Ho partecipato con grande convinzione all’importante evento che si è svolto a Bologna nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026 presso Bologna Fiere, organizzato insieme al Gruppo Il Sole 24 Ore e all’Osservatorio Nazionale Amianto, che ho l’onore di presiedere.
Il talk dal titolo “Nuovi modelli organizzativi di impresa per la tutela della salute nei luoghi di lavoro, tra prevenzione e precauzione” ha rappresentato un momento di confronto fondamentale sui temi della sicurezza sul lavoro, della prevenzione e della tutela della dignità umana.
In queste giornate abbiamo affrontato questioni centrali legate all’evoluzione normativa, all’innovazione tecnologica e alle responsabilità delle imprese e delle istituzioni. Tutto questo nel rispetto dei principi costituzionali che tutelano salute, sicurezza e dignità della persona.
L’amianto resta una tragedia ancora attuale
L’amianto, o asbesto, continua purtroppo a essere una fibra killer responsabile di milioni di morti nel mondo. Secondo le ultime stime dell’OMS, provoca almeno 200mila decessi ogni anno. Solo in Italia registriamo circa 10mila nuovi casi annuali, di cui oltre 7mila mortali.
Per me l’amianto rappresenta la metafora della necessità di contrastare ogni forma di agente dannoso e pericoloso, ma anche ogni forma di violenza e sopraffazione. La tutela della persona umana deve restare il centro di ogni scelta politica, economica e sociale.
Sicurezza sul lavoro: un principio costituzionale
Ho ribadito durante il convegno che la sicurezza sul lavoro non è un tema secondario, ma un principio fondamentale della Costituzione italiana.
La tutela della salute e della dignità del lavoratore trova infatti fondamento negli articoli 4, 32, 35, 36 e 41 della Costituzione.
Per questo motivo continuiamo a batterci affinché prevenzione e precauzione diventino strumenti concreti e non semplici dichiarazioni di principio.
Prevenzione, bonifiche e informazione
Nel corso dell’iniziativa è emersa con forza la necessità di rafforzare la prevenzione primaria, aumentare l’informazione pubblica e promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi legati all’amianto e alle malattie professionali.
Nonostante i divieti introdotti negli anni Novanta, l’amianto è infatti ancora presente in molte scuole, edifici pubblici e strutture industriali.
L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a impegnarsi quotidianamente per evitare nuove esposizioni e ridurre il numero di incidenti sul lavoro e di malattie professionali mortali.
Il ruolo dell’informazione
Credo fortemente che l’informazione abbia un ruolo decisivo nella lotta all’amianto.
Per questo considero strategica la collaborazione con il Gruppo Il Sole 24 Ore, perché consente di dare visibilità nazionale a un’emergenza sanitaria e sociale troppo spesso sottovalutata.
Solo attraverso una comunicazione costante possiamo costruire una vera cultura della prevenzione e coinvolgere cittadini, imprese e istituzioni.
La collaborazione con professionisti e associazioni
Durante il convegno abbiamo avuto il contributo di autorevoli relatori come Maurizio Ascione magistrato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, (online), Giampiero Cardillo, generale in congedo dell’Arma dei Carabinieri e membro del Comitato Tecnico Scientifico ONA, e Sergio Clarelli, presidente di AssoAmianto.
Con loro abbiamo condiviso la necessità di rafforzare la collaborazione tra associazioni, tecnici e professionisti per arrivare finalmente a una soluzione concreta del problema amianto.
Ho espresso piena disponibilità ad avviare percorsi comuni e iniziative condivise per la tutela della salute pubblica.
Le testimonianze delle vittime
Particolarmente toccanti sono state le testimonianze delle vittime dell’amianto, alcuni di presenti dal pubblico.
Fabio Fenati, ex lavoratore delle piattaforme petrolifere, ha raccontato la sua battaglia contro il mesotelioma sviluppato dopo anni di esposizione all’amianto tra il 1986 e il 1996.
Allo stesso modo, Davide Fabretti, coordinatore ONA Lombardia, ha ricordato la perdita del padre per mesotelioma e il suo impegno nella sensibilizzazione e nella tutela dei diritti delle vittime.
Queste testimonianze dimostrano quanto sia fondamentale intervenire prima che il danno diventi irreversibile.
La lotta all’amianto continua
Servono quindi più controlli, più bonifiche, maggiori investimenti nella prevenzione e una forte responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e cittadini.
Come Osservatorio Nazionale Amianto continueremo il nostro impegno nella tutela delle vittime e nella difesa del diritto alla salute e alla dignità della persona.

