Prevenzione amianto: Governo e piano programmatico
Alla luce dei recenti incontri e giornate dedicate sia al tema della sicurezza sul lavoro sia alla memoria delle vittime dell’amianto, il quadro attuale riguardo alla prevenzione è molto incisivo.
In dettaglio, si vuole ora dare impulso e sostenere anche attraverso l’informazione la dovuta rilevanza di una cultura ambientale e vocata alla salute. Per riconoscere quotidianamente rispetto l’insorgenza dei singoli casi e come ascolto delle testimonianze, la gravità delle conseguenze legate all’amianto.
A partire dalle istituzioni e la politica, stiamo riconoscendo quanto manca ed è mancato, in termini di fondi economici e possibilità di realizzazione per una bonifica integrale sul punto.
Excursus sulle misure intraprese in Italia
Il fenomeno amianto in Italia, è incombente e sta dimostrando a distanza di più di venti anni lo spettro di una situazione maturata nei pregressi anni’90. Soprattutto in quegli anni, in cui è stato fatto un uso massiccio dell’amianto e non sono stati rispetti i parametri e i divieti banditi anche a partire dalla normativa del 1992.
Le misure intraprese nel corso del tempo, hanno sicuramente evidenziato la presa in carico del problema riversato con gravissime conseguenze sulla vita e salute dei cittadini.
Attivamente assieme ad Ona in qualità di Presidente, nelle più recenti misure intraprese, tengo a ricordare dalla istituzione del Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto, alla data del 14.01.2020; segnata come il giorno in cui, con il Gen. e Ministro Sergio Costa, vennero stanziati 385.000.000 di euro, per la bonifica dell’amianto negli edifici pubblici.
In particolare, gli stessi fondi sono stati orientati alle scuole e degli ospedali. Purtroppo, lo stanziamento relativo alla sola progettazione non è stato comunque esauriente.
Questo intervento si somma al “Piano di bonifica da amianto” nel Secondo Addendum al Piano operativo “Ambiente“, approvato dal Cipe nel 2016 e adottato con un provvedimento della Direzione generale competente del Ministero dell’Ambiente.
Ed ora, sull’ultimo report specificamente rilevato per Roma Capitale rispetto all’esecuzione dei lavori di bonifica sulle scuole della capitale. Dimostrazione dell’avanzamento dei lavori, positivo e soprattutto mostrato dall’ultima amministrazione, con una nuova consapevolezza sul fenomeno.
Ponendo delle azioni effettive, concrete per eliminare il rischio per i nostri ragazzi. Nonostante le criticità siano molte e complesse, si chiedono appunto in un richiamo sinergico, maggiori fondi ed un sistema predisposto, per le più semplici soluzioni programmatiche.
A livello strutturale, infatti, l’amianto presenta già di per sé delle problematicità evidenti. Consideriamo la presenza di amianto, rilevata in momenti differenti nei cantieri, dove tra pavimentazioni, imbotti delle finestre e altre rilevazioni, perdura un costante rinnovo delle indagini iniziali.
Pertanto, la difficoltà ab origine, risiede nella stessa pianificazione dei lavori di bonifica, per singolo caso e secondo le reali esigenze. Ciò pone la difficoltà iniziale, nell’individuare delle coordinate e parametri per la destinazione dei fondi stanziati.
Per ciò, si evidenzia l’esigenza nello stesso stanziamento dei fondi, di una normativa più elastica, capace di mettersi al servizio delle esigenze concrete della bonifica.
L’impegno del Governo sottolineato durante la Giornata Mondiale della Memoria delle Vittime dell’Amianto
Proprio, come introdotto riportandomi alle recenti giornate dedicate alla memoria delle vittime dell’amianto, in particolare quella del 28 di Aprile all’interno della Sala Matteotti della Camera dei Deputati.
In cui, proprio il Vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa accanto all’On. Ilaria Fontana Vicepresidente M5S Camera dei Deputati, hanno ribadito in una veste sinergica e proiettata al prossimo futuro, la rilevante importanza e doverosa azione per la bonifica amianto.


La prevenzione dei danni da amianto
L’importanza verso la tutela dell’ambiente, particolarmente sentito e sottolineato dall’attivismo dell’ On.Ilaria Fontana, è contemplato nella nostra Costituzione all’art.9, anche con richiamo al secondo comma dell’art.41 .
La recente vicenda pandemica, insegna come ilCovid-19 ha dimostrato che l’ambiente e la salute debbano essere contemplati tra i fattori di produzione.
Come in situazioni di evidente alterazione, siano tali aspetti ad essere per primi coinvolti, generando delle incidenze e conseguenze importanti.
Entrando direttamente nella sfera di vita e delle prospettive future delle persone.
Oggi, si sta lavorando in uno spirito sinergico, guardando lo sviluppo economico in una direzione parallela alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
In tale ottica la portata dell’amianto, con il suo carico di malattia e morte, mostra e richiama ancor più questa esigenza di sviluppo e trasformazione al passo con l’evoluzione economica e urbana.
Rispetto alla salute, sono i numerosi casi di mesotelioma in continuo aumento nel nostro Paese, ad evidenziare una presa di coscienza.
Mirata alla programmazione sistemica e l’attuazione di misure concrete.
La gravità dei casi di mesotelioma. I dati dell’ONA
Per il 2020 l’ONA aveva già registrato quasi 2.000 nuovi casi di mesotelioma. Colpisce più frequentemente gli uomini, piuttosto che essere diagnosticati nelle donne. Il picco è atteso, in Europa e in Italia, proprio nel decennio 2020-2030. Perciò il mesotelioma rimane un grave problema sanitario.
Alcune categorie di lavoratori, sono particolarmente a rischio di tale patologia. Tra questi, si segnalano in particolare gli operai delle piastre metalliche, i costruttori di veicoli e di navi, gli idraulici, gli installatori di impianti a gas, gli elettricisti, gli operai del settore edile. Inoltre, è doveroso ricordare che sono altamente esposte a tale rischio anche tutte le persone che vivono a stretto contatto con i lavoratori sopraccitati.
Il grande utilizzo dei materiali a base di asbesto, dovuto tanto alle sue peculiari caratteristiche, quanto al suo prezzo contenuto, tocca quasi ogni settore.
Tuttavia, i due settori in cui è stato fatto uso più massiccio di tali fibre sono senz’altro quello edilizio, il settore delle Ferrovie dello Stato, ma soprattutto quello delle unità navali della Marina Militare Italiana e di tutte le Forze Armate.
Per le categorie più a rischio sono previste misure di sorveglianza sanitaria. In molte regioni italiane, sono stati istituiti i registri degli esposti amianto.

Il rischio mesotelioma pleurico nelle Forze Armate
Uno dei settori a più alto rischio è proprio quello che riguarda il Comparto della difesa.
Quest’ultimo è quello relativo alla Marina Militare, Esercito, Aviazione e Carabinieri. Vanno aggiunti poi i componenti della Guardia di Finanza e il resto del Comparto sicurezza. Quest’ultimo riguarda anche la Polizia e le altre forze di sicurezza.
I militari, impiegati anche in missioni all’estero, sono persone che sono entrate a contatto con l’asbesto, ma anche radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.
Specialmente coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare Italiana sono a rischio, come come riportato in molti casi di cronaca giudiziaria.
La stessa relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, fa riferimento a 570 casi di mesotelioma fino al 2015. Il caso più emblematico è stato registrato sulla nave Vittorio Veneto.
L’ONA, attraverso il Dipartimento di cura del mesotelioma, ha creato un protocollo per l’applicazione di una terapia multimodale.
L’Osservatorio è in prima fila nella ricerca e nella lotta al mesotelioma volta sia alla guarigione sia al prolungamento del periodo di sopravvivenza del paziente.
