Amianto e malattie professionali sono temi che seguo da anni attraverso la mia attività di tutela delle vittime e dei loro familiari.
Oggi voglio richiamare l’attenzione sulla vicenda di Gianni Oliva, lavoratore che ha prestato servizio nel comparto ferroviario presso le Officine Grandi Riparazioni di Voghera e che è stato colpito da mesotelioma, prima della sua morte nel 2024.
Il mio intento, in qualità di presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto (ONA), è esclusivamente quello di richiamare l’attenzione sulla necessità di ricostruire i fatti e garantire, quando ne ricorrano i presupposti, la tutela prevista dalla legge.
Gianni Oliva e la diagnosi di mesotelioma
Nel corso della sua storia sanitaria gli è stato diagnosticato un mesotelioma, una patologia che la letteratura scientifica associa all’esposizione alle fibre di amianto.
INAIL ha riconosciuto l’origine professionale della malattia.
È stato inoltre richiamato il ruolo del COR Lombardia, il Centro operativo regionale del Registro nazionale dei mesoteliomi, nella documentazione relativa al caso.
Questi elementi rappresentano dati che possono essere esaminati nell’ambito della ricostruzione medico-legale della vicenda.
L’importanza della storia lavorativa
Quando viene diagnosticato un mesotelioma, la ricostruzione della storia lavorativa può assumere particolare importanza.
Le esposizioni all’amianto possono infatti risalire a molti anni prima della comparsa della malattia. Per questo motivo è necessario ricostruire con attenzione le mansioni svolte, gli ambienti frequentati e i materiali eventualmente presenti.
Nel caso di Gianni Oliva, la sua attività presso le OGR di Voghera costituisce quindi un elemento della storia professionale che può essere preso in considerazione nell’ambito degli accertamenti.
Le placche pleuriche
Nella documentazione richiamata nella vicenda sono state inoltre indicate placche pleuriche.
Si tratta di alterazioni che possono essere associate all’esposizione all’amianto.
La medicina del lavoro e la medicina legale possono contribuire alla ricostruzione del rapporto tra storia professionale, eventuali esposizioni e patologia.
Il comparto ferroviario e le esposizioni del passato
Il tema dell’amianto nel settore ferroviario deve essere affrontato soprattutto guardando alla storia industriale del nostro Paese.
L’amianto è stato utilizzato per decenni in numerosi settori produttivi e in diverse applicazioni.
Il divieto introdotto in Italia nel 1992 ha segnato una svolta importante, ma non ha fatto scomparire immediatamente i materiali precedentemente installati.
Per questo motivo, ancora oggi, le vicende delle persone che hanno lavorato in determinati ambienti devono essere ricostruite con attenzione quando emergono malattie compatibili con una possibile esposizione.
Questo non significa attribuire automaticamente una responsabilità.
Significa, più semplicemente, verificare i fatti.
La richiesta alla Procura di Pavia
Nel caso di Gianni Oliva, il figlio Gianluca Oliva ha presentato una richiesta alla Procura della Repubblica di Pavia, chiedendo di verificare la vicenda e l’eventuale presenza di elementi penalmente rilevanti.
È necessario precisare con assoluta chiarezza che un’ipotesi contenuta in una richiesta di accertamento non equivale a un’accusa accertata e non costituisce una sentenza.
Perché è importante distinguere tra malattia professionale e responsabilità
C’è una distinzione che considero fondamentale.
Il riconoscimento dell’origine professionale di una malattia e l’eventuale accertamento di una responsabilità giuridica sono due questioni differenti.
Il primo riguarda il rapporto tra la patologia e l’attività lavorativa secondo i criteri previsti dalla disciplina previdenziale e medico-legale.
Il secondo richiede invece uno specifico accertamento giuridico.
Confondere questi due piani rischia di creare conclusioni che non trovano ancora un riscontro definitivo.
Per questo, quando parlo di casi di amianto, ritengo indispensabile attenermi alla documentazione disponibile e distinguere sempre tra fatti documentati, valutazioni tecniche e questioni ancora oggetto di accertamento.
La tutela delle vittime dell’amianto
Il mio impegno, come presidente ONA, è rivolto alla tutela delle vittime dell’amianto e dei loro familiari.
Dietro ogni diagnosi di mesotelioma c’è una persona e, spesso, una famiglia chiamata ad affrontare una situazione estremamente difficile.
Per questo ritengo importante che chi ha lavorato in ambienti nei quali può essere stata presente una possibile esposizione abbia la possibilità di ricostruire la propria storia professionale e sanitaria.
La documentazione, in questi casi, è fondamentale.
Prevenzione e conoscenza dell’amianto
L’amianto non rappresenta soltanto una questione legata al passato.
Anche dopo il divieto del 1992, infatti, possono essere ancora presenti materiali contenenti amianto installati negli anni precedenti.
La prevenzione richiede quindi conoscenza, censimento, corretta valutazione e gestione dei materiali.
Allo stesso tempo, è necessario mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze delle esposizioni avvenute nel passato.
Il mio impegno per la verità e la tutela
La vicenda di Gianni Oliva deve essere innanzitutto ricostruita attraverso i documenti e gli accertamenti previsti dalla legge.
Come presidente dell’ONA, continuerò a sostenere le vittime dell’amianto e i loro familiari nel percorso di tutela dei loro diritti.
Nel caso specifico, non spetta a me stabilire eventuali responsabilità.
Spetta agli organi competenti valutare i fatti.
Il nostro compito è invece mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, sulla salute dei lavoratori e sulla necessità di non dimenticare le persone che hanno sviluppato malattie asbesto-correlate.
La tutela delle vittime passa anche dalla corretta ricostruzione dei fatti, dal rispetto delle procedure e dalla ricerca della verità attraverso gli strumenti previsti dalla legge.
