Pesticidi: danni per la salute di agricoltori e consumatori

I pesticidi, largamente utilizzati nell’agricoltura intensiva, rappresentano un grave pericolo per la salute degli agricoltori che li maneggiano e dei consumatori finali. Possono essere infatti dei potenti cancerogeni che provocano neoplasie oppure causare altre malattie, a seconda del tipo di pesticida.

Gli agricoltori che sviluppano una malattia correlata all’esposizione a pesticidi hanno il diritto al riconoscimento di malattia professionale e a tutti gli indennizzi previsti dalla legge.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il Dipartimento Responsabilità Medica offrono l’assistenza medica e legale per il riconoscimento della malattia professionale e per il risarcimento dei danni subiti. L’ONA si occupa si prevenzione primaria rispetto al rischio di esposizione a tutti i cancerogeni e si batte per promuovere stili di vita sani per il miglioramento di abitudini e comportamenti che aumentano il rischio di sviluppare una neoplasia.

I cancerogeni agiscono in modo sinergico tra loro e i pesticidi, uniti all’esposizione ad altri cancerogeni, compreso l’amianto o il fumo di sigaretta, incrementano il rischio di sviluppare la malattia.

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Pesticidi: cosa sono?

La parola pesticida viene dall’inglese “pesticide” che a sua volta deriva dal latino pestis. I termini agrofarmaci o fitosanitari sono più corretti. Essi servono a distruggere o tenere sotto controllo qualsiasi organismo nocivo per le piante e per gli animali. Possono servire a impedire o prevenire i danni, nelle fasi di produzione, lavorazione, conservazione, trasporto e commercializzazione dei raccolti, degli alimenti e del legname. Possono essere anche impiegati sulle piante per regolarne la crescita, diradare i frutti o impedirne la caduta precoce. Sono inclusi quindi tra i pesticidi i regolatori di crescita delle piante, i defoglianti, i disseccanti, diradanti o anticascola dei frutti. Quelli applicati alle coltivazioni prima o dopo il raccolto per proteggerlo dal deterioramento durante la conservazione e il trasporto.

I pesticidi quindi non si usano solo nell’agricoltura ma in tutto il mondo vegetale, animale, nel settore alimentare e agroindustriale e, per i vettori di malattie anche all’uomo.

Con il termine pesticida non si intendono solo quelli sintetici, ma anche quelli naturali come virus, batteri e funghi, impiegati contro gli organismi nocivi.

I pesticidi (soprattutto quelli non biologici) da un lato sono portatori di numerosi benefici e dal’altro di potenziale tossicità e causano danni alla salute dell’uomo, delle piante e degli animali e in generale all’ambiente.

Pesticidi

Elenco dei pesticidi

I pesticidi o prodotti fitosanitari sono suddivisi in diverse categorie a seconda dell’organismo contro cui sono usati. Ci sono per esempio:

  • insetticidi: combattono insetti nocivi alle colture agricole, ma anche insetti semplicemente molesti o portatori di malattie per l’uomo o gli animali domestici;
  • fungicidi: contrastano le malattie e le alterazioni prodotte da funghi;
  • diserbanti o erbicidi: utilizzati per distruggere le erbe infestanti, o malerbe. Possono comprendere anche i defolianti;
  • anticrittogamici: contrastano le malattie e le alterazioni prodotte da batteri, muffe ed alghe;
  • nematocidi: combattono i vermi del terreno o nematodi;
  • acaricidi: combattono gli acari;
  • fitoregolatori: ormoni vegetali che regolano la crescita delle colture.

Ognuna di tali categorie include, a sua volta, sostanze o principi attivi appartenenti a diverse classi chimiche, che agiscono con meccanismi diversi. I pesticidi non possono, quindi, essere considerati come un gruppo omogeneo di sostanze.

I prodotti fitosanitari in commercio sono formulazioni che contengono almeno una sostanza attiva che permette al prodotto di svolgere la sua azione. Ad essa sono generalmente aggiunte altre sostanze (chiamate co-formulanti) utili, ad esempio, per poterli sciogliere più facilmente nell’acqua (emulsionanti), per conservarne la stabilità ed efficacia o per migliorarne la penetrazione nell’organismo bersaglio (coadiuvanti).

Utilizzo dei pesticidi

Come già accennato, i pesticidi sono usati in diversi settori e per risolvere numerosi problemi che attengono alla salute umana, animale e vegetale.

Uno dei principali settori è l’agricoltura, per la protezione o lo sviluppo delle colture, comprese quelle non destinate alla produzione di cibo, e del bestiame.

Sono molto utilizzati nel comparto agroalimentare e agroindustriale, come nell’industria tessile e del legno.

I pesticidi si usano anche per tutelare la salute umana, degli animali e degli ambienti domestici, contro i vettori di malattie e contro macro e microrganismi (topi, parassiti, muffe, batteri, ecc.).

Pesticidi e danni alla salute

Vista la grande varietà di classi chimiche e di microorganismi utilizzati, gli effetti sulla salute dei pesticidi sono diversi a seconda del tipo di prodotto utilizzato. Pert quanto riguarda i danni alla salute umana, lcuni provocano danni al fegato, altri al sistema nervoso centrale, altri limitano la fertilità, altri ancora sono cancerogeni.

I pesticidi ideali sono quelli cosiddetti selettivi (tossici solo per gli organismi bersaglio e non per altre specie). Essi, una volta svolta la loro azione, non rimangono a lungo nell’ambiente limitando così i danni relativi all’inquinamento di acqua, aria e suolo e il conseguente accumulo negli organismi, incluso l’uomo.

La legislazione per la protezione della salute dai pesticidi

I prodotti fitosanitari non possono essere commercializzati o utilizzati prima dell’autorizzazione. Il regolamento (CE) N. 1107/2009 stabilisce le norme sull’autorizzazione, l’immissione sul mercato, l’impiego e il controllo dei prodotti fitosanitari all’interno della Comunità Europea (e sostituisce le legislazioni precedenti 79/117/CEE e 91/414/CEE).

L’autorità europea per la sicurezza alimentare (European Food Safety Autority, EFSA) in collaborazione con gli stati membri dell’UE valuta le sostanze attive. Gli stati membri verificano e autorizzano i singoli prodotti da mettere sul mercato a livello nazionale. In Italia l’organismo competente è il Ministero della Salute.

L’approvazione delle nuove sostanze attive da impiegare come pesticidi è preceduta da un processo di valutazione del rischio per determinare se possano produrre effetti dannosi sulla salute dell’uomo o degli animali e se non compromettano la qualità dell’ambiente.

In questo processo è anche valutata la presenza di residui negli alimenti trattati e sono elaborate proposte per stabilire i livelli massimi di residuo accettabili. Tutte le questioni relative ai limiti di legge dei residui di pesticidi nei cibi sono trattate nel regolamento (CE) 396/2005.

Sostanze attive presenti sul mercato prima della regolamentazione

Prima dell’introduzione della direttiva europea 91/414, precedente al regolamento 1107/2009, il livello di protezione variava a seconda del paese considerato. Nel 2008 solo 250 sostanze (circa il 26%) hanno superato i criteri per l’autorizzazione. Il 67% sono state eliminate a causa dell’assenza, dell’inadeguatezza o dell’incompletezza dei relativi dossier (dati e informazioni raccolti sulla loro tossicità). Le sostanze rimosse dal mercato perché valutate non sicure nel primo ciclo di valutazione sono state circa 70.

L’autorizzazione è limitata nel tempo in modo tale che, periodicamente, tutte le sostanze attive siano rivalutate, sia perché potrebbero essere disponibili nuovi dati, sia perché i criteri di autorizzazione sono sempre più protettivi per la salute umana e per l’ambiente.

Dal 16 marzo 2009 è disponibile sul sito della commissione europea il database delle sostanze attive; sul sito del Ministero della Salute sono presenti banche dati delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari autorizzati in Italia.

Livelli massimi di residui di pesticidi negli alimenti

Secondo il regolamento (CE) n.396/2005, i livelli massimi di residui (LMR) sono i tenori massimi di residui di pesticidi ammessi per legge all’interno o sulla superficie di alimenti o mangimi. Questo fatte salve le buone prassi agricole (GAP) e l’esposizione minima possibile dei consumatori per tutelare quelli vulnerabili.

Essi si calcolano dopo una valutazione esaustiva delle proprietà del principio attivo e della destinazione d’uso del pesticida. I medesimi limiti di legge, stabiliti come “limiti di tolleranza”, si applicano anche ai prodotti alimentari d’importazione per agevolare il commercio internazionale.

Prima che un LMR venga stabilito o modificato l’EFSA valuta il comportamento dei residui del pesticida e i possibili rischi per la salute dei consumatori connessi alla presenza di residui nei cibi. Se la valutazione del rischio non individua rischi inaccettabili per il consumatore, si stabiliscono gli LMR armonizzati a livello di UE (Banca dati LMR UE) e il prodotto fitosanitario può essere autorizzato.

Pesticidi e tumori: il veleno nel piatto

La pubblicazione “Il veleno nel piatto” della giornalista Marie-Monique Robin è un libro choc che ha messo a nudo una vera e propria epidemia di tipo ambientale. Esso segue un’inchiesta condotta per due anni negli USA, Asia ed Europa, Italia compresa,

Negli ultimi trent’anni il tasso di incidenza dei tumori è aumentato del 40 % in paesi come gli Stati Uniti, la Norvegia e la Svezia. Sempre in questo lasso di tempo la progressione delle leucemie e dei tumori cerebrali tra i bambini è stato del 2 % annuo.

La giornalista si appoggia a numerosi studi scientifici. Utilizza testimonianze dei ricercatori e dei rappresentanti delle agenzie di regolamentazione, e dimostra quale sarebbe la causa principale di questa vera e propria epidemia. La rintraccia nella presenza di decine di molecole chimiche che hanno invaso il nostro ambito quotidiano e l’alimentazione dalla fine della Seconda guerra mondiale.

L’autrice ripercorre l’intera catena produttiva del cibo. Dall’utilizzo dei pesticidi nei campi, fino all’impiego di additivi e plastiche per uso alimentare nei nostri piatti. Mette a nudo il sistema di valutazione e omologazione dei prodotti chimici, attraverso gli esempi emblematici dell’aspartame e del bisfenolo A. Non si ferma qui e descrive le pressioni e le manipolazioni messe in atto dall’industria chimica per mantenere sul mercato prodotti altamente tossici.

I pesticidi dunque sono dei cancerogeni, in certi casi molto potenti e in virtù della loro tossicità, mettono a repentaglio la salute di consumatori e produttori.

Pesticidi: malattia professionale

Gli agricoltori e gli allevatori che nel corso della loro professione utilizzano pesticidi e sviluppano una neoplasia o altre malattie correlate all’utilizzo dlle specifiche sostanze chimiche, hanno il diritto al riconoscimento di malattia professionale.

L’iter per il riconoscimento da parte dell’INAIL inizia con il certificato medico che certifica la presenza della malattia. Si prosegue con la dimostrazione dell’uso di pesticidi e specifiche sostanze negli ambienti lavorativi.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto assiste coloro che hanno sviluppato la malattia attraverso un team di medici legale e di avvocati. Con l’ottenimento del riconoscimento di malattia professionale si ha infatti diritto (a seconda del danno biologico riconosciuto) all’indennizzo o alla rendita INAIL, ad altri benefici previsti dalla legge e al risarcimento integrale dei danni subiti.