Sadismo: l’altra faccia del masochismo

Uno stretto legame tra piacere e dolore

Un piacere malato che si basa sul godimento nell’infliggere dolore fisico e psicologico all’altro attraverso torture, umiliazioni, punizioni e fustigazioni. Spesso si confonde il sadismo con una serie di “giochi” sessuali erotici ma, in realtà, questo è un vero e proprio disturbo (parafilia) se soddisfa determinati criteri e, nei casi più gravi, può portare all’uccisione della vittima solo per soddisfare la propria eccitazione sessuale.
Il termine sadismo deriva dal marchese de Sade scrittore di opere incentrate sulla violenza e giochi erotico- sessuali perversi che attuava per raggiungere il piacere. Accusato in particolare dalla suocera di reati come la tortura, violenza sessuale, condotta immorale, avvelenamento, de Sade finì in un ricovero a causa della sua grave patologia e per i suoi comportamenti.

Sadismo: i criteri diagnostici secondo il DSM-V  

Con questo termine si indicano le azioni in cui il soggetto ricava  eccitazione sessuale dalla sofferenza fisica e/o psicologica della vittima.
I due criteri principali per la diagnosi, secondo il Manuale Diagnostico del Disturbi Mentali (dall’inglese Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – DSM quinta edizione) sono:
1) le fantasie, impulsi sessuali o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente che comportano azioni in cui la sofferenza psicologica della vittima è sessualmente eccitante per il soggetto devono perdurare per almeno 6 mesi


2) queste fantasie, impulsi e comportamenti causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa e altre aree del funzionamento.

Il disturbo sadico della personalità (comprendente anche il sadismo non sessuale) è stato escluso dal novero dei disturbi della personalità dal DSM-IV e DSM-V, in quanto tali caratteristiche si possono riscontrare in molti altri disturbi come quello narcisistico, antisociale, borderline, psicosi, psicopatia, ipersessualità ecc. Nel DSM-V è nominato come sadismo sessuale. Dalla letteratura psicologica e psichiatrica si evince come, al di là dei complessi profili psicologici degli interessati e delle motivazioni profonde che li possono condurre alla perversione, queste pratiche sono più frequenti nei soggetti di tipo borderline.

Alcuni sono infastiditi dalle proprie fantasie sadiche che riemergono durante i rapporti sessuali e non le esplicano; altri invece, le praticano con partner consenziente o non consenziente.

Le diverse forme di sadismo

1) quello non sessuale o psichico in cui il soggetto maltratta familiari e prova piacere nelle sconfitte altrui. In questo caso il soggetto, dato che non pratica atti sadici durante il sesso, non è consapevole del suo problema. Queste persone nel nucleo familiare pretendono la completa obbedienza e condannano ogni minimo errore

2) sadismo sessuale quello in cui il dolore fisico e l’umiliazione per verso il partner vengono attuati: percuotendo torturando, imprigionando, bendando, fino anche ad ucciderlo.

Le fantasie sadiche sono presenti già nella fanciullezza ma varia a seconda del soggetto.

Ma perché il sadico gode nell’infliggere dolore agli altri? Cosa c’è sotto questo disturbo?

Il sadismo può essere praticato in diverse forme ma alla base di tutto c’è un rifiuto: quello della reciprocità che è la caratteristica dell’amore. Il soggetto prova piacere e godimento sessuale quando la vittima oppone resistenza, perché il suo interesse si basa sulla costrizione, quindi, sul controllo.
La sofferenza che porta al godimento può essere fisica e/o psichica. La violenza ha lo scopo di umiliare e spaventare la vittima, punirla e, quindi, l’eccitazione del sadico è amplificata dall’avere provocato nella vittima un senso di vergogna. Questo perché spesso il comportamento sadico è associato al masochismo.

Il termine deriva dallo scrittore austriaco Leopold von Sacher-Masoch, autore del romanzo Venere in pelliccia, nel quale descrive proprio una relazione di tipo masochistico. Il masochista è una persona che ricerca sempre dolore e sofferenza psicologica (sotto forma di umiliazione) o fisica per raggiungere il piacere.

Sadismo e masochismo sono un’unica perversione in forme diverse. Le persone affette da sadismo hanno una forte aggressività inconscia e tendono a sfogarla sulle proprie vittime. Se analizziamo il pensiero freudiano, l’impulso sessuale primitivo è quello di neutralizzare l’impulso di morte facendo scaturire sugli altri la propria rabbia.
Ecco perché è importante analizzare l’infanzia del soggetto affetto da sadismo.

Il legame profondo tra sessualità e dolore

Se pensiamo al mondo animale il combattimento per il corteggiamento e la penetrazione avvengono in modo violento. La tendenza primaria che spinge l’uomo a penetrare la donna ha carattere di violenza. Nei casi in cui questo non è possibile l’energia viene sviluppata violentemente attraverso atti di percosse, dolore soffocamento ed è importante sottolineare che nella maggior parte dei casi il soggetto sadico non utilizza i genitali. Attraverso la sofferenza inflitta prova eccitazione facilitato, poi, da manovre auto erotiche.

La vulnerabilità e il lato masochista del sadico

Alla base del sadismo c’è un forte odio per l’altro sesso e la paura. Soprattutto delle responsabilità.
I sadici, in realtà sono persone “vulnerabili” perché cercano di tenere sotto controllo il loro bisogno di dipendenza e inferiorità rendendo, poi, dipendenti e inferiori gli altri.

Il sadismo può essere correlato da eventi traumatici o abusi infantili?

Secondo una corrente di pensiero, come per altre perversioni, il soggetto assume un carattere sadico in seguito ad avvenimenti traumatici in particolare avvenuti durante l’infanzia. Uno di questi, in genere, è il lutto.
“Le perversioni sessuali emergono, secondo tale ipotesi, come tentativo di difesa e di riparazione nei confronti di una perdita traumatica non elaborata. Il comportamento sadico, come anche quello masochistico, viene visto come una sorta di tentativo di rifiutare e negare la perdita e riparare ad essa con una fantasia che non porta risultato perché la perdita interna continua ad esistere”.

Amore e dolore

Di conseguenza il soggetto inizia a sviluppare una perversione. Una scelta inconscia: quella di vivere nel dolore per non perdere l’oggetto interiorizzato nell’infanzia.

Uno dei gravi casi di sadismo

Nel 2015 un idraulico fiorentino, Riccardo Viti, è stato arrestato e condannato a 20 anni per aver torturato e ucciso una ragazza, Andrea Cristina Zamfir, sotto il cavalcavia dell’autostrada nei pressi di Scandicci. La donna è stata crocifissa e uccisa brutalmente e non era l’unica vittima.
La presenza del profilo genetico di Riccardo Viti, tra i vari casi fu riscontrata in quello del marzo 2013. Una prostituta di 46 anni fu trovata, viva, legata a una sbarra nello stesso modo della ventiseienne romena. Anche in quel caso la donna era stata legata con del nastro adesivo bianco e verde con stampata la sigla dell’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi.

Sadismo: esiste una cura?

Il soggetto affetto da sadismo difficilmente accetta di sottoporsi a psicoterapia. Tuttavia, in rarissimi casi, se la persona decide di intraprendere con uno specialista in sessuologia, potrebbe capire le basi del suo problema e, con tempo e pazienza, uscire da questa perversione. A volte queste persone hanno una famiglia, figli e sono consapevoli della loro sessualità malata ma non vogliono cambiare. Spesso il sadico vuole essere così.
Ma nel caso in cui se ne vergogni e si renda conto di avere un serio problema, anche grazie alle persone che lo circondano, potrebbe intraprendere un percorso di cura.
Per sé stesso e per gli altri.

Bibliografia: rivista di sessuologia clinica a cura di Chiara Simonelli, Filippo Petruccelli, Veronica Vizzari. Casa editrice Franco Angeli

Autore: Ilaria Cicconi