I fattori multipli e le conseguenze per la salute dei lavoratori ad alto rischio

Vigili del Fuoco in azione. Photo free da Pixabay
Vigili del Fuoco in azione. Photo free da Pixabay

Focus sui rischi nelle attività lavorative dei vigili del fuoco

Analizzando i rischi potenziali e concreti all’interno dei contesti professionali, sicuramente possiamo notare alcune figure tra l’altro altamente specializzate esposte ad altissimi rischi. In queste categorie professionali, proprio il personale operativo dei Vigili del Fuoco ne rientra con il suo delicatissimo ruolo al servizio per la salvaguardia della vita altrui.

Reali rischi per la salute dei vigili del fuoco


L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), rende una classificazione ben precisa delle sostanze cancerogene a cui sono esposti i vigili del fuoco, (IARC, 2010). Tali sostanze tossiche croniche, vengono associate a effetti e disturbi cronici, latenti, come: geno-tossicità, mutagenicità, cancerogenicità ed anche disturbi neurologici.

Principalmente, tali disturbi si verificano a causa dell’esposizione ripetuta alle tossine.

Si vuole considerare come i fattori di incidenza per le malattie, di cui particolarmente per il cancro, rappresentano altissimi numeri stimati sulla base delle recenti ricerche scientifiche.
Proprio l’elevata incidenza di specifiche forme tumorali si riferisce per il personale dei vigili del fuoco (Jalilian et al., 2019; LeMasters et al., 2006; Navarro et al., 2019; Petersen et al.,al., 2018; Pukkala et al., 2014).

Gli studi di Niosh e i dati comparati negli Stati

Tra gli studi più approfonditi e rilevanti, NIOSH, riporta come i vigili del fuoco statunitensi presentino un rischio pari al 9% per diagnosi di cancro. Tale dato si accosta alla stima del rischio del 14% per morte a causa di cancro rispetto alla popolazione generale degli Stati Uniti (Daniels, 2017).

Invece, a differenza di altri paesi come America, Canada e Australia, l’occupazione dei vigili del fuoco in Gran Bretagna non è stata riconosciuta o registrata come un’occupazione “a rischio” di cancro.

Al di là di tali stime e considerazioni, non bisogna in ogni caso escludere come la realtà presenti un significativo numero elevato di morti premature tra i vigili del fuoco a livello globale.

Le forme tumorali più sviluppate

Altresì, sono numerosi studi a presentare sui vigili del fuoco, manifestazioni di forme tumorali in periodo di latenza tra la prima esposizione e la diagnosi stessa.

Infatti, è stato appurato come il cancro al cervello o la leucemia si sviluppano tipicamente entro 5 anni.

Ma anche tumori solidi come: testicolare, vescica, colon-retto, rene, melanoma cutaneo, mieloma multiplo, linfoma non-Hodgkin, cancro alla prostata o ai polmoni si sviluppano in circa 10-15 anni. Aggiungendo il cancro esofageo fino a 25 anni e mesotelioma da 30 a 40 anni (Daniels et al., 2014, 2015; T. Guidotti, 2014 ; TI Guidotti, 2007; LeMasters et al., 2006).

I tumori della sede primaria

Come conseguenze dell’esposizione al fumo, purtroppo si considerano delle forme tumorali sempre più evidenti nel personale dei vigili del fuoco.

Si possono così classificare e riassumere: tumore al cervello, tumore al seno, tumore ai testicoli, tumore alla vescica, tumore al colon-retto, tumore al rene, tumore ai polmoni, mieloma multiplo, linfoma non-Hodkin, tumore alla prostata, tumore della pelle, tumore dell’uretere, tumore esofageo, mesotelioma.

L’esposizione a sostanze cardiotossiche

I risultati delle ricerche dimostrano come l’esposizione a sostanze cardiotossiche:
acido cianidrico, monossido di carbonio o particolato, possono accelerare le malattie vascolari.

Infatti, è accertato lo stesso aumento del rischio di attacchi cardiaci letali.

All’interno delle concause si può includere lo stress da calore, sforzo, disidratazione, lavoro a turni, mancanza di sonno, stress legato alla risposta alle chiamate antincendio e alla attività fisica impiegata con ogni massimo sforzo per il salvataggio.
Si aggiunge il c.d. “stress da calore”, per cui l’esaurimento da calore e il colpo di calore derivanti da esposizioni prolungate e frequenti ad alte temperature, possono portare non solo a ipertermia ma anche disidratazione. Multi-fattori scatenanti reazioni per diversi organi, come il cuore, i reni, e generare malattie del fegato e del tratto gastrointestinale.

Ulteriori sviluppi della ricerca sulla disidratazione

Una recente ricerca che ha coinvolto i vigili del fuoco statunitensi durante le esercitazioni, dimostra come oltre la metà degli stessi era disidratata prima di iniziare le attività antincendio, Horn et al., 2012.

Bisogna considerare come la stessa perdita di peso corporeo in perdita di liquidi, possa influenzare la funzione mentale, la forza e la destrezza.

Inoltre, un’altra conseguenza altamente dannosa per la salute stessa dei vigili nelle loro attività corrisponde all’aumento del flusso sanguigno. Infatti, i tassi di sudorazione e la temperatura corporea con il ridotto contenuto di acqua del corpo aumentano l’assunzione cutanea di effluenti del fuoco, (Walker et al., 2016; Woodbury & Merrill, 2019, Horn et al., 2012).

Conseguenze importanti sulla respirazione

Sulla base di una serie copiosa di studi, si riconosce da esposizione frequente, prolungata e diretta al fumo l’aumento della frequenza respiratoria. Purtroppo, ciò comporta la deposizione di particelle di fumo nel tratto respiratorio.

Tali particelle fini possono essere uno dei migliori indicatori singoli per l’impatto dell’inalazione dei prodotti della combustione sulla salute dei polmoni (Swiston et al., 2008).

Ciò può contribuire all’aumento dell’incidenza di malattie respiratorie croniche all’interno dei vigili del fuoco. Riteniamo ciò altamente probabile, considerando anche come l’esposizione al fumo di legna, possa dare un marcato effetto sul sistema immunitario respiratorio. E ad alte dosi può produrre lesioni a lungo termine o permanenti nei tessuti polmonari.

Concludo, sulla base dell’analisi scientifica e dettagliata l’evidenza allarmante dei reali rischi stimati per le attività svolte dai vigili del fuoco. In particolare, considerati anche in questo focus, meritevoli per ruolo ed esposizione a sostanze tossiche, ad un’attenta valutazione: mirata alla prevenzione e alla riduzione del numero delle vittime.

Fonti: Jalilian et al., 2019; LeMasters et al., 2006; Navarro et al., 2019; Petersen et al.,al., 2018; Pukkala et al., 2014, NIOSH, IARC, (Daniels et al., 2014, 2015; T. Guidotti, 2014 ; TI Guidotti, 2007; LeMasters et al., 2006), Horn et al., 2012.

Autore: Ezio Bonanni