Kosovo, uranio impoverito e Vittime del Dovere: la giustizia restituisce dignità a chi ha servito lo Stato

Uranio impoverito, metalli pesanti e amianto – Ci sono sentenze che vanno oltre il valore giuridico. Sono decisioni che riconoscono una verità umana prima ancora che processuale. La pronuncia definitiva del Tribunale di Velletri, che ha riconosciuto l’ex tenente colonnello dell’Aeronautica Militare Nunzio Santucci come Vittima del Dovere, appartiene a questa categoria.

Come presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e come suo difensore, considero questo risultato un importante passo avanti nella tutela dei militari che hanno contratto gravi patologie dopo aver operato in scenari caratterizzati da particolari condizioni ambientali.

Una vita al servizio delle istituzioni

Nunzio Santucci ha dedicato oltre trent’anni della propria esistenza all‘Aeronautica Militare.

Durante la sua carriera ha ricoperto incarichi di grande responsabilità, fino al comando del Gruppo Difesa dell’aeroporto di Djakovica, in Kosovo, nell’ambito della missione internazionale Joint Guardian.

Ha svolto il proprio dovere con disciplina e senso dello Stato, senza immaginare che quelle stesse missioni avrebbero potuto segnare profondamente il suo futuro.

La sentenza riconosce il nesso con il servizio – uranio impoverito, metalli pesanti, amianto

La decisione del Tribunale ha accertato il collegamento tra il carcinoma gastrico sviluppato dall’ex ufficiale e le condizioni operative affrontate durante il servizio nei Balcani.

Nel procedimento sono stati valutati gli elementi emersi nel corso dell’istruttoria, relativi al contesto ambientale delle missioni, caratterizzato dalla presenza di contaminanti quali amianto, nanoparticelle di metalli pesanti e residui di munizionamento contenente uranio impoverito.

Il riconoscimento dello status di Vittima del Dovere comporta il diritto ai benefici previsti dalla normativa vigente, compresa la speciale elargizione, gli assegni vitalizi e gli altri istituti di tutela previsti per il personale che ha riportato infermità riconducibili al servizio.

La malattia non cancella il valore del servizio

Nel 2013 la diagnosi di carcinoma gastrico ha cambiato radicalmente la vita di Nunzio Santucci.

Gli interventi chirurgici affrontati e il lungo percorso terapeutico testimoniano quanto possano essere pesanti le conseguenze di una patologia oncologica.

Dietro ogni fascicolo processuale, però, non ci sono soltanto documenti o perizie. Ci sono persone, famiglie e sacrifici che meritano rispetto.

Per questo ritengo che il riconoscimento ottenuto rappresenti prima di tutto un atto di giustizia verso un servitore dello Stato.

Il principio affermato dal Tribunale

Questa sentenza assume un rilievo che va oltre il singolo caso.

Il provvedimento ribadisce infatti un principio di particolare importanza: quando vengono dimostrati il servizio svolto in contesti operativi caratterizzati da specifici fattori di rischio (amianto, uranio impoverito, metalli pesanti) e l’insorgenza della patologia, spetta all’Amministrazione fornire eventuali elementi contrari rispetto al collegamento causale.

Si tratta di un orientamento che rafforza la tutela dei militari impegnati in missioni particolarmente complesse e che potrà costituire un riferimento anche per altri procedimenti analoghi.

L’impegno dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Da molti anni l’Osservatorio Nazionale Amianto segue le vicende dei militari che ritengono di aver subito danni alla salute durante il servizio.

Il nostro impegno non si limita all’assistenza giudiziaria.

Lavoriamo per promuovere la prevenzione, la ricerca scientifica, la sorveglianza sanitaria e il riconoscimento dei diritti di chi ha operato in contesti caratterizzati da esposizioni professionali a sostanze potenzialmente nocive.

In questo percorso il contributo di medici, ricercatori e consulenti scientifici rappresenta un elemento essenziale per affrontare casi complessi che richiedono competenze multidisciplinari.

Una battaglia che continua

La vicenda di Nunzio Santucci dimostra che la ricerca della verità può essere lunga, ma non deve mai essere abbandonata.

Ogni sentenza favorevole restituisce dignità a chi ha servito il Paese con dedizione e rappresenta un segnale importante per tutti quei militari che attendono ancora il riconoscimento dei propri diritti.

La tutela delle Vittime del Dovere non è soltanto una questione giuridica.

È un dovere morale delle istituzioni nei confronti di uomini e donne che hanno adempiuto ai propri compiti con coraggio, spesso in condizioni estremamente difficili, mettendo il bene collettivo davanti alla propria sicurezza.

Continuerò, insieme all’Osservatorio Nazionale Amianto, a sostenere questa battaglia affinché nessun servitore dello Stato venga lasciato solo nel momento in cui chiede il riconoscimento della verità e della giustizia.

Avv. Ezio Bonanni
Avv. Ezio Bonanni

Autore: Ezio Bonanni