Vittime del dovere: storica sentenza su amianto e traghetti FS

Desidero condividere una sentenza di straordinaria importanza per le vittime del dovere colpite da patologie amianto correlate e per tutti i lavoratori civili esposti all’amianto nel corso della loro attività professionale. Dopo circa nove anni di battaglia giudiziaria, il Tribunale di Messina ha finalmente riconosciuto il nesso causale tra esposizione ad amianto e mesotelioma, condannando le Ferrovie dello Stato per la mancata tutela della salute dei propri dipendenti.

Approfondisco questo riconoscimento legale in un’intervista su ONA News di Luigi Abbate che vi invito a visionare alla fine dell’articolo.

Amianto sui traghetti FS nello Stretto di Messina

Al centro della vicenda vi sono gli operatori dei traghetti FS impiegati sulla tratta Messina–Reggio Calabria, lavoratori essenziali che per anni hanno svolto mansioni ad alto rischio. In particolare, il caso riguarda un operaio tecnico addetto alla manutenzione navale, esposto quotidianamente all’amianto all’interno della sala macchine, ambiente notoriamente saturo di fibre aerodisperse.

L’uomo ha contratto un mesotelioma pleurico, una patologia gravissima e letale, ed è deceduto dopo lunghe e atroci sofferenze. Il Tribunale ha accertato che la malattia è stata causata proprio dall’esposizione professionale prolungata all’amianto.

Vittime del dovere ed equiparati: non solo militari

Quando si parla di vittime del dovere, l’attenzione si concentra quasi sempre – giustamente – su militari e forze dell’ordine: Marina Militare, Esercito, Aeronautica, Carabinieri. Tuttavia, esistono anche lavoratori civili, come gli operatori dei traghetti, che hanno prestato servizio in condizioni estremamente pericolose, spesso senza alcuna protezione.

Questa sentenza dimostra che anche questi lavoratori devono essere riconosciuti e tutelati, al pari delle categorie tradizionalmente considerate vittime del dovere.

Il ruolo dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Come Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), da anni siamo impegnati nella difesa delle vittime dell’amianto e dei loro familiari, sia sul piano legale sia su quello medico e previdenziale.

Per decenni, l’amianto è stato utilizzato massicciamente su navi e traghetti, soprattutto per l’isolamento di motori, tubazioni e caldaie. Gli addetti alla sala macchine erano tra i più esposti, poiché lavoravano a stretto contatto con materiali contenenti amianto, spesso deteriorati e friabili.

Nel caso specifico, è stato accertato che il lavoratore aveva prestato servizio per molti anni sui traghetti FS nello Stretto di Messina, contraendo la malattia proprio a causa di questa esposizione professionale.

La sentenza del Tribunale di Messina

Grazie a un’accurata istruttoria processuale, il Tribunale ha riconosciuto:

  • il nesso di causalità tra esposizione ad amianto e insorgenza del mesotelioma;
  • la responsabilità delle Ferrovie dello Stato per la mancata adozione di misure di sicurezza;
  • il diritto al risarcimento integrale dei danni subiti dalla vittima e dai suoi familiari.

Fondamentali sono state la prova testimoniale e la CTU medico-legale, che hanno confermato l’origine professionale della patologia.

Risarcimento di oltre 1,2 milioni di euro

La sentenza ha stabilito un risarcimento complessivo di circa 1.200.000 euro, così suddiviso:

  • danno jure hereditario, relativo alle sofferenze patite dalla vittima prima del decesso;
  • danno jure proprio, riconosciuto ai familiari per la perdita del congiunto.

A tale importo si aggiunge la rendita INAIL, già riconosciuta alla vedova in sede amministrativa.

Il lavoratore è deceduto all’età di 68 anni, dopo aver affrontato la malattia tra indicibili sofferenze, un elemento che ha inciso in modo determinante sulla quantificazione del danno.

Un precedente fondamentale per le vittime dell’amianto

Questa decisione rappresenta un precedente di enorme valore per tutti gli operatori dei traghetti FS e, più in generale, per i lavoratori civili esposti all’amianto che spesso restano ai margini del riconoscimento giuridico.

Il caso dei traghetti nello Stretto di Messina dimostra che l’emergenza amianto è tutt’altro che superata. Chi ha sacrificato la propria salute al servizio dello Stato merita giustizia, verità e piena tutela, anche a distanza di molti anni.

Come ONA continueremo a batterci affinché nessuna vittima dell’amianto venga dimenticata.

Autore: Ezio Bonanni