a seguito di attività antropiche. Tra questi:

  • anidride carbonica (CO2);
  • metano;
  • ossido di azoto;
  • gas fluorurati.

La CO2 è responsabile del 63% del riscaldamento globale causato dall’uomo. Il metano è responsabile del 19% del riscaldamento globale, l’ossido di azoto del 6%. Qui trovate tutte le informazioni sull’inquinamento atmosferico e sulle sue principali fonti.

Cause dell’aumento delle emissioni di gas serra

Quali sono le principali attività che determinano l’emissione eccessiva di gas serra nella nostra atmosfera? Le elenchiamo brevemente qui di seguito.

  • Uso di combustibili fossili

L’uso di combustibili fossili è una delle principali fonti di inquinamento ambientale. La combustione di carbone, petrolio e gas produce anidride carbonica e ossido di azoto che vengono rilasciati nell’atmosfera. Avviene attraverso la produzione di energia da fonti fossili e combustibili.

  • Deforestazione

Gli alberi aiutano a regolare il clima assorbendo elevate quantità di CO2 dall’atmosfera. La deforestazione massiccia impedisce questa azione. Durante i disboscamenti viene spesso bruciato il legno e la necromassa rilascia in atmosfera ulteriore CO2.

  • Allevamento del bestiame

L’allevamento del bestiame è una delle principali cause dell’effetto serra, specialmente laddove si pratica l’allevamento intensivo. I bovini e gli ovini infatti producono grandi quantità di metano durante il processo di digestione.

  • Fertilizzanti azotati

fertilizzanti azotati producono emissioni di ossido di azoto. Sono utilizzati in agricoltura e provocano gravi aumenti di CO2 soprattutto nell’agricoltura intensiva e nelel monocolture.

  • Gas Fluorurati o FGAS

gas fluorurati causano un potente effetto serra. Per questo la legislazione dell’UE ne prevede la graduale eliminazione.

Riscaldamento globale e opinioni del mondo scientifico

Sul sito della Commissione Europea è riportato che: i più grandi esperti di clima a livello mondiale ritengono che le attività dell’uomo siano quasi certamente la causa principale dell’aumento delle temperature osservato dalla metà del 20° secolo. In generale possiamo affermare che il mondo scientifico è concorde nel riconoscere il cambiamento climatico secondo la definizione che ne prevede una componente antropica. Il mondo scientifico è altresì pacifico nel considerare necessario un intervento affinché il riscaldamento globale rimanga sotto un certo grado nei prossimi anni.

In particolare, secondo gli studiosi un aumento di 2ºC rispetto alla temperatura dell’era preindustriale è la soglia oltre la quale vi è un rischio di gran lunga maggiore che si verifichino mutamenti ambientali pericolosi e potenzialmente catastrofici a livello mondiale. Per questo motivo, la comunità internazionale ha riconosciuto la necessità di mantenere il riscaldamento sotto i 2ºC.

Quali sono le conseguenze del cambiamento climatico?

Le conseguenze del cambiamento climatico sono in effetti disastrose. Abbiamo già avuto modo di sperimentare sulla nostra pelle le conseguenze dell’estremizzazione degli eventi atmosferici con inondazioni ed alluvioni.

Ai danni a breve termine però si aggiungono quelli a lungo termine. Tra questi la desertificazione e lo scioglimento dei ghiacciai che porta ad un aumento del livello degli Oceani e dei Mari e mette in pericolo le nostre coste e le nostre città.

Allo stravolgimento degli equilibri del pianeta, delle temperature e dei cicli dell’acqua, consegue lo stravolgimento degli habitat e dell’ambiente e la relazione tra le specie viventi.

Il pH degli oceani, a causa all’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica in atmosfera, mostra una chiara tendenza all’acidificazione. Questo contribuisce all’acidificazione delle piogge oltre che allo stravolgimento dell’ambiente marino.

Nella regione alpina le temperature medie sono aumentate di 1.0 ± 0.1 °C al secolo negli ultimi due secoli, con un incremento e velocizzazione nell’ultimo trentennio. Le precipitazioni si sono ridistribuite su tutto il pianeta portando, ad esempio nella regione alpina, una diminuzione del numero di giorni di precipitazione ed un aumento dell’intensità delle piogge, specialmente in autunno e in inverno.

Rimedi e soluzioni al cambiamento climatico

Vediamo di seguito quali sono i pilastri su cui si fonda la lotta ai cambiamenti climatici.

  • Efficienza energetica e fonti rinnovabili

Un programma di ricerca e sviluppo sull’efficienza energetica e sulla transizione verso le rinnovabili per l’eliminazione della combustione fossile è fondamentale per l’abbassamento delle emissioni. Efficienza energetica significa che le stesse abitazioni dovrebbero essere in grado di produrre l’energia necessaria alla loro costruzione, mantenimento e smantellamento. Il passaggio a fonti energetiche esclusivamente rinnovabili è uno dei pilastri per una transizione ecologica. Le rinnovabili su cui puntare non solo permettono di non utilizzare fonti fossili esauribili, ma anche di utilizzare energia pulita, a basso impatto ambientale. La comunità internazione è in accordo sulla necessità di potenziare la ricerca e lo sviluppo di fonti energetiche alternative, quali l’energia oceanica per esempio. Guarda anche la puntata di ONA TV sull’ambiente, dedicata alla transizione ecologica.

  • Economia circolare

L’economia circolare è un tipo di economia che privilegia la manutenzione a scapito della produzione.  Il sistema economico dovrebbe essere ridisegnato a vantaggio dei cicli economici che prevedono un minor utilizzo delle materie prime e un minor scarto e spreco.

  • Mobilità sostenibile

la mobilità sostenibile e la sua incentivazione è fondamentale quando si parla di diminuzione delle emissioni di gas serra. Razionalizzare i trasporti, favorire i collegamenti telematici rispetto agli spostamenti fisici se non sono strettamente necessari, incentivare l’uso di trasporti green (auto e bus elettrici, bicicletta, pedonalizzazioni) di pari passo con la crescita del car sharing e car pooling.

G20 e COP 26

L’accordo di Parigi del 2015 impegna i governi ad agire sulle emissioni di gas serra per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2 gradi entro il 2050 e a compiere ogni sforzo per portarlo a 1,5 gradi. In base al report dell’IPCC, per centrare l’obiettivo occorre ridurre le emissioni di anidride carbonica del 45% entro il 2030 (rispetto ai livelli di dieci anni fa), e del 100% entro il 2050.

Il G20 di Roma sotto la Presidenza Italiana è giunto al compromesso per un impegno a mantenere l’aumento cliamtico entro 1,5°.  La COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ha raggiunto importanti accordi sulla deforestazione, ma ha visto gli stati membri divisi sul tema delle emissioni di CO2.

L’ONA e l’impegno per la transizione ecologica

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il suo Presidente l’Avv. Ezio Bonanni, sono da decenni impegnati nella tutela della salute e quindi dell’ambiente e nella promozione ecologica. Hanno richiesto di utilizzare i fondi del Recovery Plan per la transizione energetica in favore delle rinnovabili.

Uno dei casi più emblematici è quello dell’Ilva di Taranto dove produzione è ancora a carbone. Una produzione di acciaio di questo tipo non sono influisce sul cambiamento climatico ma anche sull’inquinamento atmosferico, termico e del suolo.

Infatti, il Global Energy Perspective 2019 ha dimostrato che le fonti fossili causano l’83% delle emissioni totali di CO2.

La transizione ecologica potrà costituire la chiave di volta per preservare l’equilibrio climatico che è indispensabile per l’integrità del pianeta. Solo così si potrà arrestare quella tendenza al surriscaldamento che potrebbe provocare la morte del pianeta” – (Avv. Ezio Bonanni).