La ricerca di un piano programmatico condiviso e coordinato
Il mio ultimo libro, edito ad Ottobre 2025 dal Sole24Ore:
“Amianto. Dalla prevenzione alla bonifica. Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità” – con il tema dell’amianto, sintetizza anche l’auspicio di provvedimenti mirati.
Mediante decreti ministeriali adattati alla sistemazione delle varie richieste.
Nella “Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro” – dedicato a tutte le vittime del lavoro ed anche per l’amianto, si riconosce altissima rilevanza per il tema della prevenzione e proprio in questo ultimo periodo.
Per il futuro, è bene arrivare ad una sistematica predisposizione normativa.
Non bisogna scrivere molto e lasciare non attuati dei lavori di studio ricerca e predisposizione fattiva.
L’importanza delle bonifiche in termini di prevenzione, permettono anche un risparmio a fronte delle spese sostenute per la salute a fronte delle cure stesse.
La Sala della Camera dei Deputati, adibita alla giornata sul tema, ha visto partecipe la testimone figlia di una vittima dell’amianto, la biologa Dott.ssa Mara Sabbioni. La quale insieme a sua madre e suo fratello, ha lottato per nove anni, sostenendo cinque processi per ottenere giustizia per la morte del padre.
La Dott.ssa Mara Sabbioni:
“Una giornata molto significativa per la memoria delle vittime dell’amianto, come mio padre. Insieme a mio fratello e mia madre siamo qui oggi per questo. La condanna dell’intera famiglia delle vittime dell’amianto.
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Una storia assurda e piena di contraddizioni quella dell’amianto.
Asbesto e fragilità per costrizione di vita per la vittima e la famiglia nella sopportazione del dolore durante la malattia. Una sofferenza atroce.
Fa riflettere il dolore forte provato da mio padre, il quale testimonia la gravità della sofferenza.
La parola eternit, racchiude il significato della condanna a morte della persona che inala amianto.
Mio padre è sopravvissuto solo 15 mesi dopo la diagnosi di mesotelioma pleurico“.
Le parole della Sabbioni, arrivano a toccare l’anima delle persone presenti, delle altre vittime, dei famigliari e di tutti i presenti. Oltre ogni risarcimento, sicuramente, il danno arrecato in termini umani e affettivi e abnorme, considerata l’aggressività e purtroppo la velocità stessa della malattia.
Comprendere sulla base di questa testimonianza, il significato più profondo della realtà dell’amianto e la portata delle sue conseguenze è importantissimo. In termini umani, si dimostra come lo sconvolgimento di intere famiglie oltre la perdita umana, prova l’esigenza di porre un freno a tanta sofferenza.
La prevenzione, analizzata sotto più aspetti sta rilevando come la misura più efficace per puntare all’eliminazione di tale drammatica situazione.

Photo Giornata della Memoria – Camera dei Deputati
Dove e come possiamo muoverci per la prevenzione primaria in tema di amianto?
On. Ilaria Fontana Vicepresidente MS Camera:
“La bonifica è un dovere istituzionale. Abbiamo tante emergenze silenziose, di interesse nazionale per l’amianto.
La bonifica è un punto di partenza ma la sfida è post bonifica.
Io stessa sono figlia della Valle del Sacco, il mio attivismo civico è diventato poi politico. Però grazie all’operato come quello dell’Avv.to Bonanni, si sa come la politica può diventare una vera e propria guida.
Mettersi a disposizione, ha senso se partiamo da queste testimonianze e cerchiamo delle risposte fuori dalla retorica. Dalle storie delle famiglie, dobbiamo prendere i punti di partenza e capire le mancanze e le soluzioni a lungo termine, lungo un percorso.
La politica sceglie sempre anche quando dice che è impossibile.
Mettere la bonifica come priorità per la politica e soprattutto per i nostri territori: allora vuol dire che la bonifica diviene atto di amore e cura.
Non servono leggi quadro, a volte, ma rendendocene conto. È difficile portarle avanti, nonostante l’esigenza di leggi quadro in materia.
Effettivamente, pianificare in modo programmatico è trovare delle soluzioni.
Gli spunti sono stati tantissimi, compresi i fattori professionali legati all’economia ambientale.
La difficoltà maggiore nelle bonifiche, è anche quella delle competenze e ruoli secondo responsabilità.
Lo Stato deve essere vicino alle famiglie delle vittime, ai malati.
La politica deve ascoltare la scienza e non parlare a sé stessa”.
L’intervento del Generale Giancarlo Cardillo – Componente ONA:
“Ogni convegno al quale partecipo mi consente di imparare, essendo il loro scopo di informare e informarsi.
Il problema è che le 40 milioni di tonnellate di amianto sono ancora qui.
Noi dobbiamo avere l’occhio lungo per capire cosa non siamo capaci di fare dal 1992 ad oggi.
Me lo sono chiesto molte volte, e nella introduzione e postfazione del libro contribuisco con il mio parere. Lo riassumo nell’assenza di modifiche strutturali: incapacità di coniugare in Italia il pubblico e il privato.
Non siamo più capaci a partire dalle autostrade, per esempio.
In campo comunitario l’Euratom, invece è simbolo di perfezione e invito di un grande progetto federale europeo per l’energia.
Addirittura avevamo inventato un reattore.
Effettivamente, ci sono cose che si possono fare per singoli progetti finanziati dallo Stato.
Ma i miliardi è difficile. Non sono numeri maneggevoli neanche per stati fiorenti, figuriamoci per quelli che hanno il debito pubblico. L’Italia non può permetterselo.
Bisogna lavorare duramente contro tutte le iniziative anche ostacolate.
Si devono fare grandi progetti federali europei.
Credo che se non riusciamo ad organizzarci dovremmo farci sussidiare”.
Le vie percorribili in giudizio più adeguate
In nome di una ricerca ad una soluzione comune e soprattutto concreta e incisiva in vista di una bonifica integrale e preventiva per l’amianto, si è aggiunto l’intervento del Dott. re Fabio Massimo Gallo.
Sul punto, è stato importante sottolineare la presenza ancora importante e invadente dell’amianto.
Quali rischi, conseguenze e tutele mirate e più adeguate per le stesse vittime dell’amianto e le loro famiglie.
Il Dott.re Fabio Massimo Gallo:
“Vorrei ricordare, innanzitutto come la soglia limite da quest’anno è variata per le fibre di amianto.
La presenza dell’amianto è insidiosa e si trova in tutti i contesti.
Vorrei ricordare che si trova nei cassoni dell’acqua, tramezzi di insonorizzazione o coibentazione.
In sede di bonifica la difficoltà è nello smontare tale materiale e portarlo nelle discariche.
Oggi il lavoratore che procede alla bonifica è la persona più esposta di tutte le altre.
L’amianto, è vietato in Italia ma in molti altri paesi del mondo ancora entra in circolazione. E non sappiamo cosa entra sotto forma di container.
L’Avv. Bonanni ha anche ricordato della tutela penale.
Ai fini del ricalcolo per i benefici pensionistici, nesso di causalità per patologie e decessi, profilo risarcitorio civile e penale per responsabilità per lesioni e anche omicidio colposo.
Come per l’amianto, per gli infortuni sul lavoro non conviene per il lavoratore vittima, inserirsi nel procedimento penale, in quanto la prova deve essere ogni ragionevole dubbio.
Il Pm, deve fornire prova della colpevolezza con grande difficoltà in sede penale.
Quindi, il vantaggio è quello di agire in tal senso in sede civile, coincidendo con il giudice del lavoro.
Gli eredi, agiranno iure hereditatis davanti al giudice del lavoro ma anche iure proprio, davanti allo stesso attraendo per connessione qualsiasi altra competenza.
Unica eccezione escludibile del diritto fallimentare.


Photo Giornata della Memoria – Camera dei Deputati
La prevenzione, è un passo avanti nella tutela dei lavoratori.
Il nostro Testo Unico 81/2008 è stato definito dalla tutela risarcitoria alla prevenzione. Fino a quel momento la tutela dei lavoratori era incentrata sui divieti, risarcimento del lavoratore in caso di violazione di norme e obblighi in capo ai datori del lavoro.
Nella nuova normativa, il lavoratore è stato coinvolto secondo nuovi ruoli e rappresentanti, introdotto il documento di valutazione dei rischi. Atto proprio non delegabile, con il quale il datore di lavoro deve immaginare e riportare tutti i possibili rischi per il lavoratore
L’art.2087 c.c. del 1942, l’imprenditore, è tenuto ad adottare le misure che secondo la particolarità, esperienza e tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale del lavoratore.
La giurisprudenza granitica per cui non basta per il datore rispettare le leggi se in base alla scienza quei limiti sono insufficienti. Deve essere usata tutta la conoscenza possibile.
Non solo la salute, ma la personalità morale.
Sicurezza tesa come stile di vita.
Il “lavoro sicuro”, il “lavoro salute” come mi ha insegnato l’Avv.to Bonanni. Si tratta di diritto di lavoro in condizioni di salute come ricordato dalla Corte Costituzionale.
Vorrei ricordare come in una visione moderna, l’accezione di salute è ampia e svincolata dalla sola visione medica ma contempla il rispetto della salute nel suo complesso.
La salute nel 1948, definita già stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, il 21.11.1986 nella Conferenza di Ottawa, e nella Carta della salute, riconosciuta come: “processo per garantire alle persone mezzi per il controllo e miglioramento della salute”.
