Da anni seguo la vicenda dell’ex Ilva di Taranto e continuo a sostenere che, accanto alle prospettive produttive dello stabilimento, non si possa mai abbassare l’attenzione sulla presenza storica di materiali contenenti amianto e sulle conseguenze che un’esposizione può provocare nel tempo.
Come presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) ho più volte richiamato istituzioni, imprese e opinione pubblica sull’importanza di affrontare l’amianto con rigore scientifico e responsabilità. La tutela della salute deve procedere di pari passo con quella del lavoro: sono due diritti costituzionali che non possono essere messi in contrapposizione.
L’amianto negli impianti industriali richiede interventi programmati
L’amianto è stato largamente impiegato nel secolo scorso in numerosi impianti industriali grazie alle sue proprietà isolanti e alla sua resistenza al calore. Ancora oggi può essere presente in strutture, coperture, tubazioni e componenti realizzati quando il suo utilizzo era consentito.
Per questo motivo ritengo indispensabile effettuare verifiche accurate e programmare, ove necessario, interventi di messa in sicurezza o di bonifica nel pieno rispetto della normativa vigente.
La gestione di questi materiali richiede competenze specifiche, soprattutto quando si interviene su edifici degradati, impianti dismessi o strutture interessate da lavori di manutenzione, demolizione o riconversione. Ogni attività deve essere pianificata per evitare la dispersione delle fibre nell’ambiente.
Il vero nemico è il lungo periodo di latenza
Uno degli aspetti più insidiosi dell’amianto è rappresentato dai lunghi tempi di latenza delle patologie asbesto correlate.
Il mesotelioma, in particolare, può manifestarsi anche molti decenni dopo l’esposizione alle fibre di amianto. È proprio questa caratteristica che rende fondamentale la prevenzione: spesso il danno si sviluppa in silenzio e viene scoperto quando la malattia è ormai conclamata.
Per questa ragione ribadisco che ogni decisione riguardante gli ambienti di lavoro deve considerare non soltanto i rischi immediati, ma anche le possibili conseguenze sulla salute delle future generazioni.
Taranto merita sviluppo, ma anche sicurezza
Negli anni ho ascoltato le testimonianze di lavoratori, cittadini e familiari che chiedono un futuro diverso per Taranto.
Comprendo perfettamente l’importanza dell’occupazione e della continuità produttiva, ma ritengo altrettanto essenziale garantire ambienti di lavoro sicuri e un territorio tutelato sotto il profilo ambientale.
La crescita industriale non può prescindere dalla prevenzione e dalla riduzione dei fattori di rischio per lavoratori e residenti.
Le bonifiche rappresentano un investimento sul futuro
La bonifica dei siti industriali è certamente un’operazione complessa, ma rappresenta uno degli interventi più importanti per costruire un futuro sostenibile.
Nel caso dell’amianto, l’identificazione dei materiali contenenti fibre e il rigoroso rispetto delle procedure tecniche sono elementi indispensabili per limitare il rischio di dispersione e proteggere la salute pubblica.
Per questo motivo considero fondamentale programmare gli interventi con criteri scientifici, soprattutto nelle aree industriali interessate da processi di ammodernamento o riconversione.
La prevenzione resta la migliore forma di tutela
Ogni valutazione deve basarsi su dati oggettivi: monitoraggi ambientali, indagini epidemiologiche, documentazione tecnica degli impianti e verifiche da parte degli enti competenti costituiscono strumenti essenziali per conoscere il livello di rischio e pianificare gli interventi.
Per Taranto, come per tutti i territori che convivono con grandi insediamenti industriali, continuo a ritenere che la prevenzione rappresenti la strada maestra.
La recente decisione che impone la bonifica dell’amianto costituisce un passaggio importante. Mi auguro che venga attuata con tempestività e rigore, perché la rimozione in sicurezza dei materiali contenenti amianto rappresenta una condizione imprescindibile per tutelare la salute dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente.
L’Osservatorio Nazionale Amianto continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione.
