La preziosa nota autobiografica e al contempo denuncia della scrittrice Maria Grazia Calandrone
L’importanza della testimonianza autobiografica della poetessa Maria Grazia Calandrone, conferisce sicuramente l’immagine stampata ed impressa nel tempo, di un contesto urbano e sociale del litorale romano ancora vivo.
Anche durante il Convegno, tenutosi presso la Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio il 30.03.26, l’intervento dell’autrice del libro “Dimmi che sei stata felice“, ha reso una profonda possibilità di riflessione.
Sicuramente, come descritto è avvicinato ad una cruda e dura realtà, vittima delle problematicità del post conflitto bellico, calate in un contesto sociale provato.
Il Romanzo, riesce a rendere ancor meglio l’idea del suo vissuto personale. E cosa ancora rappresenta di questa realtà, il suo ricordo ed al contempo la richiesta umana più vera e concreta.
Sarebbe importante, saper cogliere dalla sua preziosa testimonianza, tradotta in uno splendido testo romanzato, le sfaccettature umane in cui molti problemi sociali si posano.

Maria Grazia Calandrone:
“Fino a due anni fa non sapevo nulla dell’amianto, solo che esisteva in molte zone di Roma e ovunque. Poi mi sono trovata a fare un sopralluogo per il mio libro su Ostia.
Mi sono accorta che il problema è devastante. C’è una zona di due chilometri quadrati prima del porto turistico con strutture ricoperte di amianto. Oltre ad essere palazzine pericolanti, contengono sabbia all’interno del cemento. Ciò le portano a sgretolarsi a distanza di sessant’anni, assieme al sale corrosivo. Crollano le palazzine con i pezzi di amianto.
In questa zona, vivono moltissime famiglie. Per questo, ho fatto denuncia diretta alla Asl che mi ha risposto solo dopo un anno. Alla fine per non impazzire, ho deciso di creare un personaggio, Rocco anestesista ossessionato dal problema dell’amianto.
L’idea, mi è venuta da un’intervista che avevo letto sul Corriere della Sera a un urologo, Mauro Dimitri.
Questo medico denuncia altre forme tumorali purtroppo correlate all’asbesto.
Sono rimasta devastata da tale realtà, negli occhi di Rocco”.

La realtà di Ostia tra incuria, indifferenza e disattenzione
“Purtroppo, sappiamo bene come l’ignoranza e la disattenzione verso tanti problemi della persona, lascino il tempo che trovano. E le vite umane, la salute ed i concetti più alti legati alla dignità della persona, finiscano per essere logorati e dimenticati in un oblio senza precedenti.
Quindi, credo sia manifestamente opportuno, utile ed importante ritrarre e portare in luce le sensazioni e le dirette impressioni sul contesto sociale, ed un mondo forse troppo dimenticato. Contestualizzare anche ai giorni nostri, cosa è cambiato e cosa è rimasto uguale.
Dove l’uomo non si è avvicinato a comprendere l’altro, per una crescita condivisa anche sullo stesso territorio”.



Tavola dei Relatori dal Convegno del 30.03.26 nella Sala del Carroccio – Palazzo Senatorio
Quanto è stato frutto di un appannaggio politico, oppure di una rimostranza radicata nell’ignoranza dell’epoca. Se le leggi del tempo non hanno permesso un’apertura dei cittadini, e tante vittime potevano essere salvate. Se sono stati ignorati tanti fenomeni legati alla pericolosità e l’indigenza delle persone. Se non sono stati accolti sicuramente degli allarmi e delle grida da parte del “popolo”.
Scrivere per evocare, sensibilizzare e trovare una soluzione
Affrontare delle tematiche sociali e legate all’importanza della persona, la salute, ed il territorio attraverso la sua lente è davvero un bene inestimabile. Uno strumento direi profondo per cogliere ogni saliente aspetto ed approfondimento sul tema.
Vogliamo approfondire e quindi cogliere anche dei suggerimenti in base ai ricordi e la sua esperienza.
Comprendere la realtà, i fattori e le reali conseguenze patite dalle persone è fondamentale. Sono gli strumenti migliori, da cui poter risalire alle origini del problema, e capire le falle del sistema.
I ruoli sociali che hanno inciso oppure limitato l’evolvere della società, marginalizzato e sottovalutato molte questioni.
Parlarne attraverso una luce attenta ai sentimenti umani, è la migliore soluzione, la più umana.
Alla fine, ciò di cui ci interessiamo nella cura dell’ambiente e per un uso corretto dei materiali pericolosi come l’amianto per la salute delle persone, è per la persona. Per la sua dignità, per la qualità di vita, per un pieno riconoscimento di una vita degna di essere vissuta.
Il dramma riportato nel suo libro, traslato nella sua storia autobiografica rende pienamente l’idea di cosa comporti la non curanza e l’abbandono.
Le persone meritano molto di più
La sua penna, rende davvero una lodevole nota di plauso e condivisione. Riuscendo a cogliere il senso più umano del dramma, della dimenticanza, suscitando quella voglia di riconoscimento e nuova speranza.
Riflettendo sull’impulso significativo del libro
Il personale impegno da parte della poetessa Maria Grazia Calandrone, si è dimostrato con la denuncia alla Asl.
Lo sconforto e il disarmo della poetessa, difronte al degrado sociale e al contempo l’allarme verso la sicurezza e salute dei residenti, non ha trovato però a distanza di un anno alcuna concreta risposta.
La posizione e l’attivismo della Calandrone, rappresenta l’esemplare attenzione al territorio e di risolutezza. Dove escludere a priori l’indifferenza, difronte ad emergenze sociali che toccano direttamente la salute delle persone.
La sensibilizzazione sul tema è stata pregnante. All’interno del Convegno stesso all’interno del Palazzo Senatorio, ha stretto assieme alla poetessa tutti i relatori presenti e le testimonianze dirette dei coniugi e familiari delle vittime dell’amianto. L’attenzione al territorio, ai residenti, a dei fenomeni che non sono solo “degli altri”, ma ci appartengono.
Iniziando a pensare, in una dimensione collettiva di condivisione, di consapevolezza e ricerca di plausibili soluzioni al problema.
L’esempio della poetessa, è quello di una donna innanzitutto e poi scrittrice che si trovava per i sopralluoghi destinati alla stesura del suo libro, proprio ad Ostia.
La nascita del personaggio Rocco e l’interesse per Ostia
La Poetessa:
“Quando ho visto Ostia per la prima volta, con il suo mare e litorale me ne sono innamorata.
L’immagine delle palazzine che cadevano a pezzi ricoperte dall’amianto. Tutto ciò mi ha turbata ed ho indagato a fondo la questione, anche storicamente.
Così, ho costruito il personaggio di Rocco Illuminati, anestesista ossessionato dall’amianto che in parte sono io, mi impersona.
Il periodo degli Anni ’60, sono quelli di costruzione delle palazzine privi della totale conoscenza del problema da parte soprattutto dei residenti.
A seguito della conoscenza di tali problematiche, subito il mio attivismo sul fenomeno amianto si è associato a quello di Mauro Dimitri (come introdotto).
Questi interventi hanno avuto delle risposte solo dopo un anno dai sopralluoghi. Ma non hanno imposto alcuna rimozione.
Abusivismo, ed uso di tagli di amianto. Nonostante le istituzioni lo sanno, ed anche la Asl.
Infatti alcune palazzine sono state bonificate, ma tante ancora no.
La dimostrazione e la sensibilizzazione sul fenomeno amianto, è andata avanti con il coinvolgimento del tessuto sociale per una informazione corretta. Infatti, si è tenuta proprio sul posto la presentazione al Municipio di Ostia del libro, davanti ad una platea consapevole.
L’occasione è stata anche quella in cui ho preso insulti e l’ho fatto per difendere la verità, soprattutto sui social”.
“Ci vuole coraggio a far uscire tanti fatti“
“Omertà, tutti sanno ma nessuno parla.
Aiuta questa indagine, a non avere fiducia nell’umanità ma in quella che si salva.
Il personaggio è esasperato ed ossessionato, cambiando mestiere ne fa qualcosa di concreto con estrema generosità. Personaggio positivo.
Accanto due figure femminili nella seconda parte del libro, di cui una impalcata che ha bisogno della logica, l’altra diversa istintiva, artista e persona libera.
Il Neuropsichiatra infantile, svolge il lavoro nella scuola e negli ospedali. Riesce a spiegare un piccolo campionario di problemi adolescenziali, molto forti.
Il Romanzo, in particolare, risalta il valore del riscatto della bellezza del posto. Parlando del teatro e piazza Gasparri in piena commozione ritraendo la povera gente.
Va denunciata la pericolosità presente sul territorio. Ma Ostia, è bella perché piena anche di umanità e di un mare bello, libero ed incontaminato.
Il senso del libro trapela uno spaccato su un luogo abbandonato dalla incuria delle istituzione. E logorato anche da disagi e problematiche sociali molto forti, dallo spaccio, alla violenza domestica.
Il fenomeno dell’abusivismo si colloca all’interno dell’ottica di abbandono appena introdotta. In cui l’autrice, per mezzo dei suoi personaggi cerca di rappresentare delle intenzioni di riscatto ed apertura per una nuova umanità riconosciuta. La bellezza del personaggio di Rocco, del suo coraggio ed impegno sociale di lotta contro l’amianto e le cause di morte involte. La testimonianza stessa di quelle persone, di quella umanità che vince sull’indifferenza“.
