Capri, risposta del Senato per le aree protette

Input al Senato di “MareVivo” per le aree protette sull’isola di Capri

Approfondiamo, la recente posizione del Senato rispetto alla richiesta di una definizione sulle aree protette marine e l’Isola di Capri.

L’impegno costante per una sensibilizzazione sul tema della cura e protezione del nostro mare, è urgente.

Per anni, si è purtroppo agito nella mancanza di un’educazione e reale consapevolezza delle problematiche incombenti sul mare.

Oggi, vogliamo affrontare con maggiore determinazione l’approccio ai fenomeni legati all’inquinamento e l’incuria verso un bene così prezioso, per l’intera umanità.

Insieme alla Presidente Rosalba Giugni dell’Associazione “MareVivo”, abbiamo il piacere di approfondire ogni aspetto legato alla realtà del mare.

In particolare le prospettive evolutive sulla definizione, appunto, delle aree protette marine di Capri.

Imparando a nutrire sempre più una consapevolezza, mirata alla tutela dello stesso. Riconoscendo il valore che rappresenta all’interno del nostro panorama storico, culturale e quale risorsa inestimabile del nostro Pianeta.

Intervista ad approfondimento a Rosalba Giugni Presidente della Associazione “MareVivo”

Rosalba Giugni:

«Il mare cos’è?

Il mare che problemi ha e cosa dobbiamo fare.

Mi piace raccontare una storia esoterica, la notte dei tempi al riguardo.

Un astro, il Sole, girava nel firmamento per la ricerca del suo essere.

Pieno di calore ed energia, lanciava i suoi raggi ai pianeti aridi che continuavano per milioni di anni ad essere arsi.

Poi vide un pianeta azzurro, pieno di calore dove c’è il mare, la vita.

Nacque la prima cellula e si divise animando il pianeta diventando insetti, vita e noi.

Il mare, è un organismo costituito da animali e vegetali.

E se in buona salute, è la stessa a venir trasmessa alla biodiversità e l’uomo che ne fa parte.

Mi fa piacere dirlo, avendo una visione esoterica che fa capire cos’è il mare.

È la grande madre, accanto al Sole che è il padre a dare energia.

Offre la vita possibile sulla Terra, non lasciandola bruciare.

Produce fitoplancton, indispensabile per la vita.

Ora, il mare è sotto attacco da tutte le parti.

Purtroppo per azione negativa dell’uomo.

Il surriscaldamento delle acque ha contribuito sfavorevolmente al cambiamento climatico.

E non dimentichiamo un altro ruolo importante del mare, ossia quello di codificare e cambiare il ph».

La cura del mare

Rosalba Giugni:

«È come se respirassimo acqua bollente.

I fattori macro, come l’inquinamento batteriologico e della plastica sono percepiti come dei grandi mali.

Trasformandosi gli stessi in nano plastiche, arrivano nell’uomo.

Così nella placenta, nelle arterie, nel sangue, ed anche nel liquido seminale, come sostanza indistruttibile.

Lo capiamo vedendo cosa succede ai pesci.

Infatti, nei loro occhi le nano plastiche li hanno resi non vedenti.

Ed ancora non sappiamo bene cosa accada all’uomo.

Poi, noi leviamo vita al mare, ai figli, gettando inquinamento.

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Questo meraviglioso organismo, il, mare, è come un malato grave.

E non ce ne rendiamo conto.

Dobbiamo esserne invece, consapevoli.

Come dal nostro comportamento ne scaturiscono delle serie conseguenze.

Il nostro modo di vivere deve cambiare.

Fin ora, abbiamo preso a piene mani ciò che il pianeta ci offriva, a nostra completa disposizione.

Senza pensare alle conseguenze.

Poi, in questo secolo ci siamo resi conto, acquisendo a poco a poco consapevolezza, di doverci dare delle regole comuni».

Isola di Capri , la storia e l’impegno attuale del Governo

La Presidente di “MareVivo”, ci aiuta a comprendere le recenti iniziative accolte dal Senato sulle aree protette di Capri.

Dimostrando fin dalle origini il suo stretto legame con l’isola, e ciò che nel tempo ha percepito come dei gravi cambiamenti.

Presidente MareVivo:

«Ho scoperto il mare 75 anni fa, vedendo la meraviglia del pianeta, nel pianeta”. Avendo una frequentazione continuata dell’Isola, ho visto il cambiamento del fondale e della vita: per esempio i ricci ed i piccoli granchi non ci sono più.

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Cosa è successo? In parte sono state predate.

Ma, il mare è cambiato.

Non è vivibile e sostenibile, si è surriscaldato.

Una delle cose che può aiutarci a metter un freno a tutto questo: sono le protezioni.

Le aree protette sono un focus da perseguire.

In Italia riconosciamo 33 aree protette, e 2 parchi.

“MareVivo è stato presente, lavorando in maniera molto pressante sia ad Ustica sia a Capo Milazzo.

Avrei voluto fosse stata Capri la prima area protetta, essendo la mia terra e dove è nata MareVivo.

Piena di storie e meraviglie sott’acqua.

Ma, la difficoltà è costituita anche per l’isola che tutti vogliono usare e senza restrizioni.

Per questo abbiamo avuto sempre grandi contrasti.

Anche se ora, sembra siamo riusciti a coniugare la protezione con la fruizione e nuovi regolamenti.

Pochi giorni fa è passata legge al Senato.

Attenderemo dopo la Camera, ed il Ministro dell’Ambiente a seguire di 6 mesi per l’istituzione.

Ci farà molto piacere vedere l’isola protetta».

Problematiche attuali emergenti

Presidente MareVivo:

«Recentemente, le Nazioni Unite e poi l’Europa hanno lanciato il c.d. 30-30.

Per cui nel 2030, il 30% del mare dovrà essere protetto.

Questo ci spinge per una nuova campagna alle aree protette, in maniera esponenziale.

I danni sono molti e tornare indietro è difficile.

Ci troviamo come in un “count down” , dove il termine di tre anni rappresenta un “punto di non ritorno”.

Dove non saremo in grado di tenere ad 1,5 gradi la temperatura del Pianeta.

Il mare, si è surriscaldato più di 1 grado e mezzo.

Non mi piace essere Cassandra, perché la gente chiude le orecchie, ma lei aveva ragione.

Ne va la nostra pelle ed il nostro futuro.

La nostra presenza su questo pianeta, dipende da tutti questi fattori.

Acquisendo nella ricerca tutto quello che negli anni è stato fatto, ne dobbiamo fare tesoro ed intervenire».

Nel particolare, i gradi di protezione delle aree marine protette a Capri:

Rosalba Giugni:

«Possiamo distinguere come segue, le distinte zone delle aree protette marine sull’Isola di Capri:

  • Zona a – “santa santorum”: presenta una diversità particolare e da proteggere non in panoramica ma sott’acqua. Non si fa che ricerca con ogni proibizione. Sono zone molto piccole.
  • Zona b – zona a protezione più ristretta: si può di solito passare, fare il bagno ed andare sott’acqua, ma non pescare. Soprattutto quella subacquea come in tutte le aree protette.
  • Zona c – zona meno protetta come è quella del porto.

Lo scopo principale è difendere il mare, quanto il ruolo della conoscenza con istituti scientifici di studio della biodiversità.

Noi conosciamo solo il 10% del mare ed i sistemi naturali.

Quelli che ci consentono di vivere il pianeta e sostengono la vita».

L’educazione e l’insegnamento del Mare

Presidente MareVivo:

«La “legge salvamare” nel suo contenuto all’art.9, prevede che:

in ogni scuola di ordine e grado si insegni il Mare.

Lo stesso Ministro Valditara, ricordiamo lo ha inserito nella educazione civica.

Ora dobbiamo insegnare il mare.

Bisogna educare, informare e divulgare.

Le stesse aree protette, possono essere mostrate ai ragazzi.

Come settimane “azzurre”, possono diventare delle grandi palestre di educazione.

E vincono i ragazzi che si avvicinano al mare, in maniera corretta e le aree marine accostate al turismo scolastico, in primavera ed in autunno.

Anche i ragazzi che escono come biologi marini, in queste aree potranno diventare dei realizzati ricercatori.

La ricerca, l’educazione e la divulgazione sono temi importantissimi.

Proprio per questo, le aree protette sono una storia molto bella da portare avanti».

 Le plastiche

Rosalba Giugni:

«I biocarburanti sicuramente rappresentano delle soluzioni alternative per ridurre le plastiche, ma anche i pirolizzatori che per pirolisi trasformano in gas o petrolio tale materiale.

Però, bisogna stare attenti a tutte le nuove possibilità.

Molte opportunità sono buone ma vanno studiate con molta cautela.

Bisogna partire da una riduzione produttiva, riducendone la produzione non necessaria.

Per esempio, l’uso e getta si deve eliminare.

La crisi del comparto del riciclo della plastica, prendendo la vergine e non la riciclata, sta portando alla chiusura delle aziende.

Questo, è un argomento molto spinoso».

L’impegno attivo nel tempo

Rosalba Giugni:

«Mi chiamavano “maringa” quaranta anni fa: la casalinga del mare.

Avevo avuto intuizione essendo subacquea che le plastiche del mare erano in eccesso ed erano un problema serio.

Nel 1987 riuscimmo con Gianfranco Amendola, per un’ordinanza diretta ai sindaci delle isole minori che avrebbero proibito sulle isole l’uso getta.

Purtroppo, però i fabbricanti di plastica fecero ricorso al Tar che gli dette ragione.

In quaranta anni abbiamo identificato i problemi.

Poi analizziamo le leggi, se ci sono vuoti e lavoriamo per avere le leggi.

Attiviamo campagne di divulgazione e sensibilizzazione sul tema, lavorando anche nelle scuole.

Quando la legge è passata, controlliamo che sia applicata.

Alcune cose le abbiamo portate a casa, ad altre ci stiamo lavorando.

Ma sempre con la stessa passione e tenacia, con coraggio e determinazione.

Sempre avanti tutta senza fare passi indietro.

La salute del mare dipende dalle nostre azioni».

Autore: Ezio Bonanni