Sinergia sul tema dell’economia generativa e la sostenibilità

Un dialogo aperto sull’ “economia generativa e non estrattiva”

Durante il Convegno “Stati Generali della sostenibilità” – SGS – che si è tenuto presso il Palazzo della Santa Sede San Carlo ai Catinari in Roma, si è aperto un dialogo in piena sinergia con le figure di riferimento presenti nel contesto sociale ed economico.

In prima luce, si è aperto un focus sulla riforma del terzo settore e dell’economia sociale.

In tale orizzonte, infatti, si è voluto sottolineare l’importanza del fare sinergia per una risposta concreta e condivisibile. Nello specifico, sono state presentate in introduzione le realtà sinonimo e testimonianza di rigenerazione nel contesto urbano.

Ponte di interazione, integrazione e sviluppo tra tutte le fasce sociali e soprattutto in considerazione del disagio occupazionale.

Villa Fernandes a Portici: testimonianza di rigenerazione e trasformazione

Proprio “Villa Fernandes”, a Portici, rappresenta testimonianza di una realtà concepita come luogo trasformato in multiservizi. Dall’area dedicata all’inserimento lavorativo diretto all’area convegni fino al ristorante, luogo ricreativo per i giovani studenti. Si è voluto fare qualcosa di utile per la società e soprattutto con lo “Sportello Informa Giovani”. Attivato, per l’inserimento lavorativo diretto.

Ciò, ha costituito già dal primo anno di apertura un elevato fatturato, rendendo tangibile e continuativa la risposta per il personale in condizioni economiche disagiate, in cerca di occupazione.

La dimostrazione di tale dimensione, dimostra allo stato attuale che 1 su 10 trova lavoro a distanza di anni. E ciò favorisce direttamente il moltiplicatore di sviluppo.

Produzione di vestiario eco-sostenibile

Altra testimonianza dell’incontro positiva e riversata sulla sostenibilità, in favore di un orizzonte condiviso e mirato alla riduzione dell’inquinamento ambientale ha riguardato l’abbigliamento.

Testimone dalla  “Cooperativa sociale Giotto”  di Padova, dove anche altre cooperative sociali si operano per la produzione di vestiario di alta gamma. Si cerca di abilitare le persone e in tal senso, si cerca non di mantenerle.

L’impresa deve produrre utili, distribuiti in impresa come mutualità interna. Nella cooperativa sociale, invece, si parla e trova la c.d. mutualità esterna.

Abbigliamento e produzione a basso impatto ambientale

Giovanni Sorbino – rappresentante di un’azienda familiare di abbigliamento di terza generazione  – testimonianza reale dello stabilimento di una catena di franchising all’estero: tra cui  Dubai, Abu Dabi – e di una rete commerciale italiana a “quote rosa”.

Come azienda moda, ha contribuito con la campagna nominata “care for fighters”, con tessuti organici rigenerati, al basso impatto ambientale. E gran parte dei capi hanno etichetta 01.

Si riconosce il risultato raggiunto nella produzione per una riduzione notevole dell’impatto ambientale, costituito da un netto abbassamento dell’uso iniziale di acqua stimato nella media per 65 lt, impiegati nella produzione di un capo.

Partners e fornitori con codice etico e comportamentale stabilito in rispetto dei loro collaboratori – secondo orari di lavoro prestabiliti – e con assoluto divieto lavoro minorile.

Si stima che 80% della produzione dell’Azienda è risultato del riciclato. Inoltre, i tessuti prodotti negli Stati Uniti d’America, permetto la  resistenza del capo. Risultando, quindi, una piena controtendenza alle conseguenze date molto spesso dal fenomeno del fast fashion.

La realtà della Ditta di Abbigliamento Sorbino, può vantarsi nel suo pieno operato nel rispetto dell’ecologia, ambiente e lavoratori inclusi – 155 negozi in Italia30 all’estero. Esempio reale di come un’azienda con un alto potenziale e produzione orientata alla sostenibilità possa emergere e riuscire a sostenersi nel mercato sia nazionale che internazionale.

Inclusione come portavoce ed elemento di sostenibilità sociale

In qualità di Presidente ONA, sono stato introdotto per la battaglia dell’amianto, come una battaglia che riguarda tutti. All’interno di un discorso lanciato per l’arrivo di un ridisegno urbano, delle città.

Le introduzioni sulle piazze commerciali, toccano indubbiamente anche la questione dell’amianto, includendo con tutta la sua portata più ampia il tema sull’uso dei materiali tossici.

Presidente dell’ONA – Avv.to Ezio Bonanni

In tale contesto e prospettiva costruttiva, è dunque necessario comprendere come agire sempre in ottica preventiva. Ma soprattutto interagire nei vari ambiti di competenza. Per rendere un piano progettuale coordinato, pronto alla prevenzione. Stretto su ogni aspetto, comune sul versante delle tutele per la persona e la salute.

In tale contesto, inoltre, si deve pensare alla necessità di arruolare risorse disperse e nascoste. Quelle risorse mal utilizzate, ma presenti nel contesto in cui viviamo. Pensiamo alla sanità, alle possibilità da valorizzare e organizzare.

Il Vicepresidente dell’Associazione Nazionale dei Centri CommercialiGaetano Graziano, ha sottolineato degli spunti di riflessione concreti:

Sono necessari dei fondi studi per la realizzazione di competenze. Per utilizzare dei sentieri, come scuola di consapevolezza. Bisogna creare investimenti sulle loro idee.

La mentalità che arriva dalle Nazioni Unite, per riunire le università e i centri di informazione, per offrire la possibilità di crescere nel proprio territorio.

Abbiamo creato delle possibilità con il contributo della Commissione Europea. Utilizzando la IA per le migliori conoscenze. E non subendo l’alta tecnologia con l’uso del pensiero critico e l’umanizzazione.

Le strutture e i servizi aiutano l’umanizzazione delle cure, a far sentire vive le persone con l’utilità per gli altri.

Il diritto alla salute va tutelato con quello che abbiamo”.

La  trasformazione sostenibile, deve essere un punto di incontro dove la gente ama fermarsi e non per fare la spesa. Ma per incontrarsi, socializzare, far incontrare i bambini. Un punto di inizio per il futuro delle nuove generazioni.

Autore: Ezio Bonanni