L’Artemisia herba-alba, una pianta aromatica con una lunga storia di utilizzo nella medicina tradizionale, si sta rivelando una preziosa alleata nella lotta contro il tumore al colon-retto. Un recente studio ha evidenziato le sue proprietà citotossiche nei confronti delle cellule tumorali
Etimologia e diffusione dell’Artemisia herba-alba

Il nome Artemisia ha origini antiche e viene attribuito alla dea greca Artemide, protettrice della natura e della fertilità, suggerendo l’importanza attribuita sin dall’antichità alle proprietà medicinali di questa pianta. L’epiteto specifico “herba-alba“, che in latino significa “erba bianca”, si riferisce all’aspetto peculiare delle sue foglie, caratterizzate da una sottile peluria biancastra che le protegge dall’aridità del clima desertico.
La pianta è diffusa in vaste aree dell’Africa settentrionale, del Medio Oriente e dell’Europa meridionale e prospera in ambienti semi-aridi e desertici. Oltre ad essere una specie di grande interesse per le sue proprietà fitoterapiche, la sua straordinaria capacità di adattarsi a condizioni climatiche estreme la rende preziosa anche dal punto di vista ecologico. Contribuisce infatti alla protezione del suolo dall’erosione e alla stabilizzazione degli ecosistemi aridi
Usi storici e culturali
L’impiego dell’Artemisia herba-alba risale all’epoca egizia, quando veniva utilizzata per trattare infezioni intestinali e febbri. Gli antichi Greci e Romani la impiegavano come tonico digestivo e antiparassitario. Nel mondo arabo, è stata tradizionalmente usata per curare una vasta gamma di disturbi, tra cui problemi respiratori, infezioni batteriche e fungine, diabete e ipertensione.
In alcune culture, le persone hanno anche associato l’Artemisia herba-alba a pratiche spirituali e rituali purificatori. Ad esempio, i nomadi berberi del Nord Africa la bruciavano nelle tende per tenere lontani gli insetti e purificare l’aria.
Nel folklore marocchino, il decotto delle sue foglie era considerato un rimedio efficace per proteggere dai malocchi e dalle energie negative. on il progresso della ricerca scientifica, si è scoperto che i suoi benefici vanno ben oltre le credenze popolari, dimostrandosi utili in numerosi ambiti medici e terapeutici.
Artemisia herba-alba e il cancro al colon-retto: la ricerca scientifica
Il tumore al colon-retto rappresenta la terza neoplasia più comune al mondo, con circa due milioni di nuovi casi e un milione di decessi registrati ogni anno, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). L’alta incidenza della malattia ha spinto la comunità scientifica a esplorare nuove strategie terapeutiche che possano risultare meno tossiche e più selettive rispetto ai trattamenti convenzionali.
Uno studio condotto dall’Università di Sharjah (Emirati Arabi), pubblicato sulla rivista Food Science & Nutrition nel 2024, ha analizzato gli effetti di un estratto metanolico dell’Artemisia herba-alba su otto linee cellulari di tumore al colon-retto. Le piante utilizzate sono state raccolte nel sud della Giordania, essiccate e polverizzate per massimizzare la concentrazione di fitocomposti attivi.
Risultati dello studio
I risultati dello studio hanno evidenziato che il suo estratto è in grado di esercitare un effetto citotossico, ovvero la capacità di danneggiare selettivamente le cellule tumorali, portandole alla morte. Questo avviene principalmente attraverso l’induzione dell’apoptosi, un meccanismo biologico di autodistruzione delle cellule anomale che impedisce loro di proliferare in modo incontrollato. Inoltre, l’estratto ha dimostrato la capacità di arrestare il ciclo cellulare, bloccando proteine fondamentali per la divisione delle cellule cancerose, come Cyclin B1 e CDK1, e impedendo così la loro riproduzione.
Uno degli aspetti più rilevanti dello studio è stato l’effetto inibitorio sulla via di segnalazione PI3K/AKT/mTOR, un complesso meccanismo molecolare coinvolto nella crescita e nella sopravvivenza delle cellule tumorali. Poiché questa via è spesso iperattiva nelle cellule cancerose, la sua soppressione rappresenta una strategia efficace per limitarne la progressione. Questi dati suggeriscono che l’Artemisia herba-alba potrebbe essere efficace in un ampio spettro di pazienti, indipendentemente dalle specifiche caratteristiche genetiche del tumore. Tuttavia, affinché questi risultati possano tradursi in una terapia clinica concreta, saranno necessari ulteriori studi preclinici e clinici.
Questi dati suggeriscono che l’Artemisia herba-alba potrebbe essere efficace in un ampio spettro di pazienti, indipendentemente dalle specifiche caratteristiche genetiche del tumore. Tuttavia, affinché questi risultati possano tradursi in una terapia clinica concreta, saranno necessari ulteriori studi preclinici e clinici.
Implicazioni terapeutiche: un’alternativa alla chemioterapia?
I trattamenti attuali per il tumore al colon-retto, come la chemioterapia e la radioterapia, sono spesso associati a effetti collaterali debilitanti, tra cui nausea, immunosoppressione e danni ai tessuti sani. Questo ha spinto la ricerca verso strategie terapeutiche alternative che possano garantire un’efficacia simile, ma con una minore tossicità per l’organismo.
Secondo la dott.ssa Lara Bou Malhab, responsabile dello studio, l’Artemisia herba-alba potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica interessante grazie alla sua selettività nel colpire le cellule cancerose, risparmiando quelle sane. Questa caratteristica potrebbe ridurre significativamente gli effetti collaterali dei trattamenti oncologici tradizionali e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
Le sfide della ricerca futura
Nonostante i risultati promettenti, la comunità scientifica sottolinea la necessità di approfondire ulteriormente gli studi sui meccanismi molecolari alla base dell’efficacia dell’Artemisia herba-alba. Saranno necessari test su modelli animali e trial clinici per determinare la sicurezza, il dosaggio ottimale e la biodisponibilità dei suoi principi attivi.
L’impiego delle piante medicinali nella ricerca farmacologica è un campo in continua espansione, ma la loro traduzione in terapie oncologiche richiede un rigoroso processo di validazione scientifica. Il sostegno delle istituzioni accademiche e dell’industria farmaceutica sarà essenziale per portare avanti questa linea di ricerca e valutare il potenziale utilizzo dell’Artemisia herba-alba nei protocolli terapeutici ufficiali.
Fonti
Bou Malhab, L. J. et al. Exploring the Anticancer Effect of Artemisia herba-alba on Colorectal Cancer: Insights From Eight Colorectal Cancer Cell Lines, Food Science & Nutrition, 2024. DOI: 10.1002/fsn3.4715
World Health Organization (WHO): Dati epidemiologici sul cancro al colon-retto