SUI VALORI E I PRINCIPI CONTENUTI NEL LIBRO: “AMIANTO, DALLA PREVENZIONE ALLA BONIFICA -TUTELA DELLA SALUTE – SICUREZZA SUL LAVORO E RESPONSABILITÀ GIURIDICHE”
La profonda e attuale interpretazione sui principi contenuti nel libro, resi dal Dott. Nicola De Marinis
L’intervento del Dott. Nicola De Marinis, Magistrato della Corte di Cassazione ed esperto di diritto del lavoro, all’interno del Convegno tenutosi a Roma, il 30.03.26 presso la Sala del Carroccio del Palazzo Senatorio in Campidoglio, rappresenta una profonda e dettagliata interpretazione sul messaggio contenuto nel mio ultimo libro ” AMIANTO, DALLA PREVENZIONE ALLA BONIFICA -TUTELA DELLA SALUTE – SICUREZZA SUL LAVORO E RESPONSABILITÀ GIURIDICHE”.
Dott. Nicola De Marinis:
“Volevo affrontare un tema importante e attuale, rispetto al testo dell’Avv. Ezio Bonanni che è stato distribuito in questi mesi, dal titolo “Dalla prevenzione alla bonifica”. Ed oggi, abbiamo avuto contezza di un’iniziativa concreta che si sta muovendo in un settore così delicato.
I destinatari della bonifica sono tutti, i bambini compresi. Sono attività che hanno bisogno di iniziative dopo quaranta anni di evidenziazione del problema.
Il testo dell’Avv.to Bonanni, uno dei massimi esperti della materia, ha un particolare significato cambiando il contesto. Contesto, entro cui la normativa con il suo testo ed il contesto della tematica si inserisce.
Il riferimento per una riflessione è alla modifica della Costituzione per quanto riguarda l’art.41 della Costituzione, per la limitazione dell’iniziativa economica e privata,e l’azione imprenditoriale e dei datori di lavoro per non arrecare danno alla dignità e libertà umana. In questo testo, sono stati aggiunti riferimenti alla salute, alla sicurezza e all’ambiente.

Quindi, assumono rilievo gli aspetti che toccano le problematiche oggi affrontate. Le stesse hanno avuto spinta dalla Pandemia, in cui ci siamo accorti delle condizioni ambientali. Piuttosto che trovare logiche nell’ambiente di lavoro, abbiamo visto che l’ambiente agisce rendendo vittima l’impresa. In una dimensione più ampia in tema di salute e sicurezza. Siamo esposti al rischio e abbiamo capito di essere in quella che è stata definita “la società del rischio”.

Definizione che muove alcuni aspetti anche ben trattati nel Libro: principio della prevenzione. Principio definito nel D.Lgs.81/2008 sulla sicurezza che integra l’art.2087 c.c.. Il complesso delle normative e misure necessarie….per evitare o diminuire i rischi professionali…e nel rispetto dell’ambiente esterno.
Parliamo di un tema a valle del fenomeno amianto nel 2008 proveniente dall’Europa con la Direttiva 89/2008.
Proprio su temi ambientali, è stato espresso il principio della precauzione. Nel libro trattato che ha trovato codificazione in trattati internazionali riferiti all’ambiente. E poi esteso alle normative europee in tema di alimenti, tutela dei consumatori e salute umana, animale e vegetale.
Questo principio, può essere invocato ogni qualvolta un processo risulti avere delle conseguenze dannose o potenzialmente pericoloso. Anche se con una valutazione scientifica incerta ma di base il più completa possibile. In modo da poter azzerare la minaccia dell’amianto“.
Sul limite e distinzione tra principio di precauzione e prevenzione
L’intervento, è poi proseguito su una sottolineatura importante riguardo il limite e confine del principio di precauzione e prevenzione. Andando a delineare la struttura della norma, rispetto alle esigenze della contingenza.
Il Dott. De Marinis:
“Non è una specificazione del principio di prevenzione e lo stesso non va ad aumentare in termini quantificativi il precedente. Si tratta, invece, di un principio distinto che si pone come sistema di tutela del rischio. Di fronte a situazioni di rischio coinvolgenti la salute e l’ambiente, di natura tra l’altro globale. Tale principio, si autocandida come principio di governo del sistema del rischio.
Un diritto flessibile a struttura aperta, di fronte all’astrazione della norma generale si distingue la norma adattabile caso per caso. La stabilità della regola di carattere congiunturale per la soluzione sulla singola contingenza, all’autorità del vincolo giuridico la regolazione collaborativa.
In questo modo, si capisce come questo tipo di intervento giuridico è adatto all’attuale società post moderna.
C’è una forma di contrasto, dove si sono scontrate teorie favorevoli e non all’intervento per una vaccinazione senza soluzioni definitive. Il discorso è stato quello di impedire la diffusione dell’epidemia.
Dunque, di fronte alla scienza incerta, si poteva imporre una prestazione personale dove altri si sono opposti. Perché tale incertezza della cognizione scientifica lasciava dubbi sulla possibilità di affrontare rischi diversi e indotti dalla inoculazione del vaccino.
Si fronteggiano due posizioni in tale contesto, nell’intervento precauzionale a favore, oppure in opposizione in nome della libertà per avvio di rischi ulteriori.
Sul piano giurisdizionale, la legittimità o meno di questi interventi limitativi di libertà personali, hanno però un’incidenza dal punto di vista della salvaguardia del bene pubblico della salute.
Questo bilanciamento, sembra definito nel suo assetto dalla Corte Costituzionale. Per cui, non si riesce ad individuare un principio di prevalenza dei diritti, l’uno sull’altro nel bilanciamento della Corte, sui principi costituzionali. E la logica da adottare per la tutela degli stessi, deve essere sempre sistemica e non frammentaria.
Sull’Ilva, si aprono delle riflessioni importanti dove sono state segnate delle evoluzioni significative.
Una di queste, è la sentenza di bilanciamento che aveva messo al confronto il diritto alla salute con quello al lavoro. La contrapposizione in questa ottica, costituiva il primo scontro tra i lavoratori dell’Ilva.
Quindi, su questa prima vicenda hanno ammesso il mantenimento dell’attività dell’Azienda, nonostante le conseguenze sul piano ambientale. In successiva sentenza, invece, contestualizzando l’argomento all’interno delle attività e il rilievo dell’ONA – il confronto non è più per salute e lavoro, perché il lavoro può essere tutelato solo se svolto in un ambiente sano.
La tutela ambientale, diventa anche una caratteristica della legittimità del diritto del lavoro.
Allora, il bene confrontato è quello della libertà di iniziativa economica e della funzionalità dell’impresa anche dal punto di vista economico. Di fronte a questo, il diritto alla salute è stato considerato prevalente”.
Tale interpretazione, assolutamente opportuna e coerente nell’ottica globale del sistema attuale lavorativo e normativo. Gli aspetti principali curati nel mio libro e dedicati proprio all’importanza della precauzione ed al ruolo rivestito dalla bonifica, non poteva avere migliore interpretazione. Riuscendo ad essere stati focalizzati i punti nevralgici ed essenziali, legati ai fondamentali principi costituzionali. Ma, rivolgendo lo sguardo all’evoluzione normativa, all’Europa, ai grandi cambiamenti dettati dal contesto di allarme sociale, di emergenza globale alle spalle. Per una società post moderna di cui tutti ne facciamo parte, dove nutriamo una profonda esigenza di risposte solide e quanto mai sicure. Dove, appunto, l’incertezza e il limite scientifico pongono enormi dubbi di valutazione e posizione rispetto alle scelte da intraprendere.
Dott. De Marinis:
“Concludendo, nella gestione della crisi della impresa, deve essere salvaguardato proprio questo valore ulteriore, riferito all’ambiente. E poi, quello della sicurezza del lavoro stesso. Ci stiamo muovendo in un contesto di valori, dove l’integrità dell’ambiente e della salute, solleva la centralità del diritto di andare oltre situazioni già previste nel Codice. Garanzia sulla base delle conoscenze scientifiche, il minimo tecnologico, verso un terreno della precauzione, salvaguardia delle possibili conseguenze che ancora non conosciamo realmente anche sul piano dell’amianto”.
