Un focus sul tema delle riforestazioni a Roma

L’emergenza delle riforestazioni affligge la capitale

Sul tema delle riforestazioni del territorio di Roma, ne parliamo con la Presidente dell’Ass.ne “Curaa”.

La Presidente Iacopa Stinchelli, sottolinea l’importanza di tempestivi ed opportuni interventi per il bene degli alberi e le nostre città. Deforestazione: danni all’ambiente e alla salute

Anche a seguito dell’evento del 14 Febbraio ai Fori Imperiali organizzato dalla stessa Associazione, dal titolo: “San Valentino: gli innamorati dei Pini di Roma incontrano i media.“, riflettiamo con un focus dettagliato sull’emergenza in corso.

L’evento, si è tenuto in nome dell’iniziativa anzidetta con un sopralluogo indipendente, per documentare e monitorare le modalità in cui stanno abbattendo i pini.

Tuttavia, non sono coinvolti solo i Fori Imperiali, lo è tutta Roma.

In primo luogo, l’Ass.ne Curaa, “Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti”, ha voluto nel giorno dedicato all’amore, rinnovare l’appello ad una corretta informazione.

Infatti l’Associazione, portando tecnici, prove e documenti ha sottolineato come l’allarme sia molto alto.

Allarmi e focus sul territorio capitolino

Pertanto, seguendo le recenti stime sarebbero stati abbattuti 35.000 alberi in 4 anni ed aumentano anche i crolli.

Altresì, Il cambiamento climatico si alimenta anche in questo modo: distruggendo interi polmoni.

Iacopa Stinchelli – Presidente Ass.ne “Curaa”:

Bisogna partire da un atteggiamento assolutamente contrario a quello assunto negli ultimi anni.

Facendo un passo indietro per capire che esiste il Mediterraneo.

Ed il “pinus pinea” Pinus pinea – Wikipedia come specie iconica accanto ad altri splendidi alberi.

Nell’immaginario collettivo globale, il pino ricopre l’Italia come “bel Paese”.

Un albero, che rappresenta le nostre origini e radici nel senso pieno del termine.

Quando non si pone attenzione e salvaguardia a questo singolare albero, si

attacca anche il paesaggio.

Ed ancora, la salute ed uno dei simboli più importanti ed identitari di ciò che rappresenta la nostra cultura, la storia, il nostro paese.

Purtroppo, abbiamo assistito negli ultimi anni ad una vera e propria estinzione della species “pinus pinea”, come a Napoli.

E la situazione si sta estendendo anche a Firenze e Bologna. Sono alberi fatti oggetto di sevizie, potati con le motoseghe e dalle radici.

Chi, ha costruito attorno asfalti e palazzi, chi li ha abbattuti per far spazio ad altri.

Dal 2000 attorno Ostia ci sono stati incendi di natura dolosa.

E sono stati fatti interventi che non hanno salvaguardato l’habitat delle pinete.

Anzi le hanno degradate. Le pinete sono diventate delle discariche.

Grande negligenza da parte delle Regioni.

Nell’ultima pineta è arrivata la cocciniglia tartaruga.

Epidemia del parassita degli alberi nel Lazio

Inoltre, altro problema gravoso ed incombente nelle pinete è costituito dal parassita (toumeyella parvicornis).

Non è stata intrapresa alcuna azione diretta, arginando l’epidemia del parassita (toumeyella parvicornis)Toumeyella parvicornis – Wikipedia.

Questo parassita arriva, e non si predispongono cordoni sanitari.

E non si mettono in atto terapie, come fatto per la processionaria del pino.

Non si è agito concretamente.

Il parassita ha effetti devastanti sulla tenuta di Castel Porciano e Castel Fusano.

Parti consistenti della riserva naturale del Lazio.

Abbiamo chiamato Ostia la nostra “foresta amazzonica”.

Il parassita lascia l’albero in una condizione di debolezza, esamine.

Parassita esotico, molto violento e mai visto prima in Italia se non dagli anni del 2000.

Le pinete sarebbero ancora salvabili, mettendo in atto le cure necessarie soprattutto ad Ostia ed Ostia antica.

La pineta di Ostia, un patrimonio naturale da tutelare – Ostia e Dintorni.

Dove sono stati salvati centinaia di pini, con l’endoterapia.

Ossia, con iniezioni a base di Abamectina, principio attivo conosciuto ed utilizzato con effetti positivi.

Cura che prevede di evitare potature eccessive.

Di non incidere sul legno dell’albero e mantenere le buone condizioni del suo habitat.

Abbiamo chiamato Ostia, la nostra “foresta amazzonica”.

Il parassita lascia l’albero in una condizione di debolezza, esamine.

Parassita esotico, molto violento e mai visto prima in Italia se non dagli anni del 2000.

Le pinete sarebbero ancora salvabili, mettendo in atto le cure necessarie.

Migliaia di ettari di pineta ad Ostia sono compromesse e lo è lo stesso la fauna ed avifauna.

Essendo gli alberi sinonimo di vita.

Riforestazioni e migliorie nelle pinete di Ostia

Inoltre, dai sopralluoghi nelle pinete di Ostia, da parte dell’Ass.ne Curaa sono emersi dei rilevamenti molto interessanti.

Iacopa Stinchelli – Presidente dell’Ass.ne “Curaa”:

Di fronte all’emergenza degli alberi ed i fattori climatici, manifestati tra l’altro in un estremo caos, abbiamo eseguito sopralluoghi sulle pinete di Ostia.

Cercando di capire cosa non va ai vecchi alberi e piantandone dei nuovi.

La Pineta “Acque rosse”, ha presentato 50 piantine secche e morte, abbandonate in un terreno di rifiuti tossici mai bonificato, nonostante lo stanziamento dei fondi del PNRR.

Il Settore A di Castel Fusano in Pineta invece è agli antipodi.

Anche qui, abbiamo trovato una situazione paradossale con poche decine di alberelli sul ciglio della strada, direi ad uso scenico, ma secchi.

E poi, spingendosi nella macchia abbiamo trovato terreni devastati dove sono state lasciate delle piantine secche e dove solo le conifere “sempre verdi” mantengono il colore. Le altre sono in agonia.

Ci vorrebbero degli agronomi specializzati per analizzare il problema.

Le nostre denunce come associazioni hanno stimolato il servizio giardini per rimuovere almeno le piantine secche ed abbandonate.

A seguito della documentazione video prodotta e diffusa.

Successivamente, è stato segnalato anche da altre associazioni come “Salviamo le riserve”, i tutor delle riserve ed altri comitati di Ostia, come “Infernetto Attivo”, “Italia Solidale”, “Fare Ambiente”.

Sul punto, i tutor della riserva, ci hanno spiegato nel Settore A, come nel 2017 dopo un grande incendio, la macchia aveva ripreso in otto anni a ricostituirsi ed anche le specie animali a ripopolare le tane.

Purtroppo, con le ruspe hanno rovinato la vegetazione spontanea a favore del piantamento sterile e secco della piantine abbandonate.

Per questo, i tutor della riserva, ci hanno spiegato nel Settore A, dopo un grande incendio del 2017, la macchia aveva ripreso in otto anni a ricostituirsi ed anche le specie animali a ripopolare le tane.”

Un esperto super partes per i pini di Roma

Daniele Zanzi:

Si attende trasparenza dal Comune di Roma, sui numeri reali e sui nomi e cognomi che stanno amministrando le sorti degli iconici pini di Roma.

Dopo averne fatti morire troppi per cure negate, motoseghe selvagge e danni meccanici e colposi agli apparati radicali.

Uno dei massimi esperti viventi di prove di trazione spiega in radio cosa sono le prove di trazione, pulling test.

Come veramente si fanno per salvaguardare gli alberi.

Non per condannarli a morte senza appello come avviene purtroppo a Roma.

Autore: Ezio Bonanni