Un focus sull’impegno sinergico e approccio sistemico per i rischi da malattie professionali

Dal Convegno a Roma sulla salute e sicurezza

Convegno de l170.03.26: "Salute e sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi"
Convegno de l170.03.26: “Salute e sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”

A seguito del Convegno del 17.03.2026Salute e sicurezza: proteggere chi protegge, dallo sport agli interventi operativi”, tenutosi a Roma presso il Palazzo delle Federazioni, intendo focalizzare il tema dedicato al riconoscimento dei rischi nelle malattie professionali in un ampio contesto.

Sicuramente, all’interno di una cornice perfetta, in cui i fattori incidenti sul fenomeno, vengono analizzati nello scambio sinergico, con valevoli e distinte figure dalla realtà: scientifica, giuridica, sociale e giuridica.

L’approccio ai fenomeni legati ai fattori rischio sui luoghi di lavoro, in special modo per le attività prestate dai vigili del fuoco e nei luoghi di aggregazione come nello sport, hanno reso evidente una realtà drammatica e da affrontare con maggiore consapevolezza sociale.

Le attività, in particolare sostenute dal corpo dei vigili del fuoco, rappresentano un quotidiano in cui in prima persona con la propria vita, i lavoratori affrontano con coraggio il loro ruolo a protezione dell’altro. In tale dimensione, deve essere quindi considerata la valenza del loro operato, finalizzato al bene comune e sociale, alla sicurezza e salute della persona.

Non si può, quindi, escludere un atteggiamento reciproco e attento a valutare d’impatto ogni potenziale fattore di rischio coinvolgente la persona stessa nella mansione lavorativa svolta. Mansione per peculiarità sicuramente esposta a maggiori rischi. Per questo aperta ad una particolare attenzione, rispetto ad una profonda analisi, mirata prima di tutto a garantire una protezione degli stessi.

Il riconoscimento della malattia professionale

Dallo studio emerso e dallo stesso incontro di studi, emerge uno dei temi centrali: il riconoscimento delle malattie professionali.

La massima attenzione è sulla prevenzione e cercare di: “non affrontare il rischio solo una volta avvenuto, come monito“, come sottolineato anche da Francesco Riva, medico e consigliere CNEL.

Da un punto di vista delle tutele, nei confronti del lavoratore già vittima e già danneggiato di malattia professionale, la concreta tutela poggia principalmente sulla  dimostrazione del legame tra lavoro e malattia. Dunque, su quello che tecnicamente chiamiamo “nesso causale”, nello specifico.

Purtroppo, la malattia professionale si manifesta spesso in anni successivi, come affermato da ONA negli anni. Proprio per questo è molto difficile dimostrarla.

La resa di un percorso di riconoscimento delle malattie professionali, sulla base di quanto riportato dai casi e le testimonianze anche dei superstiti delle vittime è fondamentale per consentire un risultato “rapido, giusto e umano”.

Ricordiamo come l’impatto sui nuclei familiari delle malattie professionali, rappresenta un globale sconvolgimento di vita. Sia da un punto di vista psicologico, soprattutto per la perdita umana e affettiva legata ai familiari e congiunti ma anche da un punto di vista economico.

Riflessioni e stime sul contesto dei rischi

La presenza e l’intervento al Convegno, dell’On. Cesare Damiano, politico italiano, esponente del centrosinistra, ed è ex ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale dal 2006 al 2008, rappresenta un fondamentale punto di analisi sugli argomenti più importanti nella materia: mercato del lavoro, sicurezza sul lavoro, previdenza e riforme contrattuali.

Ciò che è emerso, è evidentemente legato, innanzitutto, all’elevato numero di morti all’anno sul lavoro riportati in circa 1100, (dal Report “Dati INAIL” – bilancio provvisorio 2025- sono 1.085 i lavoratori morti sul lavoro). 

Accanto ad un aumento delle malattie professionali. Numeri, quindi, non incoraggianti. Gli stessi presuppongono un intervento incidente e mirato alla prevenzione, analisi specifica dei rischi potenziali finalizzati ad un monitoraggio costante per ridurne il numero delle vittime. C’è sicuramente bisogno di un approccio sistemico e strutturato.

Il tema dell’importanza della necessità di migliorare qualità, trasparenza ed efficienza delle infrastrutture è altro punto essenziale per rendere l’anzidetto approccio possibile.

Un approccio sinergico e sistemico al fenomeno

 
La Dichiarazione dell’On. Cesare Damiano

“E’ importante questo convegno perché mette insieme delle forze delle associazioni che si occupano da sempre del tema della salute, della sicurezza nei luoghi di lavoro.

 Il primo obiettivo è relativo al riconoscimento delle malattie professionali.

Bisognerà studiare i dossier e vedere quali sono le condizioni per armonizzare le attuali tutele di legge con le tutele che potrebbe fornire l’INAIL da questo punto di vista.

Quindi armonizzare le regole al fine di estendere una tutela sulle malattie professionali, sapendo che la malattia professionale non si manifesta immediatamente. È subdola, molte volte colpisce dopo tantissimi anni di esposizione. C’è bisogno di una continua ricerca di mezzi e procedure che consentano di operare con successo”.

Proteggere chi protegge” come monito di priorità strategica

Il concetto ribadito durante il Convegno anche da Lamberto Cignitti vicepresidente all’interno del Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco Fiamme Rosse è:

 “Proteggere chi protegge”.

Ciò rappresenta non solo uno slogan, ma un’opportunità al servizio di una necessità concreta:

 “Il primo DPI è la propria efficienza fisica… forza, resistenza e agilità permettono interventi più efficaci e sicuri”.

Dal mondo della politica, oltre all’intervento dell’On. Cesare Damiano, particolarmente dettagliato quello dell’On. Emanuele Prisco, Sottosegretario al ministero dell’Interno con delega ai Vigili del Fuoco.

Le istanze sulla sicurezza del lavoro con l’intervento del Generali Giampiero Cardillo

Richiamando sempre i temi del Convegno del 17.03.26, proprio il Generale Giampiero Cardillo, comitato tecnico ONA ha fornito un importantissimo contributo. Infatti, sono state illustrate le principali istanze sulla sicurezza del lavoro.

In considerazione delle stesse, si è ricordato come ancora siano presenti 40 milioni di tonnellate di amianto. Tale dato rende viva la storia dell’asbesto, ma non solo nei luoghi di lavoro, le fabbriche, ma anche nei luoghi domestici.

La consapevolezza sul fenomeno e la sua gravità nel tempo, guardando purtroppo al numero dei morti sul lavoro, è un richiamo costante per un’armonizzazione normativa. Attraverso leggi per la tutela e protezione dei lavoratori, considerate in evoluzione secondo i nuovi parametri tecnici, le sofisticate strumentazione di misurazione di ultima generazione sulle sostanze nocive. E la puntuale normativa sui requisiti imprescindibili sul lavoro, ampio richiamo per i datori di lavoro di prevenzione alla sicurezza, tutela del lavoratore e responsabilità.


Pensando, infine, all’applicazione dell’intelligenza artificiale in funzione “predittiva”, Cardillo l’ha posta come modello di transizione. A partire dall’ area industriale pesante all’idea di territorio sostenibile ed innovativo.

Il Generale Giampiero Cardillo:

 “Negli ultimi decenni la Ruhr è diventata un esempio europeo di riconversione industriale e bonifica ambientale: molte ex miniere sono state trasformate in parchi, musei industriali e spazi culturali, grazie a programmi pubblici di riqualificazione urbana.”

Una conclusione sull’orientamento futuro in un lavoro coordinato

Concludendo, tengo a sottolineare per il mio impegno e ruolo rivestito da anni per la difesa e tutela dei lavori e come Presidente ONA e Vittime del Dovere, come l’incontro e i temi affrontati a Roma, rappresentino un orizzonte sinergico. Mirato alla prevenzione, formazione e tutela dei luoghi di lavoro e aggregazione nell’auspicato approccio sistemico.

Al contempo invito per continuare a lavorare, uniti, insieme. Al fine della costruzione di un sistema più sicuro ed efficace. In grado di proteggere tutti, e in particolare chi ogni giorno mette a rischio la propria vita per la sopravvivenza altrui.

Autore: Ezio Bonanni