Uno studio dell’Harvard Pilgrim Health Care Institute rivela che l’uso di DoxyPEP, un trattamento post-esposizione a base di doxiciclina, riduce drasticamente i tassi di clamidia e sifilide. Questa strategia innovativa si conferma efficace non solo in ambito clinico, ma anche nella pratica quotidiana, offrendo nuove speranze nella prevenzione delle IST (infezioni sessualmente trasmissibili)
La prevenzione oltre i limiti: DoxyPEP sta cambiando la lotta alle infezioni sessualmente trasmissibili

Nel corso degli ultimi decenni, le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) hanno costituito una persistente sfida per la salute pubblica globale. La diffusione di patologie come sifilide e clamidia, combinata con l’espansione della resistenza agli antibiotici, ha reso ancora più urgente l’individuazione di strategie preventive efficaci. È in questo contesto che prende forma DoxyPEP. La terapia,
prevede l’assunzione di una singola dose di doxiciclina, un antibiotico noto per la sua efficacia e tollerabilità, entro un massimo di 72 ore da un rapporto sessuale a rischio. Questa pratica preventiva si ispira al concetto della profilassi pre-esposizione (PrEP), utilizzata per prevenire l’HIV, ma applicata alla prevenzione delle infezioni batteriche. Diversamente dalla tradizionale somministrazione di antibiotici dopo la diagnosi, DoxyPEP agisce come una barriera preventiva, impedendo la proliferazione batterica prima che si sviluppino i sintomi. Ma approfondiamo la questione.
Lo studio: i numeri di un successo tangibile
Pubblicato su JAMA Internal Medicine, lo studio condotto dall’Harvard Pilgrim Health Care Institute, in collaborazione con Kaiser Permanente Northern California, Mid-Atlantic States e Georgia, ha esaminato l’efficacia di DoxyPEP su larga scala. I dati parlano chiaro: tra gli oltre 12mila partecipanti che utilizzavano HIV PrEP, il 19% (2.253 persone) ha richiesto e ottenuto DoxyPEP durante il primo anno di disponibilità.
L’efficacia del trattamento ha superato le aspettative iniziali, dimostrando risultati sorprendenti nella riduzione delle infezioni batteriche trasmesse sessualmente. In particolare, la clamidia ha visto una riduzione del 79%, la sifilide un calo dell’80%, mentre la gonorrea ha mostrato una diminuzione significativa, sebbene inferiore, del 12%.
«Siamo stati entusiasti di vedere che gli utenti di DoxyPEP nel nostro studio hanno sperimentato diminuzioni di clamidia e sifilide paragonabili a quelle osservate negli studi clinici» – ha dichiarato Michael Traeger, dell’Harvard Pilgrim Health Care Institute e autore principale dello studio.
Un’implementazione reale, un impatto concreto
Ciò che rende DoxyPEP particolarmente interessante è la sua efficacia nel mondo reale, oltre i confini degli studi clinici controllati. Troppo spesso, interventi promettenti falliscono nella loro applicazione quotidiana a causa di ostacoli logistici, scarsa adesione o mancanza di risorse. In questo caso, tuttavia, l’adozione di DoxyPEP nelle cure di routine ha dimostrato che l’approccio può funzionare anche su vasta scala.
San Francisco, una città pioniera
Nel 2022, San Francisco è diventata la prima città a raccomandare formalmente l’uso di DoxyPEP per uomini gay, bisessuali e donne transgender a rischio di IST. Poco dopo, anche Kaiser Permanente Northern California ha iniziato a offrire DoxyPEP agli utenti di HIV PrEP.
«Da quando abbiamo iniziato a offrire DoxyPEP ai nostri pazienti, i nostri medici hanno visto un netto calo sia dei risultati positivi dei test IST che del numero di pazienti che necessitano di cure dopo un’esposizione a malattie sessualmente trasmissibili». Ad affermarlo, Jonathan Volk, specialista in malattie infettive con The Permanente Medical Group.
Tuttavia, Volk sottolinea che la riduzione della gonorrea è stata più modesta, con solo un calo del 12%. «Questo risultato mette in evidenza l’importanza di continuare i test IST regolari anche per i pazienti che utilizzano DoxyPEP» – ha aggiunto.
Sifilide congenita e malattie sessualmente trasmissibili: la necessità di soluzioni rapide
La sifilide, in particolare, ha registrato una preoccupante recrudescenza, con un incremento significativo dei casi di sifilide congenita. Questa forma, che si trasmette dalla madre al neonato durante la gravidanza, può avere conseguenze devastanti, tra cui difetti gravi e decessi neonatali
«L’aumento dei tassi di sifilide evidenzia l’urgente necessità di strumenti innovativi come DoxyPEP» – ha dichiarato Michael Silverberg, epidemiologo dell’HIV della Kaiser Permanente Division of Research.
Resistenza e futuro della prevenzione: sconfiggere le malattie sessualmente trasmissibili
Sebbene i risultati siano incoraggianti, la comunità scientifica rimane vigile su una questione cruciale: l’antibiotico-resistenza. L’uso regolare di doxiciclina potrebbe infatti favorire lo sviluppo di ceppi batterici resistenti, compromettendo l’efficacia degli antibiotici esistenti.
«Sappiamo che ci sono domande importanti a cui è ancora necessario rispondere su DoxyPEP, compresi i suoi effetti sulla resistenza antimicrobica» – ha dichiarato Julia Marcus, professore associato di medicina dell’Harvard Pilgrim Health Care Institute e autrice senior dello studio.
«Nel frattempo, il nostro studio suggerisce che un’implementazione più ampia di DoxyPEP potrebbe avere enormi benefici per ridurre la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili e migliorare la salute sessuale».