UN’ANALISI ATTENTA PER UNA CULTURA “PLASTIC NEUTRAL”

L’importanza dell’informazione e dell’educazione

Innanzitutto, dobbiamo sottolineare sul tema dell’inquinamento dato dal deposito delle plastiche, come siano presenti sul territorio italiano ed attivi dei sistemi di sensibilizzazione e riduzione. Plastica: danni alla salute dell’esposizione alle microplastiche

L’allerta e l’urgenza del problema sono sempre trattati con la massima attenzione. Proprio per questo, intendiamo esaltare e trovare l’importanza del contributo rappresentato dall’introduzione di nuove best practice anche aziendali. Le stesse, all’interno di un’ottica sociale e collettiva più estesa dovrebbero essere comprese ed assimilate dal comune cittadino. Inquinamento marino da plastica: cause e conseguenze

Inserendosi in un programma di informazione ed educazione verso il contrasto all’impatto ambientale e sulla salute delle persone, a causa delle plastiche in esubero Bottiglie di plastica.
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sul territorio.

Soltanto in questa direzione si può comprendere la radice del problema e cercarne delle concrete azioni risolutive.

Oltretutto, il problema è sottovalutato e non accolto in un’ottica informativa coerente ed  adeguata alla gravità del fenomeno. Sotto la lente dell’ignoranza e la superficialità informativa, si rischia di eludere ogni impegno collettivo.

L’impegno attivo dei cittadini

Il primo importante contributo, parte proprio dai cittadini stessi, e nello stesso impegno costruttivo per l’ambiente. Ad iniziare da una raccolta rifiuti opportuna, e ideale per la riduzione dei materiali nocivi ed invasivi per il nostro pianeta.

Si deve partire, con il considerare un’adeguata educazione dai più piccoli, nelle scuole.

Per proseguire con una sensibilizzazione in tutte le fascie di età della popolazione.

A ciò si aggiunge una regolamentazione frammentata, carente e non adeguata alla risoluzione del problema invasivo e tossico.

Leggi del mercato e regolamentazioni

In secondo luogo, le leggi del mercato sono quelle più forti.

Ed attualmente dettano lo stesso controllo del fenomeno con incidenti impatti sulle diverse aree territoriali.

Ciò non riesce a creare un’analisi costante ed equilibrata nella concezione di un piano di azione uniforme.

Dobbiamo considerare che ci vogliono anni per ridurre il problema dei residui plastici. E’ quindi necessario un piano di azione e normativo rapido, stabile e concreto.

Tuttavia, si evidenzia come l’interesse di gruppi particolari, e proprio in alcuni territori stiano avanzando proposte eccellenti.

Le stesse meriterebbero un maggiore riguardo da parte delle istituzioni.

In Italia, l’esempio della Regione Piemonte si menziona per approvazione di una propria regolamentazione ad hoc sulla raccolta differenziata.

Gli input e gli aspetti positivi rispetto l’approccio al problema delle plastiche, si può riconoscere in Italia nel fatto che differenziamo abbastanza – ma rispetto all’Europa stiamo avanzando ora.

Best practice aziendali per l’etica “plastic neutral”

La dimostrazione delle best practice adottate dalle aziende nella cultura ed etica del “plastic neutral” – le accosta anche ad un’identificazione del know how. Certificazione – Plastic Neutral

Le aziende stanno operando nella giusta direzione, dando l’esempio per la nascita di una vera e propria cultura plastic neutral.

Fare del bene per il futuro, questo è l’obiettivo.

L’importanza della riduzione delle plastiche presenti nel globo, è d’imminente portata.

La salute delle persone e l’intero ecosistema altrimenti è soggetto purtroppo a ripercussioni pesantissime.

L’impegno consapevole e costante sul problema, è di primaria importanza. Per poter accrescere e progredire un vero e reale progetto di riduzione ad impatto ambientale del materiale plastico.

Da tempo, ormai ci accorgiamo di come la plastica invada le nostre case, e l’uso quotidiano in svariate forme. Purtroppo, la realtà anche in aree in via di sviluppo dimostra come l’uso della plastica sarà in aumento nei prossimi anni, invece che decrescere.

Proprio per questo è importante allora un interrogativo, verso la costruzione di un’identità condivisa di regole.

E soprattutto rispetto al contenimento del fenomeno.

Ricordiamo e riconosciamo il bene vita e la salute della persona come supremo, e considerevole della massima attenzione.

Tuttora, si ignorano i danni e le conseguenze sulla salute umana e non solo, legati proprio all’esubero delle materie plastiche.

Dagli ambienti produttivi fino agli ecosistemi tra cui il mare, circola il contatto con tale materiale tossico. Microplastiche: diffusione e effetti sulla salute – ISSalute

Lo possiamo anche ingerire e lo assumiamo indirettamente tramite il cibo.

Ignari della stessa presenza e consistenza negli alimenti.

Tutto ciò deve essere fermato, e deve essere contemplata una regolamentazione opportuna ed uniforme.

Uno sguardo sul futuro

Il contesto europeo, ancora non si è armonizzato in questa proiezione.

Ed ogni paese effettivamente rappresenta una realtà distaccata e singolare, in cui le norme si affiancano ai comportamenti stessi dei cittadini e le diverse mentalità.

La pericolosità per il nostro corpo è evidente, e già 50 anni fa i pesci erano contaminati dalle plastiche. La contaminazione segue anche i processi di produzione e le scelte produttive di categorie aziendali, come negli Emirati Arabi – dove i costi sono anche molto alti.

Un’ultima riflessione guardando il futuro non è delle migliori.

Pensando a come l’evoluzione ed il progresso di molti paesi portino ad un utilizzo delle plastiche in crescita.

Quale sinonimo errato di sviluppo, rappresentato per esempio dall’uso dei sacchetti di plastica.

Si stima un 20% di  plastica riciclata in più per il prossimo futuro.

Educare e rendere consapevoli le persone verso la gravità e l’urgenza del problema, è il primo passo per organizzare delle azioni concrete.

Autore: Ezio Bonanni