Libertà di scelta e corretta informazione
Sul tema del “consenso informato” per la tutela e garanzia della posizione assunta dal paziente, in qualità di Avvocato e Presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e delle Vittime del Dovere, esprimo, come segue, una riflessione di natura etica e legata a dei principi supremi della persona.
Innanzitutto, la considerazione nasce dal tempo dedicato durante la mia attività professionale in difesa e assistenza di persone vittime anche di errori medici.
In tali casi, le circostanze mostravano una costante comune, molto spesso ignorata dallo stesso personale ospedaliero e medico. L’essenzialità e l’importanza del consenso informato al paziente, rispetto sia alle cure, terapie, trattamenti farmacologici sia ai veri e propri interventi chirurgici.
Tale aspetto, ha progressivamente assunto negli ultimi anni una notevole considerazione, rispettando, innanzitutto, il ruolo rivestito dai principi stessi costituzionali in nome della tutela della salute e della persona.
Il consenso informato del paziente, costituisce summa di un insieme di principi e valori che fanno perno alla persona nella sua interezza.
A partire dalla libertà di pensiero, di scelta, alla più ampia considerazione di ogni elemento proprio della deontologia medica, e del rapporto medico-paziente, in cui il basilare rapporto di fiducia stretto non può esimersi dal contenimento proprio di un accoglimento pieno e libero del consenso del paziente.
Una questione di deontologia medica
Infatti, delle anzidette difese legali dei pazienti, il richiamo è sempre all’art. 33 del Codice di Deontologia Medica. Non si tratta di riconoscere un mero valore formale. Ma il consenso, è presupposto della legittimità dell’operato dei sanitari e della intera struttura ospedaliera, a garanzia del paziente.
Infatti, non vi può essere un consenso se non vi è un’informazione corretta. Quest’ultima presuppone la verifica delle diverse opzioni terapeutiche, piuttosto che degli effetti e delle complicanze che ne conseguono.
In secondo luogo, la consapevolezza del paziente, quale persona, rispetto la propria condizione di salute e le stesse prospettive di vita in un momento delicatissimo.
Avvicinarsi al paziente, rendendo lo stesso consapevole e libero di scegliere come percorrere i momenti della propria vita, in funzione delle cure oppure interventi prospettabili, è fondamentale.
Altresì lo è anche ogni aspetto legato alla corretta e piena informazione di ogni valutazione, in merito a potenziali rischio, dato dalla somministrazione di farmici, oppure di interventi particolarmente delicati e rischiosi.
Favorire tutele mirate alla garanzia di un adeguato servizio di assistenza e cura
Soltanto e proprio considerando il consenso informato in tale direzione, oltre il mero aspetto formale del modulo compilato, si può prospettare un regime di tutele adeguato alla figura del paziente. Considerandolo in un’ottica di assistenza e accoglienza alla cura di primo ordine.
Purtroppo, la molteplicità dei casi ha nel passato proprio evidenziato un’alta casistica generata da un inappropriato e spoglio approccio a tali elementi, non ignorabili.
Il valore della vita umana, e della dignità con cui la persona deve essere assistita dal personale ospedaliero e medico per ogni cura, intervento e scelta relativa alle proprie condizioni di salute deve essere al primo posto.
Partendo da una base etica e legata agli aspetti più umani e profondi delle circostanze, si può arrivare ad una massima e opportuna considerazione del “consenso informato”.
Baluardo di reali esigenze umane e trasmissione di un’intima consapevolezza, guidata dal confronto appurato e dalla scelta libera della prima persona legittimata ad esprimersi: il paziente.
