L’impegno normativo e la comprensione del fenomeno
In questo approfondimento, vorrei gettare uno sguardo sugli elementi specifici che caratterizzano le stesse attività difensive in ambito di tutela del paziente.
Sul tema della massima tutela dei pazienti nel contesto ospedaliero, in un’ottica preventiva mi ero già in precedenza espresso. Focalizzando la mia attenzione, in particolare sul “consenso informato”. Ciò conferma e dimostra, come si è assistito ad una evoluzione molto rapida, in tale contesto.
Considerando anche l’analisi sulla “colpa medica”, rappresentando uno dei pilastri fondamentali per la difesa di vittime di trattamenti medici e ospedalieri, errati e non adeguati.
Normativamente e storicamente, si può brevemente percorrere un excursus a partire dalla Legge Balduzzi alle più recenti riforme della Legge Gelli Bianco, soprattutto in vista del contenimento delle pratiche diffuse nell’ultimo decennio, purtroppo di c.d. “medicina difensiva”.
L’argine di un fenomeno, come quello appena citato che si può ritrovare nell’impegno normativo. Innanzitutto, verso un’apertura alla comprensione del fenomeno. E alla ricerca di una risposta, diretta alle concrete esigenze dell’intero sistema normativo. Sistema, costituito da una profonda rilevanza del rapporto medico-paziente.
Preso in considerazione, a fronte dell’alta casistica sugli errori medici e al contempo i danni causati ai pazienti e le loro famiglie.
Fase prodromica alla difesa del paziente
Riconducendo quelli che sono i punti fondamentali nella fase prodromica, è essenziale comprendere l’acquisizione di documenti. Quindi delle memorie, gli atti legali, per cui si assiste ad un momento ricostruttivo della storia pregressa delle anamnesi del paziente e la stessa storia familiare delle persone coinvolte.

A destra l’Avv. Giorgia Cicconi del team dello Studio Legale Bonanni
Il team del mio Studio Legale si avvale di tutte professioniste del settore, impegnate per l’ascolto e la cura della linea difensiva più opportuna per le vittime e le loro famiglie. Il team, si compone dell’operato dell’Avv. Giorgia Cicconi, Avv. Veronica Scigliano, Francesca Piredda e Dott.ssa Federica Pacca.
L’intervento dell’avvocato in questa fase è decisivo:
“Il nostro compito è ricostruire passo dopo passo la storia, cercando ogni documento utile che possa far luce sul percorso lavorativo e familiare”, afferma l’Avv. Cicconi del team del mio Studio Legale.
Come sottolineato dall’Avv. Cicconi, la fase di acquisizione è un lavoro minuzioso che richiede pazienza e attenzione ai dettagli. “Anche le testimonianze dei colleghi di lavoro e dei familiari, che forniscono informazioni apparentemente insignificanti, possono essere determinanti”, afferma l’avvocata.
Le indagini e gli elementi oggettivi sulla colpa medica
Una volta ottenuta tutta la documentazione necessaria, il team legale inizia a preparare il caso con una sua linea difensiva.
Cercando di rappresentare al meglio le circostanze reali che hanno portato alla malattia o ai danni subiti dalla persona esposta all’amianto. Il lavoro meticoloso svolto in questa fase, consente di affrontare con maggiore efficacia i tre gradi del giudizio, attraverso prove solide e ampia documentazione.
