Armonizzazione della normativa per la prevenzione e bonifica amianto

Focus sull’evoluzione della normativa in Europa dal 2023:contrasto alla dispersione dell’amianto con ogni sua conseguenza per la salute.

Ricordiamo, appunto, le introduzioni apportate nel 2023 dall’Unione Europea con la Direttiva 2023/2668 sull’amianto e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Leggendo con attenzione il “Considerando” al “punto 3“, della Direttiva suindicata di attuale riferimento, si comprende la definizione del suo stretto ambito di applicazione. In particolare, il riferimento è alle attività e luoghi coinvolgenti principalmente lavori di costruzione, ristrutturazione e demolizione.

Situazioni in cui i lavoratori per primi, possono essere esposti alla polvere di amianto durante lo svolgimento delle loro attività professionali.

Proseguendo nella lettura del Considerando, è facile notare come venga attenzionata una tipologia di esposizione all’amianto definita passiva. Indirettamente percepita ed assunta nei luoghi di lavoro.

E in secondo luogo, anche una richiamata esposizione secondaria all’amianto.

La stessa costituisce un grave pericolo, e si insidia attraverso il deposito della sostanza sugli indumenti dei lavoratori fino ad arrivare nei luoghi domestici. Di conseguenza, tale situazione si dimostra come un “contagio”, con un impatto significativo sulla salute collettiva.

La vigente normativa italiana, impone a tutti i lavoratori di verificare ogni rischio potenziale per la salute, generato dall’esposizione all’amianto. Attenendosi a tutte le misure opportune da intraprendere e a cui far riferimento.

Avv.to Ezio Bonanni - Presidente ONA Osservatorio Nazionale Amianto
Avv.to Ezio Bonanni – Presidente ONA Osservatorio Nazionale Amianto

Dichiarazioni dell’ Avv.to Ezio Bonanni – Presidente ONA Osservatorio Nazionale Amianto

La stessa normativa sovranazionale, punta alla rimozione totale dell’amianto

favorendo la scelta di materiale alternativi sin dai lavori di progettazione. Per questo si profila un indirizzo vocato ad una bonifica integrale,in tutta Europa. Dove la costante nell’indicazione della Direttiva ora di riferimento è la massima cautela e prevenzione.

L’incidenza della norma si riversa proprio dove non sono profilate dalla base delle coordinate di attenuazione nell’utilizzo dell’amianto. Ciò a scapito di qualsiasi potenziale rischio.

Il recepimento della Direttiva, con l’adozione di leggi di conformazione e portata nazionale da parte di tutti i singoli Stati Ue, è ormai una urgente e pura esigenza.

Si include in tale ottica, la priorità dedicata proprio alla rimozione dell’amianto.

Altresì, in vista di un’armonizzazione normativa complessiva, sono fissati gli identici parametri di indirizzo per le normative di attuazione nazionale.

Altro elemento normativo rilevante e di concreta applicazione, riguarda la misurazione delle fibre di amianto.

Infatti, la Direttiva pretende una verifica precisa e puntuale, mediante specializzata misurazione. Proprio per mezzo della strumentazione ora disposta nel metodo estremamente accurato della microscopia elettronica.

Le misurazioni di esposizione alle fibre di amianto nell’aria, avverranno dunque con maggior dettaglio e precisione.

Si avverte quindi un cambiamento della normativa, uniformante, in conformazione alla Direttiva, tramite le leggi nazionali. L’indirizzo della Direttiva, consente l’interpretazione di puntuali linee guida, approcciando a numerosi aspetti pratici nel contesto dell’esposizione all’amianto. In cui la tecnica e le strumentazioni adottate, costituiscono sicuramente gli elementi portanti per nuove linee guida. Alla luce di un progetto in evoluzione, di cambiamento e in applicazione da parte di tutti gli Stati dell’Unione Europea.

Una società informata e consapevole sui rischi per la salute

La consapevolezza dei rischi legati al fenomeno amianto e le correlate conseguenze nocive e letali, sta diventando sempre più una conquista tecnica, scientifica e giuridica. Il riconoscimento e l’impegno sia istituzionale che sociale, dimostra come l’urgenza e la necessità primaria della prevenzione parta da un sistema normativo capace di creare una coscienza sociale sul tema, consapevole e guidata alle migliori prassi.

L’informazione e l’educazione rappresenta sull’argomento, passaggio ulteriore, essenziale e necessario, per contribuire a tale crescita e consapevolezza sociale.

Rendendo vivo e partecipe nel sistema di tutele l’interesse della persona e di tutti i lavoratori e cittadini verso il problema che attanaglia da lungo tempo il bene della propria salute.

Prendere coscienza del fenomeno, e sull’importanza riconosciuta a livello europeo in un’ottica uniforme e comune di regolamentazione, non può che rendere un’idea pratica. Concretamente diretta a generare una prassi ed una visione globale comune sui reali rischi. Sulle modalità e gli strumenti opportuni e necessari per rendere un piano di azione preventivo, per contenere vittime e sostenere i valori fondamentali alla base della nostra Costituzione italiana, da sempre.

Autore: Ezio Bonanni