Una concreta riflessione sulle conseguenze belliche per l’ambiente e la salute
Il triste annuncio di questi giorni sul versante dei conflitti in Medio Oriente, presuppone la massima allerta sul piano delle conseguenze stesse per ambiente e salute.
Innanzitutto, un dato da non sottovalutare è costituito dall’imprevedibile insorgenza di attacchi armati in distinte aree territoriali.
Ciò è importantissimo ai fini di un’analisi sui preventivi rischi dispersivi tossici di varia natura, secondo il contesto di contatto.
Considerando una situazione complessiva incrinata da tale variabile.
In prima linea, come Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, non posso far a meno di esprimere una riflessione mirata e dedicata al pericolo potenziale in atto. Alla stregua dell’impegno e gli studi che nel corso degli ultimi anni ha rappresentato e distinto le attività dell’Associazione e dello stesso Presidente.
Affrontare il fenomeno dell’amianto nel contesto bellico, allargato e di altissimo rilievo internazionale non è semplice. Ma non si può ignorare e restare in silenzio.
Ogni conflitto, purtroppo, costituisce una polveriera pronta ad esplodere e mietere non solo vittime nell’immediato.
Le conseguenze e lo strascico drammatico delle guerre sono lentissimi.
I molteplici fattori di rischio e le dinamiche, si intrecciano in usi e predisposizioni di strumentazioni militari pericolosissime per la salute.
Nel loro concepimento, si connaturano di una predisposizione letale, per cui non è prevista alcuna misura contenitiva anche a lungo termine ed imprevista sulla salute.
Bisogna considerare tale pericolo imminente, monito per un piano di allerta ed al contempo di “contenimento” per il futuro con irrimediabili conseguenze.
Nonostante la situazione, da un punto di vista geopolitico, sia precipitata, si può agire.
E non si deve rimanere inermi di fronte ad uno scenario da un punto di vista umanitario, ambientale e umanitario: “apocalittico”.
Purtroppo, la realtà dei precedenti conflitti hanno reso bene testimonianza concreta di come interi territori e popolazioni abbiano subito conseguenze patologiche devastanti.
Da un punto di vista ambientale, soprattutto le Grandi Guerre, sono il racconto di tale lento sterminio nel dopoguerra.
Quali rischi reali per l’ambiente e la salute
Rispetto ai risultati dei ricercatori, e sulla base di uno studio di “Nature”, si rilevano dei dati chiari sulle condizioni in cui versano i territori colpiti dai conflitti.
Infatti, i ricercatori sono riusciti a individuare correttamente circa l’86% dei tetti contaminati, anche nelle aree danneggiate dai razzi.
Per verificare l’accuratezza di questo metodo, gli studiosi hanno confrontato i risultati con oltre 800 controlli sul campo, effettuati presso diversi villaggi e città in Israele.
Il sistema ha funzionato meglio nelle zone rurali.
Dove i tetti sono più uniformi, rispetto alle aree urbane con molte macerie o materiali misti dove sono più frequenti errori.
Tuttavia, anche se il metodo è stato pensato per pianificare interventi di emergenza e future operazioni di bonifica proprio nei posti colpiti.
Tale approccio, sembrerebbe condurre a risultati di identificazione dell’amianto nei territori di pace.
Inoltre, bisogna considerare come molti dei tetti degli stessi edifici sono costituiti da cemento-amianto. Per cui, ciò rappresenta un ulteriore pericolo per la salute delle persone nelle zone dei conflitti.
Le conseguenze derivanti dai conflitti bellici, dunque si ripercuotono anche nell’esposizione all’amianto. Purtroppo, tale condizione rappresenta un rischio altissimo di letalità, essendo l’amianto in grado di rilasciare fibre pericolose.
Ricordiamo le principali cause degenerative di gravi malattie polmonari come il mesotelioma .
Un appello globale nel ruolo rivestito di Presidente ONA e Osservatorio Vittime Amianto:
“Dominano venti di guerra che hanno l’effetto drammatico, e preannunciano un aumento dei prezzi del gasolio e del gas, ma anche e soprattutto un grave deficit in ordine all’ambiente ed un inaccettabile sacrificio di vite umane.
Come Ona e Osservatorio Vittime dell’amianto, riteniamo opportuno richiamare tutti al monito di Papa Francesco e Papa Leone: alla tutela della dignità della persona umana attraverso e per la pace”.

