Come fare domanda per l’incentivo fiscale
Nel contesto normativo attuale, si sta favorendo una tutela completa per la sicurezza collettiva e la minimizzazione del rischio all’esposizione di amianto.
Ciò si inserisce con il recente incentivo integrato principalmente nel Bonus ristrutturazioni, nell’intero sistema delle agevolazioni offerte a privati e aziende.
Partendo dalla pressante esigenza, di cancellare qualsiasi traccia di amianto negli edifici. E la stessa presenza di fibre pericolose, purtroppo presenti e diffuse nell’aria e in contesti di indiretto contatto.
Cercando sempre più delle soluzioni in un orientamento preventivo, le operazioni e le attività operose per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto rientrano in prima linea in questo obiettivo.
Nell’orizzonte della fattibilità di tali lavori, è possibile oggi agire usufruendo di un vantaggioso strumento fiscale.
Infatti, attualmente, la normativa offre soluzioni personalizzate: secondo la natura sia dell’intervento sia del beneficiario.
In questo modo, si può pensare a tale incentivo come una possibilità di integrazione con gli altri sistemi legati all’efficientamento energetico e ristrutturazione.
Requisiti fondamentali per accedere alla domanda di incentivo fiscale
Bisogna far però attenzione ai requisiti per accedere all’incentivo richiesti dalla legge.
Infatti, la stessa puntualmente impone per le bonifiche, innanzitutto, l’intervento di ditte specializzate. Conferendo sottolineatura alla pericolosità delle fibre disperse e perciò esigendo massima trasparenza per l’intero processo di smaltimento.
L’incentivo e la domanda stessa si rivolge a proprietari di immobili o titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione), condomini che deliberano l’intervento sulle parti comuni, in casi specifici, anche locatari se autorizzati; aziende e attività produttive, spesso con normative e misure ad hoc, specialmente per categorie ad alto rischio.
Modalità di richiesta e incentivi disponibili
Realmente, lo strumento fiscale oggi non è un vero bonus, ma un incentivo.
Sicuramente, si offre la possibilità alle imprese e privati di ridurre i costi di intervento.
Dunque, si distingue:
per i privati;
la detrazione fiscale riconosciuta con il Bonus ristrutturazione disciplinata dall’articolo 16-bis del TUIR, con i seguenti parametri:
- Detrazione del 36% sulle spese sostenute per la bonifica, su un massimo di 96.000 euro
- Aliquota maggiorata al 50% se l’edificio rappresenta l’abitazione principale del beneficiario
- Rateizzazione in 10 quote annuali di pari importo;
Si ribadisce, vista l’alta specializzazione delle ditte coinvolte, come appunto a tal fine occorra la presentazione di tutta la documentazione richiesta dall’Agenzia delle Entrate.
Assieme al suindicato requisito, è essenziale la redazione del piano di lavoro da inviare all’ASL competente assieme alla conservazione di tutte le fatture e pagamenti tracciabili.
Altra distinzione si riferisce alla tipologia di interventi:
- rimozione totale; obbligatoria in caso di materiali friabili o deteriorati
- trattamento “a incapsulamento”; può essere un’opzione tecnica per coperture in buono stato
Inoltre, alcune Regioni hanno varato bandi dedicati che si affiancano agli incentivi nazionali.
Quindi, per poter beneficiare dei contributi regionali occorre visionare la situazione nella propria Regione di residenza e monitorare l’apertura dei relativi bandi.
Si deve prestare attenzione a:
- Domanda online con allegato preventivo e documentazione dei costi sostenuti;
- Affidamento dei lavori solo a imprese abilitate;
- Presentazione di certificati di smaltimento a norma di legge.
L’importanza di tale incentivi in un’ottica integrata ai bonus già esistenti per ristrutturazioni, ed efficientamento energico, hanno favorito una crescita della pianificazione stessa dei lavori di bonifica. Nonostante, si voglia ricordare che la bonifica ha natura obbligatoria quando il materiale è deteriorato.
Quindi nel momento in cui è comunque fonte di rischio per la salute.
Per questo motivo lo Stato mette a disposizione strumenti fiscali utili sia per i privati sia per le imprese. Riuscendo così a sostenere un piano di prevenzione pubblica per l’eliminazione totale delle fibre di amianto. Essendo tale materiale causa di patologie estremamente gravi come l’asbestosi e tumori polmonari.
