Screening pediatrico per diabete e celiachia

Approvata dalla Camera la proposta di legge per lo screening di diabete e celiachia

Un programma mirato per individuare il diabete di tipo 1 e la celiachia nella popolazione infantile (dal primo al diciassettesimo anno di età).
L’importanza di una diagnosi precoce di queste patologie aiuta a ridurre le complicazioni e il peggioramento che possono, a volte, essere mortali.

 La Proposta di Legge 622 “Disposizioni concernenti la definizione di un programma diagnostico per l’individuazione del diabete di tipo 1 e della celiachia nella popolazione pediatrica” è stata approvata dalla Camera. Dopo l’istituzione del fondo per il finanziamento dello screening delle due patologie in legge di Bilancio 2023 (comma 530 dell’art 1), attribuisce al Ministero della Salute il compito di elaborare delle strategie mirate.

Vediamo nei dettagli

Il programma pluriennale per individuare gli anticorpi del diabete di tipo 1 e della celiachia è finalizzato alla prevenzione dell’insorgenza della chetoacidosi in soggetti affetti da queste malattie.
Non solo è necessaria una diagnosi veloce ma rallentare la progressione della patologia tramite nuove cure e terapie. Sarà il Ministero della Salute a dettare i criteri per l’attivazione del programma. La spesa prevista è di 3,85 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e di 2,85 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026. Il ministero vorrebbe istituire un Osservatorio Nazionale sul diabete di tipo 1 allo scopo do elaborare e pubblicare annualmente i risultati dello screening nel sito web dell’istituzione e proporre, di conseguenza, campagne di sensibilizzazione e informazione su queste tematiche.

Celiachia

È una patologia intestinale auto infiammatoria permanente. Determina una perdita di peso e nei bambini è spesso associata a un’immunodeficienza. I soggetti affetti da questa patologia non possono mangiare alimenti a base di glutine. Quest’ultimo, contenuto in molti cibi a base di frumento come pane, pizza, pasta, biscotti, snack dolci e salati causa una risposta infiammatoria abnorme a livello dell’intestino tenue. La risposta immunitaria genera un’infiammazione cronica che, a sua volta, danneggia i tessuti dell’intestino e porta alla scomparsa dei villi intestinali, importanti per l’assorbimento dei nutrienti. Un celiaco quindi, oltre al danno diretto, subisce un consistente danno indiretto perché non è in grado di assorbire sostanze nutritive e quindi rischia la malnutrizione.

Se non è diagnosticata tempestivamente e trattata in modo adeguato, la celiachia può avere conseguenze importanti, anche irreversibili.

Quali sono le cause della celiachia

Le cause possono essere di diverso tipo come la predisposizione genetica ma ci sono molteplici fattori che scatenano la malattia. Non si conosce ancora la natura della celiachia. Sembra che la causa sia una disregolazione dell’immunità intestinale. Nei bambini spesso è associata a un’immunodeficienza.

In questi casi, si possono riscontrare auto-anticorpi circolanti contro le cellule epiteliali intestinali, anche se il loro ruolo non è stato ancora ben stabilito.

Non esiste al momento una terapia per l’intolleranza al glutine. Bisogna evitare di mangiare cibi che lo contengono. Purtroppo, però, a volte un celiaco può ingerire alimenti che hanno glutine senza saperlo. Secondo uno studio pubblicato su Nutrients per sapere quanto glutine può mangiare un celiaco senza avere disturbi dimostra che con 6 milligrammi di glutine al giorno il rischio che ricompaiano i sintomi è del 7 per cento.
Con 150 milligrammi si sale al 50 per cento e se si supera il grammo la probabilità sale ancora, fino a diventare una certezza con 1,5 grammi.

L’Associazione Italiana Celiachia ha seguito i lavori che hanno portato al voto del 23 maggio: “Consideriamo positivo che le istituzioni prestino la giusta attenzione alla diagnosi di celiachia, malattia fortemente sottostimata in Italia.
Solo il 40% dei pazienti ha una diagnosi e può accedere alle cure. Non dimentichiamo mai che un celiaco non diagnosticato si espone al rischio di complicanze anche molto gravi. Peggiora la propria salute e la qualità della vita, oltre a gravare sulla sanità pubblica. Fare diagnosi di celiachia è una forma di prevenzione” dichiara Rossella Valmarana, Presidente di AIC – Associazione Italiana Celiachia. 

“In aula sono stati presentati alcuni emendamenti, non tutti accolti.
Tra gli spunti di miglioramento della legge emersi dal dibattito parlamentare AIC seguirà la proposta della riduzione dell’IVA negli alimenti formulati per i celiaci. Questo può restituire al tetto di spesa una quota significativa di valore economico”.

Il diabete di tipo 1

Anche il diabete mellito di tipo 1 è una patologia cronica, autoimmune. L’alterazione del sistema immunitario provoca la distruzione di cellule dell’organismo riconosciute come estranee e verso le quali vengono prodotti degli anticorpi (autoanticorpi) che le attaccano. Nel diabete tipo 1 sono le cellule del pancreas che producono insulina ad essere distrutte. Per questo, dato che l’insulina regola i livelli di glucosio nel sangue, il sintomo principale di questa patologia è l’iperglicemia (eccesso di glucosio nel sangue).

A differenza del diabete di tipo due questo insorge solitamente nei giovani ed è trattato solo con l’insulina. Può comparire addirittura nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. Sono circa 300mila in Italia le persone affette da diabete di tipo 1. Non sono chiari i fattori che scatenano la patologia, così come la celiachia, è essenziale lo screening e gli studi che verranno messi in atto.

La prevenzione e lo studio di queste patologie

La prevenzione e lo studio di queste due patologie non solo sono fondamentali ma anche necessarie. Per migliorare la qualità di vita di moltissime persone e un futuro diverso per i bambini che ne sono affetti.

Autore: Ilaria Cicconi