Tumore all’esofago sintomi, diagnosi, cause e cura

Il tumore all’esofago è una neoplasia che origina nell’esofago, il tubo cavo che unisce la gola allo stomaco. Anche questa neoplasia del tratto gastrointestinale è collegata ad esposizione ad amianto. I lavoratori esposti a polveri e fibre di asbesto (serpentini e anfiboli) hanno una più elevata incidenza di tumore dell’esofago, oltre che di altri tumori del tratto gastrointestinale. 

L’INAIL ha inserito il tumore dell’esofago nella lista III. Il lavoratore esposto ad amianto per motivi professionali che è vittima di tumore dell’esofago può rivolgersi all’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – per ottenere la prima certificazione di malattia professionale e avviare il percorso INAIL e ottenere, così, anche il prepensionamento e il risarcimento dei danni. 

Cos’è il tumore all’esofago

Come tutte le neoplasie è causata dalla crescita incontrollata di cellule, in seguito a mutazione del DNA, che formano una massa tumorale. Un tumore maligno si distingue da un tumore benigno per la sua capacità di diffondere queste cellule anche in altre parti dell’organismo, ovvero di creare metastasi.

L’esofago è un organo fibromuscolare lungo circa 25–30 cm e con una larghezza di 2–3 cm. Ha una forma cilindrica attraverso cui gli alimenti e i liquidi che ingeriamo passano, grazie a contrazioni peristaltiche, dalla faringe allo stomaco. Durante la deglutizione, l’epiglottide si inclina all’indietro per evitare che il cibo vada verso la laringe e i polmoni e ostruisca le vie respiratorie.

Le pareti dell’esofago sono rivestite da tessuto mucoso e strati di fibre muscolari. Il tessuto mucoso, ovvero epitelio stratificato composto da cellule squamose, ha il compito di lubrificare le pareti facilitando il transito del cibo deglutito.

La muscolatura dell’esofago è liscia e innervata dai nervi sia involontari che volontari che, contraendosi all’atto della deglutizione, spingono il cibo verso il basso in direzione dello stomaco. L’esofago possiede due anelli muscolari o sfinteri che hanno il compito di prevenire il reflusso del contenuto acido dello stomaco.

Il tumore dell’esofago è dovuto alla crescita incontrollata delle cellule che rivestono internamente quest’organo, oppure delle cellule che formano le ghiandole che producono il muco. Molto più raramente deriva dalle cellule muscolari più esterne.

Il carcinoma all’esofago (tnm esofago) viene riscontrato prevalentemente negli uomini di età adulta che hanno superato i 60 anni di età. Sono rari i casi di tnm esofago diagnosticati in giovane età. Il cancro all’esofago è il 6° tumore più comune nei Paesi non industrializzati e il 18° nei Paesi industrializzati.

In Italia, il tasso di incidenza annuo è di circa 4 casi su 100.000, con circa 2.100 casi all’anno, di cui 1.500 tra gli uomini e 600 tra le donne, prevalentemente dopo i 60 anni. L’aggressività di questa forma di neoplasia rende la mortalità molto elevata. Qui trovate tutti i dati dello IARC sulla diffusione del tumore all’esofago nel mondo.

Cause e fattori di rischio del tumore all’esofago

Il tumore all’esofago è causato da diversi fattori. Tra le possibili cause troviamo fattori genetici, in particolare nella forma di carcinoma squamocellulare all’esofago, nei pazienti colpiti da tilosi palmare e plantare (tilosi esofago). L’amianto è uno dei fattori più importanti che causano il tumore dell’esofago. Il consumo di alcolici e tabacco aumenta drasticamente la probabilità di ammalarsi: i fumatori hanno un rischio di 5-10 volte maggiore rispetto ai non fumatori, e gli effetti del tabacco sono moltiplicati dal consumo di alcol. I consumatori di alcol e fumo insieme corrono un rischio di ammalarsi di cancro esofageo di 100 volte maggiore rispetto a chi non fuma e non beve.

Anche l’infiammazione cronica della mucosa che riveste l’esofago aumenta il rischio di insorgenza del cancro e di malattie di quest’organo. In particolare l’esofagite peptica, cioè l’infiammazione cronica della parte terminale dell’esofago a causa del reflusso di succhi gastrici acidi (difetto del cardias) e che a sua volta può portare alla costituzione del cosiddetto esofago di Barrett, una condizione precancerosa che può sfociare in tumore all’esofageo maligno.

È stato altresì dimostrato che una dieta povera di frutta e verdura e con un ridotto apporto di vitamina A e di minerali come zinco e molibdeno, è altrettanto rischiosa per quanto riguarda l’insorgenza del cancro esofageo, così come l’obesità, che, oltre ad influire sul livello di molti ormoni che creano l’ambiente favorevole per l’insorgenza dei tumori, porta al manifestarsi di reflusso gastroesofageo e dell’esofago di Barrett.

Tumore all’esofago causato da esposizione ad amianto

L’esposizione lavorativa e/o ambientale ad amianto è un altro fattore di rischio, tant’è vero che il tumore all’esofago è stato inserito dall’INAIL nella Lista II delle malattie professionali INAIL ovvero tra le malattie di probabile origine lavorativa.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni assistono tutti coloro che, per motivi di esposizione professionale, hanno contratto il tumore all’esofago. Questo al fine di ottenere l’indennizzo inail, il prepensionamento, il risarcimento del danno e il riconoscimento dello status di vittima del dovere per coloro che hanno contratto l’infermità per motivi di servizio, in particolari condizioni di esposizione.

Le neoplasie dell’esofago, secondo quanto affermato dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) sono patologie asbesto correlate. Infatti: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos […]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum” – Volume 100C –IARC, Monographs). Qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare il cancro dell’esofago.

L’esposizione ad asbesto provoca tumore all’esofago, come dimostrato da studi di coorte su popolazioni di lavoratori esposti ad amianto per motivi professionali (Selikoff & Seidman, 1991; Sluis-Cremer et al., 1992; Reid et al., 2004; Pira et al., 2005).

Tumore dell’esofago malattia professionale

Il tumore dell’esofago, come già sopra evidenziato, in lavoratori esposti ad amianto per motivi professionali, può essere riconosciuto con diritto alla rendita INAIL

Le esposizioni lavorative ad amianto interagiscono comunque con eventuali fattori genetici ed altri di natura ambientale e di stili di vita, in sinergia e quindi il riconoscimento ci può essere anche a titolo di concausa, come chiarito dall’INAIL con la Circolare 7876 bis del 2016

In caso di riconoscimento, l’avente diritto ottiene la certificazione ex art. 13, comma 7, L. 257/92, con la rivalutazione dell’intero periodo con il coefficiente 1,5, utile per maturare anticipatamente il diritto a pensione. 

Se l’infermità è la conseguenza di attività di servizio in condizione di esposizione ad amianto, ovvero ad altri cancerogeni, si ha diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere (art. 1, comma 563, oppure 564, L. 266/2005).

In ogni caso, si ha diritto all’immediato pensionamento nel caso di riconoscimento dell’origine professionale della malattia.

Nel caso di mancato rilascio della certificazione INAIL, ovvero della diagnosi nei termini utili, anche a causa di malfunzionamento del sistema di sorveglianza sanitaria obbligatoria ai sensi dell’art. 259 del D. Lgs. 81/2008, etc., ci si può rivolgere all’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – dipartimento di risarcimento errore medico

L’ONA apprezza il personale sanitario che in Italia è caratterizzata da un elevato standard di professionalità e di prestazioni, per cui l’assistenza legale in caso di errore medico non rappresenta una mancanza di fiducia nel personale medico e nelle strutture ospedaliere. Questo è solo lo strumento di tutela risarcitoria in caso di eventuali mancanze.

Assistenza medica e legale ONA per tumore all’esofago

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA ti assistono nella tutela dei tuoi diritti: 

 

Tumore all'esofago

 

I sintomi del tumore all’esofago

I sintomi del tumore all’esofago sono diversi e vari e all’apparenza possono non destare sospetti. Spesso si limitano a un mal di gola, esofago ingrossato o linfonodi ingrossati e vengono spesso trascurati, con conseguente diagnosi tardiva. Se questi sintomi si protraggono per più di 2 settimane senza mostrare segni di miglioramento è opportuno rivolgersi al proprio medico curante.

I sintomi più comuni e generali del tumore all’esofago sono:

  • Disfagia (difficoltà a deglutire) graduale, prima per i cibi solidi e poi per i liquidi.
  • Vomito, anche vomito ematico.
  • Deglutizione dolorosa.
  • Perdita di peso.
  • Alterazione del tono di voce.
  • Tosse persistente.
  • Dolore retro-sternale.
  • Difficoltà respiratorie.
  • Linfonodi sul collo e sopra la clavicola ingrossati.
  • Versamento pleurico.
  • Dispnea (difficoltà a respirare).
  • Esofago ingrossato.
  • Ispessimento dell’esofago.

 

In caso di formazione di metastasi, in particolare in forme avanzate, possono manifestarsi anche dolori ossei e/o ingrossamento del fegato. La sopravvivenza al tumore all’esofago è di 5 anni in caso di diagnosi precoce.

Diagnosi del cancro all’esofago

La diagnosi del tumore all’esofago è possibile attraverso esofago-gastroscopie periodiche e, in caso di sospetti sintomi di tumore all’esofago, attraverso una radiografia dell’esofago con mezzo di contrasto, per escludere la presenza di malattie similari e associate, e un’endoscopia esofagea, per visualizzare e verificare la presenza di eventuali lesioni ed effettuare una biopsia.

La biopsia è un esame che avviene con il prelievo di un frammento di tessuto al fine di valutare la presenza di cellule tumorali e quindi se si tratta di displasia lieve, media o severa.

Per verificare la presenza di infiltrazioni e/o linfonodi affetti da metastasi viene effettuata l’eco-endoscopia, mentre per verificare la presenza di metastasi estese ad altri organi viene effettuata una tomografia computerizzata (TC) dell’encefalo, del torace e dell’addome e la PET, al fine di valutare l’estensione loco-regionale del cancro all’esofago e la presenza di eventuali metastasi non rilevate dall’esame TC.

Nei casi in cui la mucosa esofagea si sia trasformata in mucosa gastrica è consigliata un’endoscopia ogni due o tre anni.

Cancro all’esofago: terapia e cura

Il tumore all’esofago va trattato preliminarmente con approccio chirurgico e poi con radioterapia e/o chemioterapia. Un possibile e iniziale approccio chirurgico di rimozione del tratto interessato dal tumore è la chirurgia laparoscopica, nella quale si effettua una resezione della musica endoscopica, oppure attraverso l’utilizzo della tecnologia laser. Prima dell’intervento può essere effettuata radioterapia e/o chemioterapia al fine di ridurre la massa tumorale prima dell’asportazione.

Nei casi di tumore all’esofago non operabile il paziente viene trattato con radioterapia e chemioterapia al fine di aumentare le chance di sopravvivenza e con migliori condizioni di vita. Nei casi di carcinoma all’esofago in cui i trattamenti chemioterapici e radioterapici non fossero applicabili, le cure palliative possono alleviare i sintomi dei tumori all’esofago. Si tratta di laser-terapia o di applicazione per via endoscopica di protesi espansibili per consentire o ricreare il passaggio del cibo. Qui trovate tutte le info aggiornate sui trattamenti di elezione nella cura del cancro dell’esofago.

Cancro all’esofago: tipologie e stadiazione

In base al tipo di tessuto in cui si forma il cancro all’esofago, questo si può dividere in carcinoma a cellule squamose ed adenocarcinoma.

Il carcinoma esofageo a cellule squamose, conosciuto pure come carcinoma squamocellulare esofago, è il tipo più comune (60% dei cancro dell’esofagei) e si sviluppa nelle cellule di rivestimento della parte superiore e centrale del canale esofaceo. L’adenocarcinoma, invece, rappresenta il 30% dei carcinoma all’esofago e nasce dalle ghiandole della mucosa o da isole di mucosa gastrica fuori sede o da ghiandole del cardias o della sottomucosa esofagea, e inizia più di frequente nell’ultimo tratto, quello vicino alla giunzione con lo stomaco.

In base alla sua posizione, il tumore all’esofago viene trattato con diverse opzioni terapeutiche.

La gravità di un tumore dipende dalla grandezza della massa neoplastica e dalla capacità di diffusione delle cellule tumorali. Esistono 4 stadi di gravità: lo stadio I identifica i tumori meno gravi, confinati in una sede ben precisa; lo stadio IV, invece, identifica i tumori più severi ed estesi, diffusi addirittura nei linfonodi e negli altri organi del corpo (in genere il fegato). Gli stadi II e III contraddistinguono tumori di gravità intermedia.

  • 0 (carcinoma in situ): il carcinoma dell’esofago è in stadio iniziale e interessa solo i primi strati delle cellule della mucosa esofagea.
  • I: il tumore interessa la mucosa, si è esteso nella sottomucosa o invade la parete sino allo strato muscolare, ma non si è diffuso ai tessuti adiacenti, né ai linfonodi, né ad altri organi.
  • IIA: il tumore ha invaso lo strato muscolare e la parete esterna (avventizia) dell’esofago senza interessamento dei linfonodi.
  • IIB: il tumore ha invaso fino allo strato muscolare e interessa i linfonodi regionali.
  • III: il tumore ha invaso la parete esterna dell’esofago e potrebbe aver coinvolto anche i tessuti o i linfonodi adiacenti, ma non ha dato metastasi a distanza.
  • IV: presenza di metastasi in organi a distanza.

 

Tumore all’esofago: assistenza medica e responsabilità medica

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, offre assistenza legale gratuita per tutelare i diritti delle vittime rispetto all’esposizione ad amianto e altre sostanze cancerogene che possono causare il cancro all’esofago. Accompagna le vittime in tutte le fasi dell’iter legale per ottenere il risarcimento dei danni e il riconoscimento di tutti i diritti e benefici previsti dalla legge. Offre anche assistenza medica gratuita per la prevenzione, diagnosi precoce e sorveglianza sanitaria. L’ONA tutela legalmente le vittime di malasanità assicurando la responsabilità medica a favore dei pazienti. Screening e prevenzione sono particolarmente importanti nelle persone sottoposte a fattori di rischio, come la presenza dell’esofago di Barrett.

Qui trovate tutte le informazioni utili sull’assistenza medica gratuita e sull’assistenza legale gratuita di ONA.

Per ottenere assistenza medica e/o legale basta chiamare il numero verde 800-034294, rivolgersi allo sportello amianto oppure compilare il form che trovate qui sotto.