Il passaggio del personale militare nei ruoli civili dello Stato non può trasformarsi in una penalizzazione economica. Al centro della questione ci sono TFS, sei scatti stipendiali e tempi di liquidazione.
Transito nei ruoli civili e TFS
La mobilità del personale militare e il successivo transito nei ruoli civili dello Stato non possono diventare una trappola economica per i lavoratori.
Troppo spesso ci troviamo di fronte a interpretazioni restrittive da parte dell’INPS e delle amministrazioni centrali. Queste interpretazioni rischiano di penalizzare la liquidazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) di chi, per motivi di salute o a seguito di riorganizzazioni interne, ha dovuto lasciare la divisa continuando però a servire lo Stato in un ruolo civile.
È una questione che riguarda direttamente la tutela dei diritti previdenziali del personale che ha dedicato una parte importante della propria carriera al servizio della Repubblica.
La valorizzazione dell’intera carriera
Il principio che sosteniamo è chiaro: il transito del personale militare nei ruoli civili non interrompe il rapporto di impiego pubblico, che prosegue senza soluzione di continuità.
Per questo ritengo fondamentale che, ai fini del TFS, l’intera carriera venga valorizzata come un percorso unitario.
Gli anni trascorsi in divisa non possono essere considerati come una parentesi priva di conseguenze sul trattamento previdenziale finale.
La continuità del rapporto di lavoro deve trovare un adeguato riconoscimento anche nel momento in cui viene calcolato il Trattamento di Fine Servizio.
Perché attendere il pensionamento definitivo
Consigliamo fermamente ai lavoratori interessati di attendere il pensionamento definitivo prima di richiedere la liquidazione del TFS.
In questo modo, l’intero periodo lavorativo, compresi gli anni trascorsi nei ruoli militari, potrà essere considerato nel calcolo collegato all’ultimo trattamento economico percepito come dipendente civile.
Le progressioni di carriera possono infatti determinare un trattamento economico finale più elevato.
Spezzare il calcolo o anticipare la liquidazione può invece comportare, nei casi interessati, una cristallizzazione del trattamento economico che rischia di risultare penalizzante per il lavoratore.
Per questo è fondamentale valutare con attenzione la propria posizione previdenziale prima di procedere.
Sei scatti stipendiali
Un altro tema sul quale stiamo concentrando la nostra attenzione riguarda i sei scatti stipendiali, collegati alla maggiorazione del 15% del TFS.
Molti militari transitati nei ruoli civili a seguito di riforme o di condizioni di inidoneità derivanti da causa di servizio si vedono negare dall’INPS questo beneficio sulla quota di TFS maturata durante il servizio militare.
È una questione particolarmente delicata quando le condizioni di salute e le cause di servizio sono state associate, nei singoli casi, a esposizioni ad amianto, uranio impoverito o altri agenti patogeni.
A mio giudizio, lo status finale di lavoratore civile non può cancellare i diritti maturati durante il periodo di servizio militare.
ONA e tutela dei diritti previdenziali
Come Osservatorio Nazionale Amianto, insieme al nostro staff legale, stiamo seguendo questa materia con particolare attenzione.
La nostra battaglia riguarda la corretta valorizzazione della carriera e la tutela dei diritti previdenziali dei lavoratori che hanno dovuto transitare dai ruoli militari a quelli civili.
Su questo punto, la giurisprudenza ci sta dando ragione e conferma la necessità di verificare attentamente il modo in cui vengono riconosciuti i diritti maturati durante il servizio.
Lo Stato non può fare cassa sui diritti previdenziali dei propri dipendenti.
I tempi di attesa per la liquidazione del TFS
C’è poi un’altra questione che non possiamo ignorare: quella dei tempi di attesa per il pagamento del TFS.
I lavoratori statali possono essere costretti ad attendere anni prima di ricevere somme che rappresentano, a tutti gli effetti, una forma di retribuzione differita maturata durante il rapporto di lavoro.
Si tratta di un problema che incide concretamente sulla vita economica di chi ha terminato la propria carriera lavorativa.
Sono previste riduzioni dei tempi di attesa. In particolare, a partire dal 2027, per i pensionamenti dovuti al raggiungimento dei limiti di età sono previsti tempi ridotti fino a nove mesi.
Ma considero ancora lunga la strada verso una piena equiparazione dei tempi di liquidazione del TFS a quelli applicati nel settore privato.
TFS militari: una tutela che deve essere effettiva
La questione del TFS del personale militare transitato nei ruoli civili non può essere affrontata soltanto come un problema contabile.
Dietro ogni posizione previdenziale c’è una storia professionale. Ci sono anni di servizio, responsabilità, sacrifici e, in alcuni casi, anche condizioni di salute che hanno determinato il passaggio dai ruoli militari a quelli civili.
Per questo continueremo a batterci in ogni sede giudiziaria affinché a ogni lavoratore transitato venga garantito un calcolo previdenziale equo, trasparente e privo di decurtazioni ingiustificate.
I diritti di chi ha prestato servizio in uniforme, anche quando successivamente transita nei ruoli civili dello Stato, devono essere pienamente tutelati.
