Sul riconoscimento del diritto dei familiari delle vittime del dovere

Si riporta l’ultimissima pronuncia del Tribunale di Tempio Pausania, resa dalla Magistratura del Lavoro: sentenza n. 35/2026 che ha riconosciuto il diritto dei familiari di una vittima del dovere.

Per cui è stato riconosciuto l’adeguamento dell’assegno vitalizio mensile fino all’importo di 500 euro.

Previsione in linea con quanto riconosciuto per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

La vicenda sul tema del risarcimento e il riconoscimento del danno degli orfani delle vittime del dovere, è passata al vaglio del Giudice del Lavoro.

L’esito del ricorso presentato dagli eredi del militare della Marina Militare Laudati Enrico Alberto Maria, è stato equiparato alle vittime del dovere.

Oltretutto, il Ministero della Difesa, è stato condannato al pagamento delle differenze maturate a partire dal 1° settembre 2011, oltre interessi e perequazioni.

In tale caso, si vuole sottolineare come l’adeguamento comporta una differenza mensile di circa 241,77 euro rispetto all’importo precedentemente liquidato di 258,23 euro.

Considerando le perequazioni e tutti i ratei maturati dal 2011, gli arretrati complessivi sono stimati in circa 60.000 euro per la vedova e per l’orfano, che continueranno a percepire l’assegno vitalizio per tutta la vita.

La pronuncia del Tribunale

La dichiarazione del Tribunale ha statuito il diritto dei ricorrenti all’adeguamento dell’assegno vitalizio non reversibile previsto dall’art. 4 del DPR 243/2006.

Quindi stabilendo che l’importo mensile debba essere pari a 500 euro, in luogo dei 258,23 euro inizialmente riconosciuti.

Tale decisione si basa sull’orientamento consolidato della Corte di Cassazione che ha affermato a Sezioni Unite: il principio di equiparazione tra vittime del dovere e vittime del terrorismo anche sotto il profilo dell’ammontare dell’assegno vitalizio.

Secondo tale interpretazione si ritiene, pertanto, necessario garantire il rispetto del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione.

In particolate, il Ministero della Difesa è stato condannato a corrispondere a ciascun ricorrente la differenza mensile di 241,77 euro, moltiplicata per tutti i ratei maturati dal 1° settembre 2011 fino alla data della decisione, oltre agli interessi maturati sulle singole prestazioni.

Il principio di equiparazione delle vittime del dovere alle vittime del terrorismo

La pronuncia si inserisce nel solco delle più recenti decisioni giurisprudenziali che riconoscono la piena equiparazione tra vittime del dovere e vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Nel caso innanzi evidenziato, il Tribunale ha lasciato emergere l’evoluzione normativa e giurisprudenziale, con ogni progressiva estensione ai soggetti equiparati alle vittime del dovere. Infatti, gli stessi benefici sono quelli previsti per le vittime del terrorismo, ritenendo altresì irragionevole sotto questo aspetto una differenziazione nell’importo dell’assegno vitalizio.

Una riflessione ad ampio raggio sulle ultime evoluzioni del riconoscimento del diritto agli orfani

Si riconduce una riflessione ad ampio raggio sul tema, rifacendomi a una precedente sentenza resa anche dalla Corte di Appello di Roma: sul riconoscimento del diritto al vitalizio per i figli del Maresciallo Leopoldo Di Vico.

In qualità di Presidente dell’ Osservatorio Vittime del Dovere ed ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, tengo a sottolineare sul punto, l’impegno maturato anche per gli orfani delle vittime del dovere, di quelli che non erano nel carico fiscale alla morte dei loro congiunti.

Significative sentenze stanno ribaltando l’orientamento precedente. Riconoscendo anche a queste categorie di orfani i loro diritti.

Naturalmente, si aggiungono a quelli del risarcimento del danno, spettante comunque a tutti i familiari fino ai nipoti ed i fratelli. Gli eventi di morte e lesioni gravissime in seguito agli inadempimenti dei Ministeri, hanno un effetto devastante anche sui congiunti di chi subisce il danno diretto.

L’azione di risarcimento danni, nell’operato del gruppo legale ONA

Proprio il gruppo legale di ONA, composto anche dall’Avv. Giorgia Cicconi e dall’Avv. Lidiana Belfiore, sta procedendo, unitamente alla mia figura, nella tutela civilistico risarcitoria.

Infatti, il risarcimento danni è come precisato un ulteriore diritto, esigibile per tutti coloro che hanno già ricevuto il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

In secondo luogo, nel caso di decesso, gli importi debbono essere liquidati agli eredi. Per i militari occorre agire presso il TAR, invece per i danni “da perdita parentale“, innanzi il Tribunale Civile.

Il caso dalla vicenda del militare esposto all’amianto nella Marina

La vicenda giudiziaria riportata, riguarda il Capo di 3ª Classe della Marina Militare Laudati Enrico Alberto Maria.

Il Militare, ha prestato servizio per oltre trent’anni, dal 1954 al 1985, svolgendo le mansioni di radiotelegrafista.

Durante la sua carriera è stato imbarcato su numerose unità navali e prestato servizio anche in diverse basi e strutture della Marina.

Le stesse navi militari di vecchia generazione erano ampiamente coibentate con materiali contenenti amianto.

Utilizzato senza restrizioni per l’isolamento termico degli impianti, delle tubazioni e di numerose componenti tecniche.

Durante lunghi periodi di servizio, anche nel corso delle missioni a bordo, il militare è stato esposto, quindi, in modo continuativo a polveri e fibre di amianto.

Negli ambienti di lavoro e negli stessi locali di vita delle unità navali.

Soltanto molti anni dopo il congedo, si è manifestata la patologia che ne ha causato il decesso il 1° settembre 2011.

Palese il nesso tra la malattia e l’attività svolta in servizio, che lo Stato ha riconosciuto il suo status di vittima del dovere.

La sua vicenda si inserisce nel più ampio quadro delle numerose storie che coinvolgono il personale della Marina Militare.

Personale esposto all’amianto, nelle navi e nelle strutture militari costruite nel periodo in cui questo materiale veniva utilizzato diffusamente.

Autore: Ezio Bonanni