Mesotelioma pleurico: aspetti clinici ed esposizione ad amianto

La correlazione del mesotelioma pleurico e l’esposizione ad amianto

Affrontiamo in questo focus di approfondimento, il tema delle patologie legate all’esposizione all’amianto.

Sicuramente i dati clinici e la ricerca, mostrano in questo ultimo decennio dei numeri rappresentativi riguardo proprio il mesotelioma pleurico.

Sottolineando la rilevanza degli aspetti legati all’insorgenza della patologia, legata all’esposizione alle fibre di amianto, per inalazione.

In generale, tra i mesoteliomi maligni, quello pleurico è il più diffuso.

Rappresentando, infatti, l’80% dei casi. Sappiamo che colpisce prevalentemente uomini, ed ha un picco d’incidenza intorno ai 60 anni.

Come introdotto, l’esposizione all’amianto costituisce per Il 90% dei casi di mesotelioma pleurico causa di insorgenza della malattia. Rilevante come il rischio maggiore sia destinato purtroppo ai lavoratori in cantieri navali, edilizia e industrie automobilistiche.

Attualmente, non esiste una soglia sicura di esposizione. I parametri variano secondo ogni singolo contesto. La classificazione come malattia professionale, è oggetto di sorveglianza. Per questo è obbligatoria la segnalazione e la raccolta dei dati nel Registro Nazionale Mesoteliomi.

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L’importanza della prevenzione e gli screening

Per quanto riguarda il versante della prevenzione, non esistono esami di screening specifici per il mesotelioma.

Ma, sicuramente dei sintomi sospetti e un’anamnesi di esposizione all’amianto può essere utile per ulteriori approfondimenti.

Inoltre, ciò è ancora più importante se il paziente abbia associato l’abitudine al fumo di sigaretta.

Il sintomo principale per una diagnosi di mesotelioma è proprio l’ispessimento della pleura, in un soggetto esposto all’amianto.

Solitamente, gli esami al riguardo richiesti dallo specialista qualora insorga una potenziale diagnosi di mesotelioma, sono: la radiografia del torace, per rilevare ispessimenti pleurici e depositi di calcio; TAC con mezzo di contrasto, per individuare la localizzazione del tumore;TAC-PET,: utile per valutare l’attività e l’estensione della malattia.

Invece e in specifico, l’esame bioptico, potrebbe costituire conferma della patologia. Anche se l’assenza di cellule maligne non va ad escludere definitivamente la presenza di un mesotelioma.

Inoltre, è importante valutare alla luce della storia del paziente, ogni aspetto clinico, compresi gli esami radiologici altamente indicativi.

Oltretutto, è preferibile per una diagnosi appurata, un esame istologico e su un campione bioptico adeguato.

Per questo, lo stesso prelievo delle cellule, avviene mediante toracoscopia video-assistita (VATS). Se ciò non è possibile, avverrà attraverso altre procedure: la biopsia percutanea o l’analisi citologica del liquido pleurico.

Il trattamento del mesotelioma pleurico

Principalmente, il trattamento del mesotelioma pleurico dipende da molti fattoti: la sede, lo stadio del tumore, età, condizioni generali del paziente.

Inoltre, considerata la rarità e complessità della malattia, è richiesta una presa in carico in centri specializzati, dove si assiste al supporto di esperienza nel campo e anche di un necessario approccio multidisciplinare.

I trattamenti opzionali per il mesotelioma pleurico: la chirurgia, proposta in casi selezionati e in associazione ad altre terapie – con finalità diagnostica e/o curativa o, più spesso, palliativa; pleurodesi, rimozione del versamento pleurico con inserimento di una sostanza che riduce le sue possibilità di riformarsi; pleurectomia, la rimozione del tumore liberando il polmone dal tessuto malato che lo circonda; pleuropneumonectomia, ovvero asportazione della pleura e dell’intero polmone, del diaframma, del pericardio e dei linfonodi.

La chemioterapia, il trattamento con anticorpi monoclonali, la radioterapia

Il trattamento chemioterapico prevede la somministrazione di farmaci (generalmente per via endovenosa) al fine di distruggere le cellule tumorali che si sono sviluppate nella pleura e negli eventuali altri organi colpiti. Per il mesotelioma, la chemioterapia può essere somministrata anche per via intrapleurica, ossia direttamente nello spazio fra i polmoni e la parete toracica.

Per alcune tipologie di tumori del mesotelio, gli anticorpi monoclonali, rappresentano oggi, il trattamento standard.

Infatti, recenti studi clinici ne dimostrano l’utilità dell’immunoterapia soprattutto per pazienti con mesotelioma epitelioide, già trattati con chemioterapia.

Radioterapia: tecnica che utilizza radiazioni ad alta frequenza per demolire le cellule tumorali e ridurre le dimensioni del cancro. Nel caso del mesotelioma, rileva in prevalenza un ruolo palliativo (o adiuvante dopo l’intervento chirurgico).

La diffusione del mesotelioma in Italia

Seguendo “I numeri del cancro in Italia” (AIOM e AIRTUM), nel 2024 sono stati stimati circa 1.779 nuovi casi di mesotelioma pleurico (1.328 uomini e 451 donne),eprevalentemente nel Nord Italia.

Ricordiamo come l’amianto è stato bandito nel 1992, ma purtroppo i numeri dimostrano come non siano in calo. Ciò, rappresenta in modo significativo la lunga latenza della malattia.

Un’altra considerazione da non ignorare sul tema è il periodo di sopravvivenza dei pazienti. Infatti, si rileva sino a cinque anni l’11% negli uomini e il 14% nelle donne.

Processo cancerogeno del mesotelioma pleurico

A fronte dei dati stimati, e della rappresentazione drammatica della presenza del mesotelioma pleurico in Italia, è necessaria una considerazione rispetto alle tutele da intraprendere a sostegno delle vittime e i prossimi congiunti.

Così sostiene anche lo IARC nella sua ultima monografia “AsbestosActinoliteamositeanthophyllitechrysotilecrocidolitetremolite“:

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesotheliomaand cancer of the lung, larynx, and ovary”.

Tale asserzione sottolinea il grado cancerogeno nelle forme di asbesto, contro ogni possibile negazione della presenza letale in svariati prodotti, nel tempo, da parte dei produttori stessi.

Dimostrazione, per cui gli esposti al crisotilo, hanno ricevuto la stessa diagnosi di mesotelioma pleurico.

Lo sviluppo della patologia, avviene in fasi: di cui la prima displasica, l’infiammazione. Poi segue con l’azione delle fibre e le mutazioni, il processo di iniziazione. Il mesotelioma si sviluppa come la permanenza delle fibre nella pleura. Favorendone una progressione sino alla diagnosi del mesotelioma.

Pleura: sottile membrana che riveste e protegge i polmoni ed è costituita da due strati, tra la cavità pleurica, definiti pleurici; il primo avvolge polmone ed è la pleura viscerale, il secondo riveste esternamente i polmoni e li divide dal torace, pleura parietale. Entrando in contatto tra di loro e, con il liquido lubrificante, consentono ai polmoni di espandersi nella gabbia toracica, nel corso dei movimenti inspiratori ed espiratori.

Il mesotelioma, purtroppo si manifesta in forme molto aggressive.

Si tratta, infatti, di tumori adenomatoidi e mesotelioma cistico benigno. Inoltre, la prognosi è specifica di ogni singolo caso. Per questo, si evidenzia altresì che i dati epidemiologici, dimostrano come il 90% delle dei casi determina, comunque, l’esito mortale entro i 5 anni.

L’impegno nazionale ONA

Nonostante il forte impegno dell’ONA e dei suoi medici volontari, e del Servizio Sanitario Nazionale, l’indice di mortalità rimane molto alto.

A tal riguardo, appare opportuno e fondamentale evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer.

Inoltre, accanto al mesotelioma pleurico ci sono molte altre malattie asbesto correlate e altrettanto gravi, come per esempio il tumore della laringe.

Il pericolo dell’amianto si concentra nelle fibre aerodisperse. Ciò nel quotidiano si realizza in presenza delle stesse nell’acqua, compresa quella potabile, da cui ne consegue l’ingerimento.

Quindi, tenendo conto che in Italia ci sono ancora 40.000.000 di tonnellate di materiali di asbesto, è necessario che si acceleri sul fronte delle bonifiche.

Purtroppo, il mesotelioma ha ancora un elevato indice di mortalità (il 92% entro i 5 anni). Poiché i numeri sono in continuo aumento in Europa e in Italia, come certifica l’VIII Rapporto RENAM sui Mesoteliomi, è necessario che siano adottati strumenti più efficaci.

La prevenzione deve comprendere innanzitutto la prevenzione primaria, cioè tale da prevenire ogni forma di esposizione. Solo così è possibile battere il mesotelioma della pleura. Il cittadino può segnalare la presenza di siti contaminati grazie all’APP.

Gli effetti dei ritardi nelle bonifiche

La stessa OMS auspica, ma non impone, la bonifica e la fine dell’utilizzo, per quei Paesi che ancora lo lavorano. Proprio per questi motivi, anche alla luce della evoluzione della normativa comunitaria, è necessario accelerare sulle bonifiche.

Autore: Ezio Bonanni